Ex ferrovia Spoleto-Norcia, dove la storia abbraccia la natura

La vecchia ferrovia Spoleto – Norcia è oggi un sentiero pedonale e ciclabile lungo 30 km..  Un magnifico itinerario nel cuore naturalistico dell’Umbria, inserito nella lista dei Beni Culturali italiani per il suo valore storico, paesaggistico e ambientale.  Un sentiero dove storia e natura si uniscono in un abbraccio senza eguali.

In treno da Spoleto a Norcia, la ferrovia alpina sugli Appennini

La ferrovia Spoleto-Norcia rappresentava un piccolo esempio di ferrovia alpina, poiché attraversava parte degli Appennini ed era caratterizzata dalla numerosa serie di gallerie e viadotti, resi necessari proprio dalla morfologia del territorio. Oggi è stata convertita e valorizzata in un meraviglioso percorso ciclabile, grazie alla bellezza del suo percorso e dei suoi paesaggi.

Il “Gottardo Umbro”, una storia lunga più di 40 anni

Il primo progetto di costruzione di una ferrovia che collegasse Spoleto con Norcia risale al 1909. Dopo varie modifiche, il progetto definitivo fu redatto dall’ingegnere svizzero Erwin Thomann, progettista della Ferrovia del Lötschberg. I lavori di costruzione iniziarono nel 1913, ma furono rallentati dagli effetti della Prima guerra mondiale:. L’inaugurazione della ferrovia Spoleto Norcia avvenne solo il 1º novembre del 1926.

I caratteri plano-altimetrici ne facevano un piccolo gioiello di ingegneria ferroviaria. Lungo i suoi 51 km totali vennero costruite 19 gallerie e 24 viadotti, considerati all’avanguardia da un punto di vista ingegneristico e architettonico. La pendenza è sempre molto ridotta e vari tratti sono elicoidali, simili a quelli che si trovano nelle ferrovie svizzere. All’epoca della sua costruzione, per le sue particolari caratteristiche, questa ferrovia era comunemente detta “il Gottardo Umbro”. Dopo una breve interruzione nel corso della Seconda Guerra Mondiale, la ferrovia restò attiva fino alla dismissione del 1968.

Norcia & Natura

In mountain bike lungo l’ex ferrovia, la riqualificazione

L’idea di convertire il dismesso tratto ferroviario in un percorso destinato al turismo risale ai primi anni 2000. Furono proposti studi circa la possibilità di trasformare il tracciato in un percorso dedicato al cicloturismo, come avvenuto in casi simili. Nel 2006 il comune di Spoleto iniziò l’opera di messa in sicurezza del tratto da Spoleto a Piedipaterno con trasformazione in percorso ciclopedonale, i cui primi 34 chilometri vennero inaugurati nel 2014.

A fine 2010 venne elaborato un progetto di recupero di tutti i fabbricati di servizio, come i magazzini e le stazioni, per recuperarli come quali ostelli, bar e case vacanze. Attualmente della vecchia linea restano poche ma significative tracce. Sono state asportate tutte le traversine ed i binari, ma molti caselli sono divenuti comodi parcheggi o info point per i turisti.

L’antica ferrovia Spoleto Norcia oggi, un itinerario mozzafiato per appassionati di Mtb

Un lungo tratto del tracciato originale della ferrovia è oggi percorribile grazie al  restauro che lo ha riportato a nuova vita e messo completamente in sicurezza. Un’emozione lunga più di 30 km tra natura e storia.

Il percorso, da fare a piedi o in Mountain Bike (Mtb)

Una volta i convogli impiegavano circa 2 ore per collegare Spoleto a Norcia, la città di San Benedetto, dell’arte gastronomica e del tartufo nero.

Scopri le meraviglie di Norcia

Oggi, un escursionista allenato può affrontare il percorso tranquillamente in 15 ore, dividendo l’itinerario in 2 tappe che non prevedono grosse difficoltà, tanto che l’accesso è consentito a tutti, comprese le famiglie con bambini. Le pendenze non superano il 4%, i viadotti aprono la vista a panorami spettacolari e i quasi 5 chilometri di gallerie fanno la gioia dei mountain bikers.

Si parte da Spoleto e si sale fino alla Caprareccia dove, dopo una galleria di 2 chilometri, si inizia a scendere: 7 chilometri di passeggiata portano a Sant’Anatolia di Narco, lasciandosi alle spalle la parte più impegnativa del percorso. A Sant’Anatolia di Narco è ancora visibile la stazione, e nel borgo successivo, Castel San Felice, sorge l’ abbazia dei santi Felice e Mauro, con la sua elegante facciata in stile romanico spoletino.

Passata la lunga galleria di Triponzo si scopre la suggestiva gola di Balza Tagliata, dove due massicci calcarei alti quasi 700 m si fronteggiano divisi dal fiume Corno. Sulla parete opposta a quella della via ferrata, c’è ancora l’antico sentiero di epoca preromana, scavato nella roccia viva, che fino al 1857 era l’unica via diretta verso Norcia. L’ultimo grande scenario è lo Stretto Biselli, che si palesa all’improvviso dopo aver attraversato il Corno su 6 ponti di ferro.

Tra storia e natura, un brivido da provare

Tra le pieghe rocciose degli Appennini, i verdi intensi dei boschi e l’azzurro limpido del fiume Nera, che costeggia il percorso fino a Cerreto di Spoleto, i panorami dell’ex ferrovia tolgono davvero il fiato. Ci sono itinerari per tutti i gusti: gli appassionati di rafting possono scivolare sulle acque del Nera, mentre chi fa trekking o pedala può esplorare una vecchia galleria abbandonata.

E i paesaggi non sono l’unica attrazione naturalistica del percorso. E’ frequente, infatti, imbattersi in diverse specie di animali che hanno ripopolato l’area dopo la dismissione della ferrovia. Tra questi, numerosi rapaci diurni che volano tra le rocce, come il Gheppio, piccolo falchetto, e la Poiana. Oppure, se siete particolarmente fortunati, potrete ammirare una coppia di Aquila Reale che ha il suo nido in una delle gole attraversate dalla strada ferrata. Anche il Lupo e il Gatto Selvatico europeo sono abitanti e predatori di questi luoghi incantati. Ma i veri protagonisti sono i pipistrelli, di cui sono presenti diverse specie tra cui il Miniottero, tutelata dalle direttive europee di biodiversità, che nel tunnel di Caprareccia conta circa 3.000 esemplari.

Norcia, cultura e tradizione

Ferrovia Spoleto Norcia, percorso agibile dopo il terremoto +++ In aggiornamento +++

Il sisma del 2016 ha gravemente compromesso anche parte del tracciato della ciclabile nata sulla tratta del ex ferrovia. Ad oggi, i tecnici di Umbria Mobilità, società che gestisce il percorso, comunicano che i tratti agibili e aperti sono:

  • dalla stazione Museo di Spoleto all’ingresso galleria di Caprareccia;
  • dalla stazione di Santa Anatolia di Narco (aperta con punto informazioni e ristoro) al Casello della Romita;
  • un breve tratto in comune di Norcia dal Km 48,600 al km 51,200, poco oltre la riaperta Stazione di Serravalle di Norcia a supporto delle attività outdoor.

I primi due tratti sono collegati, uscendo all’altezza della stazione di Caprareccia,  dalla strada panoramica asfaltata a scarsissimo traffico veicolare che conduce a Forca di Cerro e poi a Santa Anatolia.

Sono inoltre aperti il Museo ed il Plastico della ferrovia, anche per visite guidate, siti in via fratelli Cervi 10,  a Spoleto.

Brochure ufficiale ex ferrovia Spoleto Norcia

Pasqua a Norcia

Pasqua e Pasquetta a Norcia: folklore, tradizioni ed eventi

La Pasqua a Norcia è un periodo dell’anno carico di eventi, appuntamenti folkloristici e, ovviamente, tradizioni protagoniste anche a tavola. La processione del Venerdì Santo ne rappresenta il culmine, il momento più intenso e partecipato. Poi ci sono le tante prelibatezze che allietano la colazione e il pranzo di Pasqua: la pizza dolce, la pizza al formaggio, il salame corallina. Infine Pasquetta, giorno dedicato alla scampagnata fuori porta. Scopriamole insieme, insieme al programma degli eventi previsti per il 2018!

Norcia e le tradizioni pasqualiPasqua a Norcia

Durante la Settimana Santa, Norcia si accende di tanti appuntamenti legati alle tradizioni religiose del mondo contadino e al folklore. I nursini rispettano con devozione tutte le tappe che la chiesa cattolica prevede per la sua festa più importante. I “sepolcri” del Giovedì Santo, ad esempio, che animano tutte le chiese del nostro borgo, piccole o grandi che siano; la veglia del sabato sera, che riempie (anzi, purtroppo dobbiamo dire: riempiva) la concattedrale di Santa Maria Argentea; la messa della Domenica di Pasqua, con il suo carico di gioia.

La processione del Venerdì Santo

Il momento più intenso e più caratteristico, però, rimane la processione del Venerdì Santo, detta anche Processione del Cristo Morto. Un evento conosciuto in tutta Italia, un allestimento emozionante e carico di pathos, reso ancora più suggestivo dalla presenza di quadri viventi, allestiti lungo le mura di Norcia, per illustrare le stazioni della via crucis. Talmente è importante questo appuntamento per noi nursini, che lo abbiamo tenuto in vita anche in un anno difficilissimo come quello che è seguito al terremoto dell’ottobre 2016. E’ uno dei simboli della nostra voglia di non mollare!

Se non l’avete mai vista, dovete venire almeno una volta. Potrete ammirare la sincronia perfetta con cui si muovo gli oltre 400 figuranti volontari, vestiti con abiti d’epoca curati in ogni dettaglio. Centurioni a cavallo, i penitenti con le catene ai piedi, le donne in lutto, la folla dei palestinesi. E poi tutti i principali protagonisti di quel momento tragico: Gesù, le Pie Donne, Ponzio Pilato, Giuseppe d’Arimatea. Il corteo prende il via da “capo la terra”, la parte più alta di Norcia, e si muove costeggiando tutte le mura di cinta. Lungo il tragitto, le stazioni della via crucis sono rappresentate con “quadri viventi”, illuminati con sapienza da fiaccole e piccoli falò. Il tutto contribuisce a creare un atmosfera di grande pathos e partecipazione. Un esperienza consigliatissima!

Vieni a Norcia per Pasqua? Leggi la nostra guida, pensata apposta per te!

Pasqua a tavola, le tradizioni di NorciaPizza pasquale di Norcia

Le tradizioni culinarie, a Norcia, sono sempre protagoniste. Pasqua non fa eccezione, con i suoi mille sapori. Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, però, per noi nursini, il pasto più importante non è il pranzo ma la colazione di Pasqua, che deve essere davvero molto ricca.

La colazione di Pasqua: pizza dolce, pizza al formaggio e salumi

Vediamo meglio cosa si mangia durante la colazione di Pasqua, secondo le usanze di Norcia, molto simili a quelle del resto dell’Umbria. La protagonista assoluta è la pizza pasquale, conosciuta anche come pizza cresciuta e servita in una doppia versione: dolce (con o senza uvetta) e salata (a base di formaggio). Date retta: imperdibile! Soffice, gustosa, non stanca mai, una fetta tira l’altra! La pizza dolce è ottima da mangiare in abbinamento sia con la cioccolata che con i salumi. Allo stesso tempo, gli affettati sono perfetti anche accanto alla pizza al formaggio.

Rimanendo in tema di salumi, che ovviamene a Norcia non mancano mai, il più gettonato per Pasqua è il salame corallina, conosciuto anche semplicemente come corallina. E’ il salame nursino per eccellenza. Un vero simbolo, insieme al prosciutto e alle salsicce.

Terzo elemento che non può mancare nel menù della colazione pasquale è l’uovo sodo, possibilmente con la buccia decorata dai bambini di casa. Anche in questo caso, l’accoppiata con la pizza al formaggio e con la corallina è perfetta.

Scopri tutti i prodotti tipici di Norcia

Il pranzo di Pasqua: stracciatella e agnello

Dopo l’abbondante colazione, qualcuno potrebbe aspettarsi un pranzo pasquale leggero. E in qualche modo lo è, ma non troppo. Stavolta sono due gli elementi che, secondo la tradizione di Norcia e dintorni, non possono mancare sulla tavola: la stracciatella e l’agnello. La stracciatella è un primo molto semplice, gustoso e nutriente, fatto con brodo di pollo, uova e parmigiano. L’agnello, invece, solitamente viene servito cotto al forno, magari accompagnato dalle patate, oppure alla brace.

Pasquetta a Norcia, la scampagnata a base di carne alla brace

Il giorno di Pasquetta (o lunedì dell’Angelo) è dedicato alle scampagnate fuori dalle mura. Famiglie e gruppi di amici si arrampicano sulle colline che circondano Norcia, o si spingono fin sul Pian Grande, alle pendici del Monte Vettore e ai piedi di Castelluccio. Lì, nelle apposite aree attrezzate, consumano i loro pic nic, a base di carne alla brace (rigorosamente carne di maiale). Una tradizione che si ripete da decenni. Anche se prima, in assenza di automobili, ci si accontentava di scendere a piedi fino al Torbidone, il fiume che proprio a seguito al terremoto del 2016 è tornato a scorrere alle porte d Norcia, dopo essere scomparso per 30 anni.

A Pasquetta, però, Norcia è anche meta di gite. I turisti più numerosi sono i romani, che a Norcia sono particolarmente legati, ma non mancano anche gli umbri, i marchigiani, i toscani e più in generale coloro che vivono nelle regioni limitrofe. La nostra cittadina li accoglie a braccia aperte, anche in questi difficili mesi post-sisma. Gli amici sono sempre i benvenuti. Una visita di una giornata può essere perfetta per visitare il centro storico, passeggiare un po’ nel verde delle Marcite, pranzare comodamente in un ristorante o agriturismo, fare shopping nelle tante norcinerie.

 

Pasqua 2019: il programma completo degli eventi

Come ogni anno, Norcia, in occasione della Pasqua, ospita una serie di eventi culturali e ricreativi adatti a grandi e bambini, alcuni organizzati direttamente dalla Pro Loco. Vi aspettiamo numerosi!

+++ Programma in aggiornamento +++

Venerdì 19 aprile – Ore 15,30 – Pianto della Madonna di Jacopone da Todi: un rievocazione dal sapore storico e artistico, ospitata nella piazza antistante la chiesa di Sant’Antonio a Capolaterra e organizzata dalla Compagna Teatrale GAD.

Venerdi 19 aprile – Ore 21 – Processione del Cristo morto: processione storica con figuranti in costume e quadri viventi, che mettono in scena le ultime ore della vita di Gesù. Dopo due anni, la processione riprenderà il suo percorso abituale, chiudendosi nella zona di Capo la terra.

Sabato 20 aprile – Ore 23 – Veglia Pasquale – Presso la Parrocchia Concattedrale di S. Maria a Norcia

Domenica 21 aprile – Ore 11 – Santa Messa di Pasqua – Presso la Parrocchia Concattedrale di S. Maria a Norcia

Domenica 21 aprile – Ore 18 – Santa Messa di Pasqua – Presso la Parrocchia Concattedrale di S. Maria a Norcia, celebrata dal Vescovo Renato Boccardo

 

La settimana di Pasqua presso il Monastero di San Benedetto in Monte

Il Monastero di San Benedetto in Monte è la nuova casa della comunità dei monaci benedettini di Norcia, in attesa di poter tornare nella Basilica ricostruita. Li si svolgeranno anche le funzioni pasquali benedettine, aperte a tutti. Ecco il programma completo.

 

 

 

La statua di San Benedetto da Norcia

Celebrazioni Benedettine 2019, Norcia omaggia il suo Patrono

Il 20 e 21 marzo Norcia si trasformerà nel cuore pulsante dell’Europa. L’occasione saranno le Celebrazioni Benedettine 2019, un momento unico di storia e spiritualità. A segnarne ufficialmente l’inizio, sarà l’arrivo in Piazza San Benedetto della fiaccola “Pro Pace et Europa Una”.

Celebrazioni San BenedettoMercoledì 20 marzo 2019

Ore 17,30 – Monastero di San Benedetto in MonteRecita dei Vespri Solenni

Ore 19,00 – Piazza San BenedettoProiezione del filmato documentario del percorso a tappe della fiaccola ‘Pro Pace et Europa Una’ lungo il Cammino di San Benedetto

Ore 19,30 – Piazza San Benedetto – Arrivo della fiaccola “Pro Pace et Europa Una” e accensione del Tripode.

A seguire:

  • Consegna del reliquiario di San Benedetto da parte del Sindaco di Norcia, Nicola Alemanno, all’ Arcivescovo di Spoleto-Norcia, S.E. Mons. Renato Boccardo. Saranno presenti un rappresentante del Governo Italiano, degli Ambasciatori Europei, del Presidente dell’Assemblea Legislativa Regionale dell’Umbria, Donatella Porzi, del Prefetto della Provincia di Perugia, del Priore del Monastero di San Benedetto a Monte di Norcia, P. Benedetto Nivakoff, dell’ Arciprete della Parrocchia di Norcia, Don Marco Rufini e dei Sindaci della Valnerina e dell’Arcidiocesi di Spoleto – Norcia.
  • Consegna della bandiera della Polonia al Priore del Monastero di Norcia, da parte da un rappresentante dell’ Ambasciata della Polonia in Italia.
  • Spettacolo piro-musicale

La Storia di San Benedetto da Norcia

Giovedì 21 marzo 2019

Ore 9,00 – Chiesa di San Benedetto in MonteMessa conventuale

Ore 9,30 – Piazza San BenedettoAccoglienza del rappresentante del Parlamento Italiano da parte del Sindaco di Norcia alla presenza degli ambasciatori europei, del Prefetto della Provincia di Perugia, del Presidente della Giunta Regionale, Catiuscia Marini, e dei Sindaci della Valnerina e dell’Arcidiocesi di Spoleto Norcia.

Ore 10,00 – Vie della cittàSfilata del Corteo Storico San Benedetto

Ore 11,00 – Solenne Celebrazione eucaristica presieduta da S.E. Mons. Renato Boccardo, Arcivescovo di Spoleto-Norcia, insieme al Priore del Monastero di San Benedetto a Monte di Norcia, P. Benedetto Nivakoff, dell’Arciprete della Parrocchia di Norcia, Don Marco Rufini, e sacerdoti dell’Arcidiocesi.

Ore 16,30 – Piazza San Benedetto – Gara del tiro con la balestra antica da banco, con rievocazione della disfida tra le sei Guaite della città.

Ore 17,30 – Vie della cittàProcessione con il reliquario di San Benedetto

Scopri di più sulla Basilica di San Benedetto

Servizio navetta

In occasione delle celebrazioni Benedettine del 20 marzo, per consentire a tutti i cittadini di partecipare, organizzerà un servizio navetta che collegherà le aree SAE con piazza San Benedetto.

La Castellina di Norcia

La Castellina, la fortezza degli ecclesiastici

La Castellina, che si affaccia imponente su Piazza San Benedetto, fu per lungo tempo la sede fortificata dei governatori apostolici. E’ considerata, storicamente, il simbolo del potere della Chiesa a Norcia. Oggi ospita il Museo Civico e Diocesano, oltre a numerose mostre e collezioni temporanee. Scopriamo insieme i segreti di uno dei più importanti monumenti della città nursina.

La storia della Castellina, fortezza divisa tra potere religioso e temporale

Durante l’Impero Romano, nell’area attuale della Castellina sorgeva un tempio pagano dedicato alla Dea Fortuna Argentea. Nel III secolo d.C., però, questo spazio venne convertito da San Feliciano, vescovo di Foligno, al culto cristiano con il nome di basilica Argentea. I resti della basilica sono ancora visibili nei sotterranei della Castellina.

L’edificio che oggi conosciamo come Castellina, invece, fu edificato dal Pontefice Giulio III. L’obiettivo del papato era quello di garantire allo Stato della Chiesa un maggiore controllo sul Comune di Norcia.

La residenza fortificata dei governatori pontifici divenne in seguito sede della Prefettura della Montagna, istituita da Papa Pio V il 27 gennaio 1569 con lo scopo di mantenere il controllo territoriale dell’area montana. Proprio in relazione alle necessità della Prefettura furono elaborati gli spazi interni, la cui definizione si protrasse fino alla fine del XVI secolo. A partire dal 1860 divenne sede degli uffici comunali, fino all’allestimento del polo museale nel 1967 con le opere del Comune, della Curia vescovile e degli Istituti Riuniti di Beneficenza.

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Il capolavoro del “Vignola”

Del progetto di edificazione della Castellina fu incaricato Jacopo Barozzi da Vignola, che, il 28 Agosto 1554, tracciò sul posto la pianta dell’immobile. Al suo interno venivano inglobati il Palazzo del Podestà, quasi del tutto demolito, e la Pieve di S. Maria Argentea. Il fortilizio ha un aspetto imponente, in parte motivato da ragioni antisismiche, che riassume la crisi delle libertà comunali e il contemporaneo recupero di potere da parte del papa.

L’esterno: le fortificazioni e i bastioni di difesa

La Castellina presenta una pianta simmetrica, quadrata, protetta da quattro torri a sghembo e poderosi muri a sperone. Anticamente, dal lato di ponente, la fortezza era protetta da mura merlate, ora scomparse, che si estendevano fino alle mura esterne della città. I bastioni costituivano le principali difese dell’edificio, dalle loro facce era possibile bersagliare la campagna circostante. Particolare menzione meritano le feritoie, che si aprivano nelle mura di quasi due metri di spessore: queste aperture presentavano una sagoma a strombo con una differenza di apertura da m. 1,31 a cm 12, per riaprirsi poi sino a m. 0,46 con una curva a forma di grande ovolo.

L’interno: il cortile, le sale di rappresentanza, i sotterranei

Oltrepassato il portale bugnato si accede, tramite un atrio selciato, al cortile composto da un quadriportico a dodici archi. Al centro è collocata una statua che i nursini identificano come Vespasia Polla, la madre dell’imperatore Vespasiano. Sul cortile si affacciano una serie di porte del 1500 che immettevano alla sala delle udienze, della cancelleria, alle carceri, alle scuderie e alla sala delle torture, dove è possibile, attraverso un passaggio sotterraneo, arrivare fin fuori le mura cittadine.

Il pianterreno e i sotterranei servivano per le prigioni, le scuderie, gli uffici di polizia. L’ingresso conduceva nei locali della vecchia Cancelleria Civile e Criminale, mentre al primo piano si trovavano le sale di rappresentanza, la cappella e l’abitazione del Prefetto e della sua famiglia.

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La Castellina oggi

Come tutta la città, anche la storia della Castellina è segnata da continui stravolgimenti e restauri dovuti ai frequenti terremoti. Nonostante la sua travagliata storia, ancora oggi si staglia imponente sulla piazza principale della città nursina.

La ricostruzione post-terremoto

La Castellina ha subito vari restauri nel corso dei secoli. Prima del terremoto del 2016, il più recente è stato effettuato a seguito del sisma del 1979. Nel 2017 è iniziata un’opera di tutela e ristrutturazione dell’edificio finanziato dalla Regione Umbria, per rispondere in tempi rapidi alla necessità di mettere in sicurezza le coperture, per evitare infiltrazioni d’acqua dal soffitto.

Il Museo della Castellina e la Collezione Massenzi

All’interno della Castellina è ospitato il Museo Civico e Diocesano, che custodisce arredi sacri, sculture, terracotte, affreschi e dipinti di proprietà ecclesiastica e comunale di epoca compresa tra il XII e il XVIII secolo, tra le quali alcune di Jacopo della Quercia e Luca della Robbia. Nell’edificio è custodita anche la Collezione Massenzi, una delle maggiori raccolte archeologiche private dell’Umbria donata alla città di Norcia dal Cavaliere Evelino Massenzi. Questa collezione è ricca di vasi etruschi e greci per lo più del VII-VI secolo a.C. ma anche più antichi, che permettono di ripercorrere la storia della ceramografia etrusca e greca dall’VIII secolo a.C. fino all’età romana.

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Nero Norcia 2019

Nero Norcia 2019, la sagra del tartufo nero pregiato

Tutto è pronto per l’edizione 2019 di Nero Norcia – Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Nero pregiato di Norcia e dei prodotti tipici di Norcia, meglio conosciuta come sagra del tartufo nero (o fiera). Un appuntamento imperdibile per chi ama la buona cucina. Tra fine febbraio (22-24 febbraio) e inizio marzo (2-3 e 9-10 marzo), Norcia si popolerà di oltre 100 produttori che esporranno le loro prelibatezze, rigorosamente artigianali. Non solo tartufo ma anche salumi, formaggi, vini, ecc. Ad accompagnarli un calendario ricco di eventi, musica, conferenze, degustazioni e molto altro ancora. Consulta il programma completo, costantemente aggiornato, predisposto dal Comune di Norcia.

Il programma completo di Nero Norcia 2019

Il tartufo nero è uno dei simboli di Norcia e della sua straordinaria tradizione enogastronomica. Le morbide colline che proteggono la città, custodiscono sottoterra un vero e proprio tesoro, fatto di pepite scure e profumatissime. Una prelibatezza a cui, ogni anno, viene dedicato l’evento più importante, di risonanza internazionale.

Nero Norcia 2019, la 56° Mostra Mercato del Tartufo Nero Pregiato, si terrà, come al solito, tra fine febbraio e inizio marzo. Più nello specifico alla Sagra saranno dedicati 3 weekend: 22-24 febbraio, 2-3 marzo e 9-10 marzo. Il sottotitolo scelto dal Comune di Norcia per quest’anno è Esplorazioni sull’Eccellenza. E c’è anche una grande e attesa novità, dopo due anni di “lontananza”, la Sagra torna dentro le mura storiche della città, per le vie del borgo, il luogo dove è nata e dove è sempre stata. Un’importante ed emozionante segno di rinascita.

Vuoi conoscere meglio il Tartufo Nero Pregiato di Norcia? Leggi qui!

 

1° weekend | 22 – 24 febbraio | Nero Norcia 2019

Venerdì 22 febbraio

Ore 10,00 – Palazzo Graziani – Tavola rotonda “Norcia e le nuove tecnologie: la città che guarda al futuro”

Ore 16,30 – Porta Romana – Taglio del nastro e inaugurazione ufficiale della 56° edizione di NeroNorcia

Ore 17,00 – Piazza San Benedetto – Taglio del nastro mostra fotografica “Perugia Calcio & Norcia”

Sabato 23 febbraio

Ore 9,00 – 19,00: Apertura stand

Ore 9,00 – Emisfero (Perugia) – Degustazione norcinerie a cura del distretto biologico di Norcia

Ore 15,00 – Piazza San Benedetto – Accensione fiaccola Pro Pace ET Europa Una

Domenica 24 febbraio

Ore 9,00 – 19,00 – Apertura stand

Ore 10,30 – Palazzo Graziani – Tavola rotonda “La fiscalità legata al Tartufo. Il piano della filiera del Tartufo” a cura di Fita, Incredible, Associazione Tartufai e Tartuficoltori Pietro Fontana

Ore 16,00 – Show-cooking – Show-cooking e degustazione Pinza al tartufo a cura del Ristorante da Nemo

2° weekend | 2 – 3 marzo | Nero Norcia 2019

Sabato 2 marzo

Ore 9,00 – 19,00 – Apertura stand

Tutto il giorno – Raduno camperisti in collaborazione con Associazione Nazionale Città del Tartufo e rivista PlainAir

Ore 11,00 – Palazzo Graziani – Tavola rotonda a cura del Parco 3A sulla tutela del marchio Norcia

Domenica 3 marzo

Ore 9,00 – 19,00 – Apertura stand

Tutto il giorno – Raduno camperisti in collaborazione con Associazione Nazionale Città del Tartufo e rivista PlainAir

Ore 11,00 – 12,30 – Relais & Chateaux Palazzo Seneca – Show cooking a cura dello Chef Valentino Palmisano del Ristorante Vespasia

Ore 17,00 – Piazza San Benedetto – Fabrizio Gaetani cabaret show-cooking con i Gemelli di Guidonia

 

3° weekend | 9 – 10 marzo | Nero Norcia 2019

Sabato 9 marzo

Ore 9,00 – 19,00 – Apertura stand

Ore 10,00 – Palazzo Graziani – Convegno “Biodiversità e apicoltura nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini” a cura del GAL

Ore 11,00 – Piazza San Benedetto – Convegno “Identità ed Innovazione: la tradizione del Prosciutto IGP di Norcia per il futuro” a cura del Consorzio IGP Norcia

Ore 16,00 – Piazza San Benedetto – Spettacolo di intrattenimento con Nduccio

Domenica 10 marzo

Ore 9,00 – 19,00 – Apertura stand

Ore 9,00 – Gara di cani da tartufo

Ore 11,00 – Piazza San Benedetto – Tavola rotonda “L’innovazione tecnologica: infrastrutture informatiche, strumenti di analisi e risorse umane” a cura di Leadup

Ore 11,00 – 12,30 – Piazza San Benedetto – Degustazioni formaggi a cura di Grifo Latte e Gastronomo Gourmet Mario Corradi

 

Informazioni utili: dove dormire, dove mangiare e come muoversi a Norcia

Per tutti coloro che vengono a visitare Norcia e hanno bisogno di qualche informazione pratica la Pro Loco ha ideato le pagine di servizio:

 

Se ti fermi qualche giorno, poi, ti diamo anche delle dritte sulle cose da vedere o da fare, tra natura, storia e tradizione.

E se hai bisogno di un aiuto ancora più specifico non esitare a contattarci: proloconorcia@gmail.com.

Leggi la storia di Norcia

 

La sagra del tartufo di Norcia, le informazioni per gli espositori

La Mostra Mercato del Tartufo Nero pregiato è organizzata dal Comune di Norcia, che stabilisce, con regolamento scritto, le condizioni che le aziende devono rispettare per poter essere presenti con i loro prodotti.

Di seguito i documenti principali riservati agli espositori:

Ulteriori informazioni possono essere richieste direttamente alla Segreteria Organizzativa del Comune di Norcia, al numero 0743/828711 o alla mail info@nero-norcia.it.

 

Un filmato storico, dell’Istituto Luce, dedicato ad una delle prime edizioni della Sagra del Tartufo Nero di Norcia

Carnevale 2019 a Norcia

Carnevale a Norcia: le tradizioni, i dolci tipici e il programma completo degli eventi

Venerdi maccaronaio e sabato scocciarjèju erano gli appuntamenti tradizionali del Carnevale di Norcia. Eventi da vivere in piazza, tutti insieme, mangiando quintali di surici melati, i dolci tipici preparati per l’occasione dalle mamme e dalle nonne. Oggi la Pro Loco di Norcia cerca di far rivivere quello spirito, con tanti eventi per tutte le età.

Le tradizioni del Carnevale nursino

Originariamente, i due appuntamenti tradizionali del Carnevale a Norcia, concentrati nella settimana grassa, erano il venerdi maccaronaio e il sabato scocciarjèju. Due feste di piazza che radunavano tutta la cittadinanza, in un turbinio di colori, grida, risate e musica. Due appuntamenti che purtroppo oggi si sono persi e rimangono vivi solo nei ricordi dei nonni. Vediamo meglio di cosa si trattava.

Carnevale a Norcia - sfilata

Venerdi maccaronaio. Una vera e propria sfida “virile”, che chiamava in causa tutti gli uomini di Norcia. Ragazzi e adulti, radunati in piazza, si davano battaglia a suon di spaghetti (o maccaroni). Una gara a chi ne mangiava di più e più velocemente. Intorno la folla li incitava e li derideva, creando una bolgia festosa.

Sabato scocciarjèju. Il vero spirito del Carnevale, fatto di scherzi e di goliardia, era incarnato perfettamente da questa giornata di giochi all’aria aperta. Protagonista della festa era il gioco della pignatta. Dentro recipienti di coccio, appesi ad un filo come panni stesi, venivano nascosti dolci e caramelle ma anche farina, uova, terra, addirittura dei topolini. Gli ignari giocatori, bendati e armati di bastone, dovevano rompere questi recipienti e sperare di trovare un premio e non una penitenza.

A partire dagli anni ’80, a questi due appuntamenti della tradizione,si è aggiunta una meravigliosa sfilata di carri, organizzata per la domenica grassa. Un’iniziativa che, agli inizi degli anni ’90, ha raggiunto il suo massimo splendore, con opere d’arte enormi e spettacolari che sfilavano lungo il corso e la piazza.

Scopri la storia di Norcia

I dolci tipici del Carnevale di Norcia: i surici melati

In occasione del Carnevale, la tavola delle famiglie nursine si riempie, come in tutta Italia, di tantissime bontà. Da queste parti, il dolce tipico di questa festa sono i surici melati, che tradotto dal nursino all’italiano suona più o meno come “topolini al miele”. Niente di disgustoso, però. Anzi, una volta iniziato a mangiarli è quasi impossibile smettere.

I surici sono delle palline di pasta dolce, fritte e cosparse di miele a caldo. Si servono all’interno di recipienti profondi, da cui deono essere pescate con un bastoncino. Il miele che le ricopre, scivolando, crea dei filamenti che sembrano codine di topo. Da qui il nome di surici melati. Una variante più colorata può essere fatta utilizzando l’alchermes, che li rende rossastri.

Accanto ai surici melati, le donne nursine preparano anche grandi quantità di frappe, castagnole e ravioli dolci ripieni di ricotta. Tutti dolci caratteristici dell’Umbria. Per chi ama il salato, invece, molto buone e tipiche della zona sono le ciambelle di patate.

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Carnevale 2019 a Norcia, il programma completo degli eventi

Il programma di seguito indicato è a cura di Maria Anna Stella e Angela Testa. Con la collaborazione della Proloco Norcia, della Scuola di Ballo Marco&Tamara, l’Associazione Kora e i Corpi Europei di Solidarietà.

Martedì 5 marzo 2019

Ore 15,30 – Porta Romana

Raduno delle maschere per la Grande Sfilata, che attraverserà la città, accompagnata dal Complesso Bandistico Città di Norcia, deliziando il pubblico con scenette divertenti.

Ore 18,00 – Centro di Valorizzazione

Giochi, musica, animazione e tanto divertimento a cura della scuola di ballo Marco&Tamara. Ingresso libero e buffet condiviso: ognuno porta qualcosa!

Ore 20,30 – Centro di Valorizzazione

Grande veglione di Carnevale con giochi, divertimento, musica e cibo. Ingresso libero e buffet a cura di…tutti!

 

*Per l’occasione la Proloco curerà un servizio navetta tra le aree SAE e il Centro di Valorizzazione. All’andata sono previsti due passaggi, tra le 14,30 e le 15,15. Il ritorno, invece, è in programma per le 19,30.

Il teatro di Norcia

Natale e Capodanno a Norcia, tutte le tradizioni e gli eventi in programma

L’Umbria ha un’antica ed importante tradizione storica, folkloristica, religiosa ed artistica legata al Natale. Tra dicembre e gennaio sono tantissime le iniziative e gli eventi in tutta la regione. Non fa eccezione Norcia, dove a Natale, a Capodanno e alla Befana, la città si accende del suo spirito più vero e intenso.

Norcia tra Natale, Capodanno e lEpifania: tradizioni sotto l’albero

Dai “Faoni” alle Pasquarelle passando per il gustoso torciglione. Il Natale, il Capodanno e lEpifania, a Norcia, sono sinonimo di feste, canti e dolci tipici. Un’occasione unica per ritrovarsi in piazza o a casa di amici e parenti e vivere insieme tradizioni antiche ed eventi contemporanei. Qui di seguito vogliamo proporvi un piccolo viaggio alla scoperta dei riti natalizi più antichi della nostra terra. Appuntamenti che attraversano i secoli e si tramandano di padre in figlio. Accanto a questi, un ricco programma di iniziative promosse dai volotari della Pro Loco.

Scopri tutte le tradizioni di Norcia

In attesa del Natale: “Li Fauni” o “Festa delle Campane”

Le iniziative natalizie di Norcia sono inaugurate dalla tradizione de “Li Fauni” o “Festa delle Campane”. La sera tra il 9 e il 10 dicembre tutta la città e le frazioni sono illuminate da pire di ginepro infuocate. Grandi falò, alti anche 10 metri, che illuminano la notte, circondati da un banchetto semplice ma genuino, a base di salsicce e vino caldo. Simboli e riti, forze della natura e buona volontà si esaltano in questa notte tipica della terra nursina.

Nel borgo nursino, nonostante il trascorrere degli anni, il senso della tradizione è ancora forte e lo si percepisce nelle strade e negli abitanti già da molti giorni prima. Ognuna delle sette guaite (praticamente i rioni), uno per ogni porta muraria, si dà dei rappresentanti che possano, per entusiasmo e capacità, dar vita ai Faoni. La gara è tra chi carica di più il camion, tra chi fa il Faone più grande, tra chi riesce a creare il fuoco più bello o il banchetto più ricco.

Nelle piazze tipiche del centro storico di Norcia, gruppi di appassionati si riuniscono per ammucchiare tutta la ginestra intorno ad un altissimo palo di legno, che sostiene il Faone durante il suo bruciare. Questi grandi e suggestivi falò sono animati dagli stornelli degli organetti e dall’allegria spensierata persone degli avventori, intorno a qualche inebriante bicchiere di vin brulé, dolci e carne alla brace.

La tradizione cristiana dei Faoni

Intorno ai Faoni, si attende così tutti insieme la mezzanotte, ora in cui tutte le campane della città annunciano il passaggio della Santa Casa della Madonna di Loreto. Il senso della tradizione, infatti, sta proprio qui. I fuochi vengono accesi per ricordare ed illuminare il cammino degli angeli che, nel lontano 9 dicembre 1291, essendo la Palestina occupata dagli infedeli, portarono in salvo la casa della Vergine, spostandola miracolosamente fino ad un bosco di lauri, oggi Loreto. Gli elementi spirituali sono marcati. Le pire infuocate, ad esempio, simboleggiano l’amore che scende su Maria e sugli Apostoli nel cenacolo, trasformando i discepoli in predicatori coraggiosi e capaci di farsi capire da persone provenienti da vari paesi.

Le origini contadine

Questa è la versione “cristiana” della tradizione dei Faoni, ma le sue origini, in realtà, sono molto più antiche e affondano le radici nel mondo agricolo e rurale. All’inizio di dicembre, infatti, si va verso i giorni più corti dell’anno e i contadini dovevano scongiurare che il buio avesse il sopravvento sulla luce, la notte sul giorno, il gelo sul caldo. Per questo combattevano le notti più lunghe dell’anno con grandi fuochi.  C’è poi l’elemento dell’arcano: il fuoco non ha solo effetti distruttivi, ma anche purificativi.

Tra Natale e lEpifania: la tradizione delle Pasquarelle

 All’inizio dell’anno nuovo, una delle manifestazioni più vivaci e colorate è senza dubbio quella delle “Pasquarelle”, i canti in dialetto nursino, a suon di organetti, tamburelli e triangoli. I “Pasquarellari”, andando di casa in casa, annunciano la nascita del Messia. Il loro gradevole suono invade le strade del centro storico nel periodo tra Natale e la Befana. La tradizione della Pasquarella, che a Norcia si rinnova ogni anno con la composizione di nuovi testi legati all’attualità, rimanda alla tradizione religiosa dell’Epifania, ossia all’annunciazione di Cristo alle genti grazie ai Magi d’Oriente che recano doni al Bambino Gesù. Nelle Pasquarelle sono presenti temi religiosi natalizi ed epifanici, cantati e raccontati con ingenuità e grande fede.

 

Il Torciglione,  il dolce del Natale

Non può mancare un prodotto tipico della tradizione culinaria. Per il periodo natalizio, a Norcia come in tutta la regione umbra, è rinomato il Torciglione, dolce secco, a base di mandorle, con una forma di spirale che ricorda un serpente attorcigliato. Le sue radici affondano nel mondo pagano: il serpentone umbro identifica la capacità di rigenerarsi della natura, la ciclicità dell’anno che muore e rinasce. Secondo la tradizione, le antiche popolazioni umbre della zona del Trasimeno, in occasione del solstizio d’inverno, avevano l’abitudine di preparare un dolce votivo simile fatto di mandorle e miele. In epoca medievale, le monache cappuccine di Perugia avevano interpretato questa ricetta identificandovi il serpente dell’Apocalisse schiacciato dal tallone della donna vestita di luce. Tagliare e mangiare una fetta di torciglione significava, quindi, sconfiggere il male.

 

Natale 2018 a Norcia, il programma completo degli eventi

Come ogni anno, la Pro Loco, durante il periodo natalizio, organizza numerosi eventi, per garantire il proseguo delle tradizioni e dilettare i turisti che decidono di trascorrere qualche giorno a Norcia.

+++ In aggiornamento +++

Sabato 8 dicembre – ore 20 – Inizio del Natale: inaugurazione ufficiale dell’Albero di Natale (abbellito da decorazioni realizzate dai bambini di Norcia grazie alla collaborazione di Thun), delle luminarie e del Presepe di Legogne (con statue a grandezza naturale, esposto in piazza San Benedetto per la prima volta).

Domenica 9 dicembre – ore 21,00 –  I Faoni: manifestazione popolare per le vie della città, con l’accensione di grandi falò nelle piazze principali, attorno ai quali vengono serviti salsicce e vino caldo.

Giovedì 20 dicembre – ore 10,00 – Auguri della Scuola: spettacoli di Natale delle scuole di Norcia, dalla primaria fino alle superiori, presso i plessi scolastici e presso il Centro di Valorizzazione

Giovedì 20 dicembre – ore 18,00 – Concerto di Natale

Venerdì 21 dicembre – ore 10,00 – Auguri ai nuovi nati: presso Il Centro di Valorizzazione il Sindaco saluta i nuovi nati del 2018 e consegna le borse di studio.

Giovedì 27 dicembre – ore 17,00 – Note di Natale:

Concerto dei giovani musicisti della Scuola di Musica del Complesso Bandistico “Città di Norcia”, presso il Centro di Valorizzazione.

Domenica 30 dicembre – ore 18 – In…canto di Natale: Concerto di Natale del Coro “San Benedetto – Città di Norcia”, presso il Centro di Valorizzazione.

Venerdì 4 gennaio 2019 – ore 21,00 – Terra Emotus Animae: spettacolo teatrale a cura di Maria Anna Stella, presso il Centro di Valorizzazione.

Domenica 6 gennaio – ore 15,30 – Arriva la Befana: in Piazza San Benedetto dolci e giochi per tutti.

Sabato 12 gennaio ore 21 e domenica 14 gennaio ore 17 – Nemici come prima: Spettacolo teatrale a cura de Li Niputi de Vespasia.

 

Capodanno a Norcia: benvenuto 2019

Il Capodanno di Norcia, che l’anno scorso ha radunato tantissime persone, avrà inizio nei ristoranti e nei locali della nostra città, che offriranno cenoni adatti a tutti i gusti, perfetti per assaggiare le bontà del nostro territorio, a partire dal tartufo nero pregiato e dalla lenticchia di Castelluccio (che a fine anno non può mancare), passando per il fantastico prosciutto crudo.

Poi ci si sposterà in piazza San Benedetto, per aspettare tutti insieme la mezzanotte, brindando, degustando dolci e ballando sulle note dell’Orchestra Spettacolo Susanna. Saluteremo il 2019 con un incredibile spettacolo di fuochi di artificio, poi tutti al Centro di Valorizzazione per la grande tombolata di Capodanno.

Piazza San Benedetto Norica

La Basilica di San Benedetto, il simbolo di Norcia

La basilica di San Benedetto, cuore di Norcia, situato nel centro storico, è diventata il simbolo del terremoto che ha colpito la nostra città nel 2016. Ripercorriamone la storia e le opere artistiche principali, fino ad arrivare al bando per il progetto di ricostruzione nel prossimo futuro.

La Basilica di San Benedetto e Norcia: mille anni di storia

La Basilica di San Benedetto è il simbolo di Norcia. Il suo profilo rende unica l’omonima piazza, cuore pulsante del nostro borgo. Rappresenta, nello stesso tempo, l’omaggio al nostro concittadino più famoso e la cartolina con cui viaggiamo nel mondo. Da un punto i vista amministrativo, la Basilica rientra nel territorio della parrocchia di Santa Maria nella Concattedrale, appartenente all’arcidiocesi di Spoleto-Norcia. L’edificio è il risultato di una stratificazione di interventi costruttivi e di restauro avvenuti nel corso dei secoli, a partire dal XII secolo. Procediamo, però, con ordine.

Ora et labora: San Benedetto, Santa Scolastica e le origini della basilica

La Basilica sorge su quella che, secondo la tradizione, era la casa natale dei santi Benedetto (patrono d’Europa) e Scolastica, nati nel 480 da una nobile famiglia, come riferisce San Gregorio Magno nei suoi Dialoghi. Nell’area della cripta sono visibili anche i ruderi di una struttura romana, datata intorno al I sec. d.C. La struttura attuale fu edificata tra il 1290 ed il 1338, proprio sopra la preesistente cripta, e pochi anni dopo conobbe il primo ampliamento ad opera dei monaci di Sant’Eutizio in Valcastoriana. Nel XIV secolo fu eretto il campanile e nel 1570 sulla parete laterale della chiesa, a destra della facciata, è stato costruito un portico, che originariamente veniva utilizzato come spazio coperto per il mercato dei cereali.

Una storia travagliata, terremoti e ricostruzioni

La storia della Basilica di San Benedetto, come quella di tutta la città di Norcia, è stata segnata dagli eventi naturali. Il terremoto del 1703 distrusse la parte superiore del campanile, che fu ricostruita in dimensioni più modeste. In seguito al terremoto del 1859, la facciata venne sottoposta ad un intervento di restauro nella parte superiore. Il sisma del 1997 danneggiò la struttura portante, che fu sottoposta a restauro e riaperta in occasione del Giubileo del 2000. Le scosse tra il 24 agosto e il 30 ottobre 2016 hanno, invece, comportato il crollo quasi totale della struttura. Il 30 ottobre la scossa maggiore delle 7:41 fece crollare il massiccio campanile sulla chiesa, distruggendo gran parte del corpo centrale. Ad oggi sono intatte solo la facciata gotica e l’abside.

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Tutte le bellezze della chiesa di San Benedetto: uno scrigno di opere d’arte

Come spesso si dice, non tutto il male viene per nuocere. E’ così fu anche per la Basilica, almeno fino al 2016. La storia travagliata della celebre chiesa, con i conseguenti restauri e ricostruzioni, l’aveva resa un libro di storia dell’arte a cielo aperto, che presentava elementi di epoche molto diverse tra loro.

L’interno: gotico, romanico e barocco in una splendida fusione di stili

L’interno della Basilica di San Benedetto a Norcia

La basilica era a forma di croce latina, con un’unica navata coperta con capriate lignee. L’interno ha subito varie modifiche nel corso dei secoli, e non segue uno stile ben preciso: elementi romanici, gotici e barocchi si mescolano tra loro in un’armoniosa varietà artistica.

Sulla cantoria in controfacciata si trovava l’organo a canne, costruito da Feliciano Fedeli nel 1740 e modificato da Zeno Fedeli agli inizi del XX secolo. E’ uno strumento a trasmissione meccanica interamente racchiuso dentro una cassa espressiva ed è dotato di sette registri su unico manuale e pedale.

Nel braccio sinistro del transetto è collocata una grande tela di Filippo Napoletano datata 1621, raffigurante San Benedetto e Totila. Sull’altare del braccio destro troviamo invece Madonna e santi nursini, del pittore romano Vincenzo Manetti, risalente alla metà del XVII secolo.

L’esterno: la facciata gotica e il portico laterale

Se l’interno della basilica è così speciale e unico, la parte esterna, “biglietto da visita” dell’edificio, non può essere da meno. La facciata, realizzata in pietra chiara, è sagomata a capanna e riquadrata da due lesene che terminano con pinnacoli, rimossi in via precauzionale dopo il sisma del 2016. Risulta divisa in due parti da una cornice in origine decorata con intarsi policromi. Nella parte inferiore è situato l’imponente portale, abbellito nella lunetta da un gruppo scultoreo raffigurante Madonna con il Bambino e due angeli adoranti. Ai lati della lunetta sono posizionate due edicole contenenti le statue di San Benedetto e Santa Scolastica.  Al centro della zona superiore si apre un elegante rosone attorniato dai simboli dei quattro Evangelisti.

I muri laterali furono ricondotti ad un’altezza unica durante il restauro che finì nel 1958; furono demolite le volte a vela del portico laterale e si mise in luce il portale a sesto acuto assieme alle strutture di tre finestre superiori appartenenti alla fabbrica trecentesca. Il portico delle Misure, per volontà del Comune e delle autorità ecclesiastiche, fu addossato alla fiancata destra della chiesa verso il 1570, con lo scopo di creare una specie di mercato coperto dei cereali. La fiancata oltre il campanile, in corrispondenza del transetto, è rinforzata da una speronatura entro la quale si apre un’edicola con affresco raffigurante la Madonna con Gesù Bambino di pittore tardogotico, che era stato restaurato nel 1975.

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La Basilica di San Benedetto e la ricostruzione post terremoto: com’era e dov’era

A seguito del terremoto del 2016, che ha distrutto gran parte della Basilica di San Benedetto, si è spesso parlato di ricostruzione. A partire dall’inizio dell’anno in corso si è trovato un accordo per arrivare in tempi brevi ad un progetto organico.

Il 13 febbraio scorso, a Roma, è stato siglato il protocollo d’intesa per il recupero, il restauro e il ripristino dell’opera dalla Commissaria per la ricostruzione post sisma 2016, Paola De Micheli, la Segretaria generale del Mibact, Carla Di Francesco,  la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, l’Arcivescovo dell’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo, e il Sindaco di Norcia, Nicola Alemanno. Il protocollo stabilisce che la migliore proposta per la ricostruzione della Basilica sarà selezionata attraverso un concorso internazionale di progettazione in coerenza con le premesse metodologiche e tecniche definite nel progetto preliminare del Mibact e le procedure previste dall’ordinanza n.38 del Commissario straordinario per la ricostruzione post sisma 2016.

 Ad aprile è stato firmato il decreto che istituisce il gruppo di indirizzo per decidere i criteri del concorso di progettazione internazionale per la ricostruzione, secondo le indicazioni previste dal protocollo siglato da Mibact, Regione, Comune e Diocesi. Il presidente della commissione è Antonio Paolucci, storico dell’arte e in passato ministro per i beni culturali, soprintendente per il Polo Museale Fiorentino e direttore dei Musei Vaticani. Il Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker ha assicurato il sostegno finanziario dell’Unione Europea per il suo restauro: a fine 2017 la Commissione ha approvato la revisione del programma operativo “POR Umbria FESR” inserendo misure aggiuntive per 28 milioni di euro. Il bando dovrebbe vedere la luce a dicembre, per poi scegliere, entro la fine del prossimo anno, la proposta migliore.

Non sono mancate le polemiche sulle modalità della ricostruzione, soprattutto in relazione alla presunta eccessiva modernità della futura basilica. Anche la nostra Proloco si è mossa con una petizione per chiedere che la Basilica torni com’era e dov’era. E un’iniziativa analoga, con grande successo (anche internazionale), è stata proposta da un Comitato spontaneo di cittadini. In questo senso sono arrivate numerose rassicurazioni da parte degli enti responsabili e delle istituzioni. I membri della commissione hanno assicurato che, sebbene non si potrà garantire una totale somiglianza della costruzione a quella precedente, verranno preservati i valori estetici e storici del luogo, senza sottovalutare aspetti importanti come quello della sicurezza. La speranza è che l’opera veda presto la luce e restituisca, ai nursini la chiesa simbolo della città, e al mondo intero un patrimonio di inestimabile valore. Con la sapiente supervisione e benedizione del patrono d’Europa!

Le frazioni di Norcia

Norcia è il suo centro storico ma è anche le sue frazioni. 25 piccoli borghi, arrampicati sui Monti Sibillini o sdraiati sulla Piana di Santa Scolastica. 25 storie, piccole ma antiche, che meritano di essere raccontate, perché nascondo tesori di arte e cultura. E’ lì che vivono le nostre radici. Giorno dopo giorno questi paesini lottano per non scomparire, soprattutto dopo il terremoto del 2016, che li ha gravemente feriti.

Norcia e le sue frazioni

Il territorio di Norcia è diviso tra il centro storico e le sue 25 frazioni, alcune piccolissime. Abbiamo scelto di dedicare loro un articolo, per omaggiarne la storia e le bellezze. Poche righe ma sufficienti per aprire uno spiraglio su paesini che altrimenti rischiano di essere ingiustamente dimenticati. Per ognuna abbiamo scelto di descrivere almeno un luogo di interesse culturale (chiesa, piazza, monumento, ecc).

+++ Articolo in aggiornamento: viene pubblicata una nuova frazione ogni settimana +++

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Chiesa di San Vito – Agriano di Norcia

Agriano

Agriano si trova sul versante montuoso che separa Norcia da Cascia. Un piccolo ma prezioso paese, che al momento del terremoto contava circa 25 residenti e che è sede di due importanti prosciuttifici della zona.

Tra le sue bellezze c’è la Chiesa di San Vito, di cui si ha notizia fin dall’anno 1000 d. C.  E’ costruita in pietra bianca. La facciata è semplice e asciutta, impreziosita da un portale del 1656. Internamente è strutturata in un’unica navata. Il soffitto è completamente dipinto e  al centro troneggia una rappresentazione dell’Assunta con San Nicola e San Vito. Lungo le pareti sono posti sette altari barocchi. L’altare maggiore  è abbellito da una tela attribuita a Stefano Pozzi. Accanto alla chiesa è possibile osservare una lapide che ricorda il terremoto del 1703. Quel sisma fu di portata storica, devastò completamente sia Norcia che Cascia. Agriano, invece, si salvò e gli abitanti della frazione attribuirono il miracolo ad un’intercessione di San Ponziano.

 

Aliena

Chiesa di Sant’Eutizio – Aliena di Norcia

Aliena è una delle frazioni più piccole, con una manciata di abitanti a popolarla. Custodisce, però, la bellissima Chiesa di Sant’Eutizio (da non confondersi con l’omonima abbazia, nel vicino comune di Preci), affiancata da un amato campanile, che spicca nei dintorni perché è il più alto della piana di Avendita.

La Chiesa di Sant’Eutizio, posta al centro della piazza principale del paese, esiste da prima dell’anno 1000, anche se nel tempo è stata più volte ricostruita. L’esterno è asciutto e semplice, anche se piuttosto imponente, con le sue mura bianche. Gli interni sono arricchiti da preziose opere d’arte: altari, tele, un tabernacolo del XVI secolo, così come il fonte battesimale e l’acquasantiera. Le rappresentazioni più significative sono quelle della Madonna del Rosario (Giacinto Brandi), il Salvatore con San Giovanni Battista, San Francesco e Sant’Antonio da Padova ((sempre della scuola Brandi), Sant’Antonio Abate e san Filippo Neri (Guidaobaldo Abbatini), Sant’Eutizio e San Lorenzo (Vincenzo Manenti). Il campanile antistante, invece, è stato inaugurato nel 1868, diventando ben presto il simbolo di Aliena.

 

Chiesa della Madonna Bianca – Ancarano di Norcia

Ancarano

Una delle frazioni più grandi e più conosciute di Norcia. Si trova nella valle che divide il nostro borgo da Preci (Marche).

Il suo monumento più importante è senza dubbio la Chiesa della Madonna Bianca (dett anche Santa Maria Nuova di Ancarano o Santa Maria dell’Annunziata). Si tratta di una chiesa la cui costruzione dovrebbe risalire alla fine del 1200 o all’inizio del 1300 (la data non è certa, le prime notizie sono del 1361). Deve il suo nome ad un altorilievo presente all’interno dell’edificio: una rappresentazione della Madonna con Bambino in marmo bianco su fondo azzurro. La scultura è incastonata in un tabernacolo di legno, finemente intarsiato, datato 1511.

La Chiesa della Madonna Bianca fu ampiamente modificata tre il XIV e il XVI secolo, per far fronte ai danni dei terremoti. L’interno è diviso in una doppia navata, l’esterno è caratterizzato dalla presenza di una imponente torre campanaria. L’arredo è ricco di opere d’arte pregiate, nonostante negli anni l’edificio sacro sia stato oggetto di numerosi saccheggi.

 

Biselli

Edificio terremotato nella frazione di Biselli di Norcia

Il Castello di Biselli, così chiamato fin dall’antichità, è un’antica frazione di Norcia. La sua posizione, arroccata e impervia, l’ha sottoposta, più di altre, al pesante spopolamento iniziato negli anni ’70 e culminato negli anni successivi al terremoto del 1979. Oggi questo borgo affascinante ospita pochissime case private ma alcune importanti attività commerciali, tra cui spiccano un Centro Rafting e un Hotel. Si trova, infatti, proprio lungo la Tre Valli Umbre, che da Spoleto corre fino a Norcia. Questa posizione strategica ha favorito la parziale rinascita della frazione, oggi messa nuovamente in pericolo dal sisma del 2016.

Il borgo antico, però, è praticamente inaccessibile. Il suo simbolo storico e culturale è la torre del Castello, mentre l’attrazione principale restano le Gole di Biselli, un angolo di natura davvero imperdibile, nel cuore della Valnerina. Da segnalare anche la Chiesa di San Leonardo e la Chiesa di San Martino. La prima si trova fuori dalle antiche mura cittadine ed è di orgine cinquecentesche, molto ricca di affreschi. La seconda è collocata vicino al cimitero di Biselli, piccola ed umile.

 

La Chiesa di San Salvatore prima del terremoto del 2016

Campi

Il borgo medievale di Campi è una delle frazioni più grandi e conosciute di Norcia, distante 11 km dalla città di San Benedetto. È diviso, in modo abbastanza netto, in due parti: Campi basso, che rappresenta il nucleo originario, situato a fondovalle, e Campi alto, costruito in un secondo momento, che domani la Valle Campiana. Storicamente è sempre stato uno snodo strategico, con fondamentali funzioni militari. Si trova, infatti, a confine con il comune di Visso, con cui per lungo tempo Norcia fu in lotta, a poca distanza dalla potente Abbazia di Sant’Eutizio.

Campi di Norcia - Chiesa di San Salvatore dopo il terremoto del 2016

Chiesa di San Salvatore dopo il terremoto del 2016

Il suo monumento più significativo è la Chiesa di San Salvatore, divenuta ancora più tristemente famosa perché completamente crollata la sera del 26 ottobre del 2016, a seguito di una delle scosse più forti tra quelle che hanno recentemente sconvolto il centro Italia. Il suo segno distintivo era la facciata simmetrica, con due rosoni e due portali a sesto acuto. Questa struttura “doppia” racconta la storia della sua costruzione: l’unione di due edifici diversi, uno più antico e uno più recente (probabilmente 1491). Una doppia anima che emerge anche all’interno, con pavimentazioni differenti e un divario tra le decorazioni della navata sinistra (molto ricche) e di quella destra (più scarne). Sempre sulla navata sinistra era possibile ammirare una bellissima loggia.

Fiume Sordo - Norcia

Il fiume sordo, che scorre in prossimità della frazione di Casali di Serravalle

Casali di Serravalle

Casali di Serravalle è una piccolissima frazione posta a soli 4 km da Norcia, lungo la via che collega il borgo a Spoleto. Ad oggi conta poco più di 20 residenti, ed è strutturata come una antica stazione di posta, con poche case adagiate proprio al bordo della strada. Passando veloci, diretti verso la città di San Benedetto, si rischia quasi di non notarla. A seguito del terremoto del 30 ottobre, questo paesino è stato protagonista di un particolare fenomeno idrogeologico, che ha attirato l’attenzione delle forze di pubblica sicurezza. A pochi metri dalla strada, infatti, si è creato uno specchio d’acqua, alimentato dal vicino fiume Sordo, a sua volta ingrossato dal Torbidone, torrente “scomparso” dopo il sisma del 1979 e “ricomparso” a seguito di quello del 2016.

 

CastelluccioCastelluccio di Norcia

Castelluccio si trova sull’Appennino Umbro-Marchigiano, a circa 28 km dal nostro borgo, raggiungibile attraverso una strada panoramica, ad un’altitudine di 1452 m s.l.m., che ne fanno uno dei centri abitati più elevati degli Appennini.  Salendo sulla cima del colle di Castelluccio si arriva nella parte più antica del paese, dove si trovava l’unica porta rimasta delle antiche mura, adiacente la Chiesa di Santa Maria Assunta, il più importante monumento artistico della frazione. Edificata nel XVI sec., in origine presentava una torre campanaria, sostituita nel 1801 dal campanile. L’interno si presentava a pianta centrale con quattro bracci e una cupola ottagonale, decorata rusticamente nel 1862 . Nel braccio posteriore era posto un altare seicentesco arricchito da un Crocifisso ligneo del XV sec. ed una tela del XVIII sec. raffiguranti la Santissima Addolorata e San Giovanni. Nel braccio destro, invece, spiccava un altare rinascimentale in pietra del 1540 dedicato all’Assunta, opera di Francesco da Milano. Nel braccio sinistro, infine, era collocato un altare dedicato a Sant’Antonio Abate. Il pezzo più pregiato della chiesa era una statua in legno di una Madonna con Bambino, eseguita nel 1499 da Giovannantonio di Giordano da Norcia, restaurata nel 2006 grazie ad una donazione dopo alcuni danneggiamenti provocati da un tentativo di furto nel 1981. La chiesa, che aveva subito importanti danneggiamenti già dopo la scossa del 24 agosto 2016, il 30 ottobre dello stesso anno è crollata completamente, insieme, purtroppo, a gran parte di Castelluccio.

 

Chiesa di Santa Maria a Cortigno di Norcia

La Chiesa di Santa Maria di Cortigno dopo il terremoto del 2016

Cortigno

Conosciuta come la “Terrazza sugli Appennini”, Cortigno è un antico borgo posto a 1200 metri di altezza. La sensazione che si prova entrando nel suo abitato è quella di un ritorno alle antiche tradizioni contadine, i modi di vita semplici e “di una volta”. Luogo ideale per i mandorli e i tartufi neri, Cortigno è nota soprattutto per la splendida Chiesa di San Michele Arcangelo, che sorge nella parte alta del borgo, addossata alla roccia. Eretta nel XIII secolo, nel corso della sua storia ha subito varie modificazioni. Oggi si presenta con un portico del 1760, sormontato da un grande orologio, affiancato dalla torre campanaria al cui interno si trova una campana bronzea della prima metà del 1700. Sotto il loggiato si aprono due porte che servivano da ingresso in chiesa, una utilizzata dalle donne, che sedevano nella parte retrostante, e l’altra usata dagli uomini, che invece trovavano posto nella parte anteriore. La porta di sinistra mostra un arco a sesto acuto del XIV sec. con resti di affreschi del XV e XVI sec., mentre quella di destra, in stile romanico, presenta una lunetta affrescata del trecento raffigurante una Madonna con Bambino tra San Giovanni Battista e Santa Caterina d’Alessandria, sormontata da una ghiera ornata di cinque tondi al cui interno si trovano due Angeli, San Paolo, il Cristo benedicente e San Pietro. A lato della porta romanica, oggi unico accesso alla chiesa, troviamo un’acquasantiera della metà del 1500 mentre sul fondo a sinistra è posta una fonte battesimale con vasca ornata di due teste a rilievo del 1312, la più antica di tutta la zona nursina. Presso la fonte di Cortigno, si trova invece un altro edificio di origini sacre (XV secolo), ovvero la chiesa di Santa Maria (foto), oggi sconsacrata e in abbandono, dopo essere stata utilizzata, in passato, come aula scolastica. In gergo, viste le sue piccole dimensione, è chiamata la chiesola.

 

Forca Canapine

La Chiesa della Beata Vergine del Carmelo – Fonte: Wikipedia

Forca Canapine

Forca Canapine è un passo di montagna dell’Appennino centrale, al confine tra l’Umbria e le Marche, a 1541 metri di altezza. Ricade nel territorio del Parco Nazionale dei Monti Sibillini ed è diviso tra i comuni di Arquata del Tronto e di Norcia.

Forca Canapine è meta privilegiata di turisti e sportivi durante tutto l’anno. I suoi 16 km di piste partono da 1.200 mt. per arrivare a toccare i 1.600 mt. e sono disposti su un balcone naturale da cui godere di suggestivi panorami sui Monti Sibillini e la sottostante Piana di Castelluccio. Gli impianti sono situati nel territorio arquatano e sono considerati tra i migliori della regione Marche per lo sci alpino e nordico. Tutto il comprensorio ha un buon apparato ricettivo e dispone anche di un sistema d’innevamento artificiale che consente la pratica dello sci qualora si verifichino scarse precipitazioni nevose. Nella bella stagione, invece, Forca Canapine è frequentata da chi ama e pratica il trekking, l’escursionismo, l’alpinismo, il parapendio e il deltaplano.

Da segnalare, rispetto alle bellezze monumentali, la chiesa della Beata Vergine del Carmelo. Costruita nei primi anni sessanta dall’Amministrazione Provinciale di Ascoli Piceno e inaugurata il 16 luglio 1965, come riportato sulla lapide esterna all’ingresso, la chiesa è realizzata in blocchi di travertino e presenta un’architettura molto semplice corredata da un campanile a vela. Il suo interno si compone di un’unica aula, a pianta rettangolare absidata, illuminata da nove monofore chiuse da vetrate policrome.

 

Frazione di Forsivo di Norcia sotto la neve

Frazione di Forsivo di Norcia sotto la neve – Foto di Umbria24

Forsivo

Lungo la strada panoramica che conduce da Norcia a Cortigno, sorge un pittoresco e piccolo paese, posto sopra uno sperone roccioso e panoramico. Forsivo, insieme ai vicini Cortigno e Legogne, rappresenta una piacevole scoperta per gli amanti dei luoghi silenziosi e antichi, dove il tempo sembra essersi fermato. I ritmi sono lenti e gli abitanti vivono di pastorizia, allevamento e  coltivazione dei terreni.

All’ingresso del paese troviamo la Chiesa di Sant’Apollinare, risalente al XVI sec., che si presenta con un portale ad arco acuto ornato a punte di diamante, sormontato da un  rosone di epoca recente, ed una torre campanaria del 1892. La chiesa ha un’unica navata con tre campate a crociera che poggiano su pilastri di colore rosa del XVI sec. Il fonte battesimale, in stile gotico, è del XVI sec. Ed è composto da una vasca ovale coperta da un tempietto ligneo cuspidato. Nel presbiterio, sulla parete di sinistra, si possono ancora intravedere in una nicchia i resti di un affresco del 1509 di una Madonna in trono con Bambino, San Giacomo maggiore ed altra figura nascosta, opera forse di Giacomo di Giovannofrio. Nella chiesa era conservato anche un grande polittico a cinque scomparti della fine del 1370 dipinto dal senese Luca di Tommè, oggi esposto nella Galleria Nazionale di Perugia. Sull’altare mediano del XVI sec. è posta una scultura di una Madonna con Bambino, detta anche “del rilievo”, opera di un artista nursino datata 1531; mentre sull’altare di destra merita una citazione una rustica statua lignea del XVI sec. raffigurante Sant’Egidio e proveniente dalla Chiesa di Sant’Egidio, situata sulla strada che conduce al paese in posizione leggermente isolata.

Porta Romana Norcia

Le 7 porte di Norcia, tracce di una storia antica

Uno degli elementi più caratteristici di Norcia sono che corrono tutto intorno al profilo della città, custodendola gelosamente. Mura antiche, che la proteggono da secoli e che il recente terremoto ha solo scalfito ma non piegato. Mura che danno alla cittadina la sua originalissima forma a cuore.

Al loro interno si aprono ben 7 porte, che raccontano moltissimo della storia e della tradizione del nostro borgo. Sette porte che corrispondevano, in passato, ad altrettante “guaite”, ovvero piccoli quartieri. Ognuno con una sua forte identità.  Scopriamole insieme queste 7 porte.

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Porta Romana Norcia

La scritta Vetusta Nursia sull’arco di Porta Romana, una delle sette porte di accesso a Norcia

Sette porte a difesa di Norcia

Porta del Colle

In antichità era la più importante. Si trova nella parte alta di Norcia, dove, secondo le ricostruzioni storiche più accreditate, si trovava l’accampamento della prima comunità nursina.

Porta Ascolana

E’ il nome attuale, perché è la prima che si incontra percorrendo la strada che collega Norcia con Ascoli Piceno. Nell’antichità, però, era detta porta de’ Massari o Porta Pagani. Quest’ultimo nome era dovuto al fatto che da lì si passava per andare a Villa Paganelli, borgo che, secondo la leggenda, è stato fondato da nursini che non vollero convertirsi al cattolicesimo.

Porta Maccarone

Un tempo era detta Porta de’ Carroni, perché facevano il loro ingresso in città i carri più grandi ed ingombranti, specialmente quelli adibiti al trasporto delle pietre.

Porta Patino

E’ la pota che guarda verso il Monte Patino, il rilievo che domina Norcia. Era detta anche Porta Palatina, in virtù della Rocca Palatina, edificata proprio sul suddetto monte.

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Porta San Giovanni

E’ il suo nome attuale, ma di appellativi, nel corso del tempo, ne ha avuti molti. Per molti anni, ad esempio, fu conosciuta come Porta Ancarano o Porta Castelfranco, perché conduceva proprio verso questi due borghi. In altri periodi storici fu chiamata Porta Valledonna.

Porta Romana

E’ il nome attuale della porta principale, la prima che si incontra provenendo da Roma (se si passa da Spoleto). In passato fu detta anche Porta Ser Luca (in onore di un ricco nursino che abitava nei paraggi), Porta San Leonardo e Porta de’ Scolopi.

Porta Santa Lucia

E’ la porta che si trova nella parte bassa della città. Un tempo si chiamava Narenula, perché guarda verso il fiume Nera. Fu anche detta Delle Piagge.

Il testo “Delle Memorie Storiche di Norcia”, da cui sono tratte le informazioni che avete letto, nomina anche un’ottava Porta, la cosiddetta Porta Molara o Cerescia, che però già nel medioevo era sigillata.