Ex ferrovia Spoleto-Norcia, dove la storia abbraccia la natura

La vecchia ferrovia Spoleto – Norcia è oggi un sentiero pedonale e ciclabile lungo 30 km..  Un magnifico itinerario nel cuore naturalistico dell’Umbria, inserito nella lista dei Beni Culturali italiani per il suo valore storico, paesaggistico e ambientale.  Un sentiero dove storia e natura si uniscono in un abbraccio senza eguali.

In treno da Spoleto a Norcia, la ferrovia alpina sugli Appennini

La ferrovia Spoleto-Norcia rappresentava un piccolo esempio di ferrovia alpina, poiché attraversava parte degli Appennini ed era caratterizzata dalla numerosa serie di gallerie e viadotti, resi necessari proprio dalla morfologia del territorio. Oggi è stata convertita e valorizzata in un meraviglioso percorso ciclabile, grazie alla bellezza del suo percorso e dei suoi paesaggi.

Il “Gottardo Umbro”, una storia lunga più di 40 anni

Il primo progetto di costruzione di una ferrovia che collegasse Spoleto con Norcia risale al 1909. Dopo varie modifiche, il progetto definitivo fu redatto dall’ingegnere svizzero Erwin Thomann, progettista della Ferrovia del Lötschberg. I lavori di costruzione iniziarono nel 1913, ma furono rallentati dagli effetti della Prima guerra mondiale:. L’inaugurazione della ferrovia Spoleto Norcia avvenne solo il 1º novembre del 1926.

I caratteri plano-altimetrici ne facevano un piccolo gioiello di ingegneria ferroviaria. Lungo i suoi 51 km totali vennero costruite 19 gallerie e 24 viadotti, considerati all’avanguardia da un punto di vista ingegneristico e architettonico. La pendenza è sempre molto ridotta e vari tratti sono elicoidali, simili a quelli che si trovano nelle ferrovie svizzere. All’epoca della sua costruzione, per le sue particolari caratteristiche, questa ferrovia era comunemente detta “il Gottardo Umbro”. Dopo una breve interruzione nel corso della Seconda Guerra Mondiale, la ferrovia restò attiva fino alla dismissione del 1968.

Norcia & Natura

In mountain bike lungo l’ex ferrovia, la riqualificazione

L’idea di convertire il dismesso tratto ferroviario in un percorso destinato al turismo risale ai primi anni 2000. Furono proposti studi circa la possibilità di trasformare il tracciato in un percorso dedicato al cicloturismo, come avvenuto in casi simili. Nel 2006 il comune di Spoleto iniziò l’opera di messa in sicurezza del tratto da Spoleto a Piedipaterno con trasformazione in percorso ciclopedonale, i cui primi 34 chilometri vennero inaugurati nel 2014.

A fine 2010 venne elaborato un progetto di recupero di tutti i fabbricati di servizio, come i magazzini e le stazioni, per recuperarli come quali ostelli, bar e case vacanze. Attualmente della vecchia linea restano poche ma significative tracce. Sono state asportate tutte le traversine ed i binari, ma molti caselli sono divenuti comodi parcheggi o info point per i turisti.

L’antica ferrovia Spoleto Norcia oggi, un itinerario mozzafiato per appassionati di Mtb

Un lungo tratto del tracciato originale della ferrovia è oggi percorribile grazie al  restauro che lo ha riportato a nuova vita e messo completamente in sicurezza. Un’emozione lunga più di 30 km tra natura e storia.

Il percorso, da fare a piedi o in Mountain Bike (Mtb)

Una volta i convogli impiegavano circa 2 ore per collegare Spoleto a Norcia, la città di San Benedetto, dell’arte gastronomica e del tartufo nero.

Scopri le meraviglie di Norcia

Oggi, un escursionista allenato può affrontare il percorso tranquillamente in 15 ore, dividendo l’itinerario in 2 tappe che non prevedono grosse difficoltà, tanto che l’accesso è consentito a tutti, comprese le famiglie con bambini. Le pendenze non superano il 4%, i viadotti aprono la vista a panorami spettacolari e i quasi 5 chilometri di gallerie fanno la gioia dei mountain bikers.

Si parte da Spoleto e si sale fino alla Caprareccia dove, dopo una galleria di 2 chilometri, si inizia a scendere: 7 chilometri di passeggiata portano a Sant’Anatolia di Narco, lasciandosi alle spalle la parte più impegnativa del percorso. A Sant’Anatolia di Narco è ancora visibile la stazione, e nel borgo successivo, Castel San Felice, sorge l’ abbazia dei santi Felice e Mauro, con la sua elegante facciata in stile romanico spoletino.

Passata la lunga galleria di Triponzo si scopre la suggestiva gola di Balza Tagliata, dove due massicci calcarei alti quasi 700 m si fronteggiano divisi dal fiume Corno. Sulla parete opposta a quella della via ferrata, c’è ancora l’antico sentiero di epoca preromana, scavato nella roccia viva, che fino al 1857 era l’unica via diretta verso Norcia. L’ultimo grande scenario è lo Stretto Biselli, che si palesa all’improvviso dopo aver attraversato il Corno su 6 ponti di ferro.

Tra storia e natura, un brivido da provare

Tra le pieghe rocciose degli Appennini, i verdi intensi dei boschi e l’azzurro limpido del fiume Nera, che costeggia il percorso fino a Cerreto di Spoleto, i panorami dell’ex ferrovia tolgono davvero il fiato. Ci sono itinerari per tutti i gusti: gli appassionati di rafting possono scivolare sulle acque del Nera, mentre chi fa trekking o pedala può esplorare una vecchia galleria abbandonata.

E i paesaggi non sono l’unica attrazione naturalistica del percorso. E’ frequente, infatti, imbattersi in diverse specie di animali che hanno ripopolato l’area dopo la dismissione della ferrovia. Tra questi, numerosi rapaci diurni che volano tra le rocce, come il Gheppio, piccolo falchetto, e la Poiana. Oppure, se siete particolarmente fortunati, potrete ammirare una coppia di Aquila Reale che ha il suo nido in una delle gole attraversate dalla strada ferrata. Anche il Lupo e il Gatto Selvatico europeo sono abitanti e predatori di questi luoghi incantati. Ma i veri protagonisti sono i pipistrelli, di cui sono presenti diverse specie tra cui il Miniottero, tutelata dalle direttive europee di biodiversità, che nel tunnel di Caprareccia conta circa 3.000 esemplari.

Norcia, cultura e tradizione

Ferrovia Spoleto Norcia, percorso agibile dopo il terremoto +++ In aggiornamento +++

Il sisma del 2016 ha gravemente compromesso anche parte del tracciato della ciclabile nata sulla tratta del ex ferrovia. Ad oggi, i tecnici di Umbria Mobilità, società che gestisce il percorso, comunicano che i tratti agibili e aperti sono:

  • dalla stazione Museo di Spoleto all’ingresso galleria di Caprareccia;
  • dalla stazione di Santa Anatolia di Narco (aperta con punto informazioni e ristoro) al Casello della Romita;
  • un breve tratto in comune di Norcia dal Km 48,600 al km 51,200, poco oltre la riaperta Stazione di Serravalle di Norcia a supporto delle attività outdoor.

I primi due tratti sono collegati, uscendo all’altezza della stazione di Caprareccia,  dalla strada panoramica asfaltata a scarsissimo traffico veicolare che conduce a Forca di Cerro e poi a Santa Anatolia.

Sono inoltre aperti il Museo ed il Plastico della ferrovia, anche per visite guidate, siti in via fratelli Cervi 10,  a Spoleto.

Brochure ufficiale ex ferrovia Spoleto Norcia

Pasqua a Norcia

Pasqua e Pasquetta a Norcia: folklore, tradizioni ed eventi

La Pasqua a Norcia è un periodo dell’anno carico di eventi, appuntamenti folkloristici e, ovviamente, tradizioni protagoniste anche a tavola. La processione del Venerdì Santo ne rappresenta il culmine, il momento più intenso e partecipato. Poi ci sono le tante prelibatezze che allietano la colazione e il pranzo di Pasqua: la pizza dolce, la pizza al formaggio, il salame corallina. Infine Pasquetta, giorno dedicato alla scampagnata fuori porta. Scopriamole insieme, insieme al programma degli eventi previsti per il 2018!

Norcia e le tradizioni pasqualiPasqua a Norcia

Durante la Settimana Santa, Norcia si accende di tanti appuntamenti legati alle tradizioni religiose del mondo contadino e al folklore. I nursini rispettano con devozione tutte le tappe che la chiesa cattolica prevede per la sua festa più importante. I “sepolcri” del Giovedì Santo, ad esempio, che animano tutte le chiese del nostro borgo, piccole o grandi che siano; la veglia del sabato sera, che riempie (anzi, purtroppo dobbiamo dire: riempiva) la concattedrale di Santa Maria Argentea; la messa della Domenica di Pasqua, con il suo carico di gioia.

La processione del Venerdì Santo

Il momento più intenso e più caratteristico, però, rimane la processione del Venerdì Santo, detta anche Processione del Cristo Morto. Un evento conosciuto in tutta Italia, un allestimento emozionante e carico di pathos, reso ancora più suggestivo dalla presenza di quadri viventi, allestiti lungo le mura di Norcia, per illustrare le stazioni della via crucis. Talmente è importante questo appuntamento per noi nursini, che lo abbiamo tenuto in vita anche in un anno difficilissimo come quello che è seguito al terremoto dell’ottobre 2016. E’ uno dei simboli della nostra voglia di non mollare!

Se non l’avete mai vista, dovete venire almeno una volta. Potrete ammirare la sincronia perfetta con cui si muovo gli oltre 400 figuranti volontari, vestiti con abiti d’epoca curati in ogni dettaglio. Centurioni a cavallo, i penitenti con le catene ai piedi, le donne in lutto, la folla dei palestinesi. E poi tutti i principali protagonisti di quel momento tragico: Gesù, le Pie Donne, Ponzio Pilato, Giuseppe d’Arimatea. Il corteo prende il via da “capo la terra”, la parte più alta di Norcia, e si muove costeggiando tutte le mura di cinta. Lungo il tragitto, le stazioni della via crucis sono rappresentate con “quadri viventi”, illuminati con sapienza da fiaccole e piccoli falò. Il tutto contribuisce a creare un atmosfera di grande pathos e partecipazione. Un esperienza consigliatissima!

Vieni a Norcia per Pasqua? Leggi la nostra guida, pensata apposta per te!

Pasqua a tavola, le tradizioni di NorciaPizza pasquale di Norcia

Le tradizioni culinarie, a Norcia, sono sempre protagoniste. Pasqua non fa eccezione, con i suoi mille sapori. Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, però, per noi nursini, il pasto più importante non è il pranzo ma la colazione di Pasqua, che deve essere davvero molto ricca.

La colazione di Pasqua: pizza dolce, pizza al formaggio e salumi

Vediamo meglio cosa si mangia durante la colazione di Pasqua, secondo le usanze di Norcia, molto simili a quelle del resto dell’Umbria. La protagonista assoluta è la pizza pasquale, conosciuta anche come pizza cresciuta e servita in una doppia versione: dolce (con o senza uvetta) e salata (a base di formaggio). Date retta: imperdibile! Soffice, gustosa, non stanca mai, una fetta tira l’altra! La pizza dolce è ottima da mangiare in abbinamento sia con la cioccolata che con i salumi. Allo stesso tempo, gli affettati sono perfetti anche accanto alla pizza al formaggio.

Rimanendo in tema di salumi, che ovviamene a Norcia non mancano mai, il più gettonato per Pasqua è il salame corallina, conosciuto anche semplicemente come corallina. E’ il salame nursino per eccellenza. Un vero simbolo, insieme al prosciutto e alle salsicce.

Terzo elemento che non può mancare nel menù della colazione pasquale è l’uovo sodo, possibilmente con la buccia decorata dai bambini di casa. Anche in questo caso, l’accoppiata con la pizza al formaggio e con la corallina è perfetta.

Scopri tutti i prodotti tipici di Norcia

Il pranzo di Pasqua: stracciatella e agnello

Dopo l’abbondante colazione, qualcuno potrebbe aspettarsi un pranzo pasquale leggero. E in qualche modo lo è, ma non troppo. Stavolta sono due gli elementi che, secondo la tradizione di Norcia e dintorni, non possono mancare sulla tavola: la stracciatella e l’agnello. La stracciatella è un primo molto semplice, gustoso e nutriente, fatto con brodo di pollo, uova e parmigiano. L’agnello, invece, solitamente viene servito cotto al forno, magari accompagnato dalle patate, oppure alla brace.

Pasquetta a Norcia, la scampagnata a base di carne alla brace

Il giorno di Pasquetta (o lunedì dell’Angelo) è dedicato alle scampagnate fuori dalle mura. Famiglie e gruppi di amici si arrampicano sulle colline che circondano Norcia, o si spingono fin sul Pian Grande, alle pendici del Monte Vettore e ai piedi di Castelluccio. Lì, nelle apposite aree attrezzate, consumano i loro pic nic, a base di carne alla brace (rigorosamente carne di maiale). Una tradizione che si ripete da decenni. Anche se prima, in assenza di automobili, ci si accontentava di scendere a piedi fino al Torbidone, il fiume che proprio a seguito al terremoto del 2016 è tornato a scorrere alle porte d Norcia, dopo essere scomparso per 30 anni.

A Pasquetta, però, Norcia è anche meta di gite. I turisti più numerosi sono i romani, che a Norcia sono particolarmente legati, ma non mancano anche gli umbri, i marchigiani, i toscani e più in generale coloro che vivono nelle regioni limitrofe. La nostra cittadina li accoglie a braccia aperte, anche in questi difficili mesi post-sisma. Gli amici sono sempre i benvenuti. Una visita di una giornata può essere perfetta per visitare il centro storico, passeggiare un po’ nel verde delle Marcite, pranzare comodamente in un ristorante o agriturismo, fare shopping nelle tante norcinerie.

 

Pasqua 2019: il programma completo degli eventi

Come ogni anno, Norcia, in occasione della Pasqua, ospita una serie di eventi culturali e ricreativi adatti a grandi e bambini, alcuni organizzati direttamente dalla Pro Loco. Vi aspettiamo numerosi!

+++ Programma in aggiornamento +++

Venerdì 19 aprile – Ore 15,30 – Pianto della Madonna di Jacopone da Todi: un rievocazione dal sapore storico e artistico, ospitata nella piazza antistante la chiesa di Sant’Antonio a Capolaterra e organizzata dalla Compagna Teatrale GAD.

Venerdi 19 aprile – Ore 21 – Processione del Cristo morto: processione storica con figuranti in costume e quadri viventi, che mettono in scena le ultime ore della vita di Gesù. Dopo due anni, la processione riprenderà il suo percorso abituale, chiudendosi nella zona di Capo la terra.

Sabato 20 aprile – Ore 23 – Veglia Pasquale – Presso la Parrocchia Concattedrale di S. Maria a Norcia

Domenica 21 aprile – Ore 11 – Santa Messa di Pasqua – Presso la Parrocchia Concattedrale di S. Maria a Norcia

Domenica 21 aprile – Ore 18 – Santa Messa di Pasqua – Presso la Parrocchia Concattedrale di S. Maria a Norcia, celebrata dal Vescovo Renato Boccardo

 

La settimana di Pasqua presso il Monastero di San Benedetto in Monte

Il Monastero di San Benedetto in Monte è la nuova casa della comunità dei monaci benedettini di Norcia, in attesa di poter tornare nella Basilica ricostruita. Li si svolgeranno anche le funzioni pasquali benedettine, aperte a tutti. Ecco il programma completo.

 

 

 

La statua di San Benedetto da Norcia

Celebrazioni Benedettine 2019, Norcia omaggia il suo Patrono

Il 20 e 21 marzo Norcia si trasformerà nel cuore pulsante dell’Europa. L’occasione saranno le Celebrazioni Benedettine 2019, un momento unico di storia e spiritualità. A segnarne ufficialmente l’inizio, sarà l’arrivo in Piazza San Benedetto della fiaccola “Pro Pace et Europa Una”.

Celebrazioni San BenedettoMercoledì 20 marzo 2019

Ore 17,30 – Monastero di San Benedetto in MonteRecita dei Vespri Solenni

Ore 19,00 – Piazza San BenedettoProiezione del filmato documentario del percorso a tappe della fiaccola ‘Pro Pace et Europa Una’ lungo il Cammino di San Benedetto

Ore 19,30 – Piazza San Benedetto – Arrivo della fiaccola “Pro Pace et Europa Una” e accensione del Tripode.

A seguire:

  • Consegna del reliquiario di San Benedetto da parte del Sindaco di Norcia, Nicola Alemanno, all’ Arcivescovo di Spoleto-Norcia, S.E. Mons. Renato Boccardo. Saranno presenti un rappresentante del Governo Italiano, degli Ambasciatori Europei, del Presidente dell’Assemblea Legislativa Regionale dell’Umbria, Donatella Porzi, del Prefetto della Provincia di Perugia, del Priore del Monastero di San Benedetto a Monte di Norcia, P. Benedetto Nivakoff, dell’ Arciprete della Parrocchia di Norcia, Don Marco Rufini e dei Sindaci della Valnerina e dell’Arcidiocesi di Spoleto – Norcia.
  • Consegna della bandiera della Polonia al Priore del Monastero di Norcia, da parte da un rappresentante dell’ Ambasciata della Polonia in Italia.
  • Spettacolo piro-musicale

La Storia di San Benedetto da Norcia

Giovedì 21 marzo 2019

Ore 9,00 – Chiesa di San Benedetto in MonteMessa conventuale

Ore 9,30 – Piazza San BenedettoAccoglienza del rappresentante del Parlamento Italiano da parte del Sindaco di Norcia alla presenza degli ambasciatori europei, del Prefetto della Provincia di Perugia, del Presidente della Giunta Regionale, Catiuscia Marini, e dei Sindaci della Valnerina e dell’Arcidiocesi di Spoleto Norcia.

Ore 10,00 – Vie della cittàSfilata del Corteo Storico San Benedetto

Ore 11,00 – Solenne Celebrazione eucaristica presieduta da S.E. Mons. Renato Boccardo, Arcivescovo di Spoleto-Norcia, insieme al Priore del Monastero di San Benedetto a Monte di Norcia, P. Benedetto Nivakoff, dell’Arciprete della Parrocchia di Norcia, Don Marco Rufini, e sacerdoti dell’Arcidiocesi.

Ore 16,30 – Piazza San Benedetto – Gara del tiro con la balestra antica da banco, con rievocazione della disfida tra le sei Guaite della città.

Ore 17,30 – Vie della cittàProcessione con il reliquario di San Benedetto

Scopri di più sulla Basilica di San Benedetto

Servizio navetta

In occasione delle celebrazioni Benedettine del 20 marzo, per consentire a tutti i cittadini di partecipare, organizzerà un servizio navetta che collegherà le aree SAE con piazza San Benedetto.

La fioritura di Castelluccio di Norcia

La Fioritura (o Fiorita) del Pian Grande di Castelluccio (e non Castel Lucio, come scrive qualcuno) è senza dubbio uno degli appuntamenti più conosciuti e importanti che hanno come protagonista la nostra bellissima Norcia. Un evento storico, culturale e naturalistico molto apprezzato dai turisti e tradizionalmente mantenuto dai nursini. Una meraviglia della natura, un trionfo di colori che si rinnova ogni anno, tra giugno e luglio, incantando tutti. Ad essere precisi, però, dovemmo chiamarle le fioriture di Castelluccio, al plurale, perché a sbocciare sono tanti tipi di fiori diversi.

Il palcoscenico della Fioritura: Castelluccio di Norcia e il Pian Grande

La zona del Pian Grande si trova a pochi chilometri dal centro storico di Norcia, collocata proprio alle pendici del Monte Vettore. Da un punto di vista territoriale l’area è delimitata a nord-est dal monte Vettore, a sud-est dal monte Guaidone, a nord-ovest dal monte Veletta e a sud-ovest dal monte Ventosola. Questa serie di monti, tolto il Vettore (2478m s.l.m), non raggiungono altitudini molto elevate ma contribuiscono a creare una conca il cui fondo piatto è rappresentato dal Pian Grande. Oltre a questa estesa spianata, sono presenti altri due piani, denominati Pian Piccolo e Pian Perduto, entrambe meno estesi del primo, anche se ugualmente conosciuti.

Queste superfici sub planari naturali si sono formate nel corso di milioni di anni, con lenti ma costanti movimenti geologici dovuti alla formazione della catena degli Appennini. Attualmente sono interessate da fenomeni carsici, che hanno determinato la formazione di strutture carsiche conosciute dagli abitanti locali come mergani, le quali costituiscono dei profondi inghiottitoi che solcano la piana principale e drenano le acque meteoriche in falde idriche sotterranee, che apportano acqua anche ai fiumi Sordo e Torbidone, della piana di Santa Scolastica.

Il micro clima della piana è da considerarsi quasi assimilabile a quello della steppa. E’ caratterizzato da ampie escursioni termiche giornaliere, per effetto della dispersione di calore da parte dell’ampia superficie carsica. La temperatura media massima durante l’anno è di 10 °C e la minima media è di 2,6 °C, con un ammontare di 135 giorni di gelo all’anno. I giorni di pioggia all’anno sono abbastanza esigui ( 105 ) con un periodo estivo molto secco, durante il quale mediamente si registrano solamente 184 mm di pioggia in tutto il trimestre.

Queste condizioni ecologiche restrittive, unite ad un terreno fortemente drenante a causa del presente carsismo, scoraggerebbero molte coltivazioni. Eppure tali condizioni avverse sono state superate grazie ad una virtuosa convivenza tra uomo e territorio, che ha portato alla selezione nel tempo di una varietà di lenticchia (Lens culinaris) che oggi è conosciuta come la lenticchia di Castelluccio IGP.

La coltivazione della lenticchia è stata sviluppata nel tempo dagli abitanti principali di questa piana, ovvero i cittadini norcini che vivono nella frazione di Castelluccio, arroccata su di una collina che domina la zona. Un occhio attento e vigile su tutta la piana, è proprio lì che si hanno le migliori visuali della zona.

Vieni a Norcia in occasione della Fioritura. Leggi qui tutte le info utili!

 

La fioritura di CastelluccioLa fioritura di Castelluccio di Norcia è la fioritura della lenticchia?

L’evento della fioritura del Pian Grande, solitamente, viene collegato alla fioritura della lenticchia. In realtà non è proprio così, sarebbe riduttivo riportare alla sola fioritura della lenticchia, quello che è uno spettacolo floreale unico al mondo.

Come ben sappiamo, spesso nei campi coltivati, dove non vengono utilizzati pesticidi di sorta, oltre a svilupparsi la specie vegetale seminata possono svilupparsi una serie di piante definite “infestanti delle coltivazioni”. Si tratta di specie vegetali che prosperano proprio negli ambienti coltivati. Quello delle infestanti è spesso visto come un problema, eppure nella piana del Castelluccio la presenza di queste piante si trasforma in una potenzialità! Le radici di queste piante, infatti, fanno in modo che nel terreno si mantenga un costante livello di umidità, che permette alla lenticchia di svilupparsi. Inoltre consentono di prevenire la perdita dei nutrienti dal suolo, che è interessato da un forte drenaggio. Ovviamente non vengono seminate insieme alla lenticchia, ma naturalmente si disperdono nei campi e di anno in anno li colonizzano.

Ecco quindi che nell’attesa dello sviluppo dell’oro della piana, ovvero la lenticchia, i turisti e gli abitanti di Castelluccio possono godere di uno spettacolo floreale del tutto naturale, dato dalla fioritura delle infestanti. Durante tutto il periodo si assiste ad un concerto di colori, dato dal fatto che le fioriture delle diverse specie vegetali non sono sincrone e quindi creano delle alternanze temporali di colore.

Scopri i segreti della Lenticchia di Castelluccio di Norcia

Papaveri sul pian grande di Castelluccio di NorciaQuando inizia e quanto dura la Fioritura di Castelluccio di Norcia?

A dare inizio alle danze ci pensano le corolle gialle e delicate della senape selvatica (Sinapis arvensis), che ondeggiano al vento insieme ai primissimi papaveri (Papaver rhoeas), che iniziano a tingere di rosso la piana. Le prime battute di questo concerto floreale partono verso gli inizi di maggio, e durante questo mese, con il passare dei giorni, si aggiungono sempre nuove note di colore. Verso metà maggio iniziano a comparire le note bianche portate dalla camomilla bastarda (Anthemis arvensis) e dal leucantemo (Leucathemum vulgare), che ondeggiano insieme ai papaveri e alla senape selvatica. Si aggiunge, sempre a maggio, anche lo “specchio di Venere” (Legousia speculum – veneris), una pianta elegante, dal portamento fine, con un asse fiorale che si staglia sui campi coltivati e li colora di un grazioso blu che può virare al violetto e al celeste.

Maggio è il mese del risveglio della natura e quindi dell’inizio della preparazione alla vera fioritura, che vede il suo culmine nei mesi di Giugno e inizio Luglio, quando arriva anche il fiordaliso che dona alla piana l’ultimo tocco di colore, con il suo particolare violetto. Ed ecco quindi che tra i mesi di Giugno e Luglio il Pian Grande del Castelluccio e i due piani Piccolo e Perduto, si vestono a festa e offrono questo spettacolo.

Il periodo di massimo splendore della fioritura è solitamente tra fine giugno e inizio luglio.

E’ una festa della natura, quella della fioritura, che potrà mantenersi nel tempo solo se si preserveranno adeguatamente quelle tradizioni positive di coltivazione biologica, che le hanno dato modo di formarsi.

Articolo a cura del Dottor Giordano Rossi, botanico naturalista

Per eventi ed escursioni a Castelluccio e dintorni rivolgiti al Camoscio dei Sibillini (qui)

La webcam di Castelluccio, il paese e la fioritura in diretta

Vuoi dare un occhiata a Castelluccio “in diretta”? Controllate la fioritura? Sul sito di Umbria Meteo sono disponibili le immagini inviate dalla webcam che veglia sul paese. Ad oggi la trasmissione è provvisoriamente ferma, ma è in fase di ultimazione la raccolta fondi per un progetto che punta a ripristinare al meglio la webcam, danneggiata dal terremoto del 2016. Maggiori informazioni a questo link.

La Fioritura di Castelluccio di Norcia 2019 – Il programma completo e gli aggiornamenti in tempo reale

+++ In aggiornamento +++

Anche quest’anno, gli agricoltori di Castelluccio hanno promesso una fioritura meravigliosa, che incanterà i tanti turisti attesi. In attesa del programma completo degli eventi, potete gustarvi le foto del 2018.

Avvertenze

A tutti coloro che verranno a visitare la bellissima Fioritura di Castelluccio vogliamo rivolgere una preghiera: rispettate dal profondo del cuore questo spettacolo della natura. Quindi non calpestate i prati in fiore e fate attenzione a non disperdere cartacce o simili nei campi.

Grazie!

Scopri Castelluccio, leggi l’articolo che gli abbiamo dedicato!

La Fioritura di Castelluccio di Norcia 2018 – Tutte le foto

Leggi le informazioni per arrivare a Castelluccio di Norcia

Nero Norcia 2019

Nero Norcia 2019, la sagra del tartufo nero pregiato

Tutto è pronto per l’edizione 2019 di Nero Norcia – Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Nero pregiato di Norcia e dei prodotti tipici di Norcia, meglio conosciuta come sagra del tartufo nero (o fiera). Un appuntamento imperdibile per chi ama la buona cucina. Tra fine febbraio (22-24 febbraio) e inizio marzo (2-3 e 9-10 marzo), Norcia si popolerà di oltre 100 produttori che esporranno le loro prelibatezze, rigorosamente artigianali. Non solo tartufo ma anche salumi, formaggi, vini, ecc. Ad accompagnarli un calendario ricco di eventi, musica, conferenze, degustazioni e molto altro ancora. Consulta il programma completo, costantemente aggiornato, predisposto dal Comune di Norcia.

Il programma completo di Nero Norcia 2019

Il tartufo nero è uno dei simboli di Norcia e della sua straordinaria tradizione enogastronomica. Le morbide colline che proteggono la città, custodiscono sottoterra un vero e proprio tesoro, fatto di pepite scure e profumatissime. Una prelibatezza a cui, ogni anno, viene dedicato l’evento più importante, di risonanza internazionale.

Nero Norcia 2019, la 56° Mostra Mercato del Tartufo Nero Pregiato, si terrà, come al solito, tra fine febbraio e inizio marzo. Più nello specifico alla Sagra saranno dedicati 3 weekend: 22-24 febbraio, 2-3 marzo e 9-10 marzo. Il sottotitolo scelto dal Comune di Norcia per quest’anno è Esplorazioni sull’Eccellenza. E c’è anche una grande e attesa novità, dopo due anni di “lontananza”, la Sagra torna dentro le mura storiche della città, per le vie del borgo, il luogo dove è nata e dove è sempre stata. Un’importante ed emozionante segno di rinascita.

Vuoi conoscere meglio il Tartufo Nero Pregiato di Norcia? Leggi qui!

 

1° weekend | 22 – 24 febbraio | Nero Norcia 2019

Venerdì 22 febbraio

Ore 10,00 – Palazzo Graziani – Tavola rotonda “Norcia e le nuove tecnologie: la città che guarda al futuro”

Ore 16,30 – Porta Romana – Taglio del nastro e inaugurazione ufficiale della 56° edizione di NeroNorcia

Ore 17,00 – Piazza San Benedetto – Taglio del nastro mostra fotografica “Perugia Calcio & Norcia”

Sabato 23 febbraio

Ore 9,00 – 19,00: Apertura stand

Ore 9,00 – Emisfero (Perugia) – Degustazione norcinerie a cura del distretto biologico di Norcia

Ore 15,00 – Piazza San Benedetto – Accensione fiaccola Pro Pace ET Europa Una

Domenica 24 febbraio

Ore 9,00 – 19,00 – Apertura stand

Ore 10,30 – Palazzo Graziani – Tavola rotonda “La fiscalità legata al Tartufo. Il piano della filiera del Tartufo” a cura di Fita, Incredible, Associazione Tartufai e Tartuficoltori Pietro Fontana

Ore 16,00 – Show-cooking – Show-cooking e degustazione Pinza al tartufo a cura del Ristorante da Nemo

2° weekend | 2 – 3 marzo | Nero Norcia 2019

Sabato 2 marzo

Ore 9,00 – 19,00 – Apertura stand

Tutto il giorno – Raduno camperisti in collaborazione con Associazione Nazionale Città del Tartufo e rivista PlainAir

Ore 11,00 – Palazzo Graziani – Tavola rotonda a cura del Parco 3A sulla tutela del marchio Norcia

Domenica 3 marzo

Ore 9,00 – 19,00 – Apertura stand

Tutto il giorno – Raduno camperisti in collaborazione con Associazione Nazionale Città del Tartufo e rivista PlainAir

Ore 11,00 – 12,30 – Relais & Chateaux Palazzo Seneca – Show cooking a cura dello Chef Valentino Palmisano del Ristorante Vespasia

Ore 17,00 – Piazza San Benedetto – Fabrizio Gaetani cabaret show-cooking con i Gemelli di Guidonia

 

3° weekend | 9 – 10 marzo | Nero Norcia 2019

Sabato 9 marzo

Ore 9,00 – 19,00 – Apertura stand

Ore 10,00 – Palazzo Graziani – Convegno “Biodiversità e apicoltura nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini” a cura del GAL

Ore 11,00 – Piazza San Benedetto – Convegno “Identità ed Innovazione: la tradizione del Prosciutto IGP di Norcia per il futuro” a cura del Consorzio IGP Norcia

Ore 16,00 – Piazza San Benedetto – Spettacolo di intrattenimento con Nduccio

Domenica 10 marzo

Ore 9,00 – 19,00 – Apertura stand

Ore 9,00 – Gara di cani da tartufo

Ore 11,00 – Piazza San Benedetto – Tavola rotonda “L’innovazione tecnologica: infrastrutture informatiche, strumenti di analisi e risorse umane” a cura di Leadup

Ore 11,00 – 12,30 – Piazza San Benedetto – Degustazioni formaggi a cura di Grifo Latte e Gastronomo Gourmet Mario Corradi

 

Informazioni utili: dove dormire, dove mangiare e come muoversi a Norcia

Per tutti coloro che vengono a visitare Norcia e hanno bisogno di qualche informazione pratica la Pro Loco ha ideato le pagine di servizio:

 

Se ti fermi qualche giorno, poi, ti diamo anche delle dritte sulle cose da vedere o da fare, tra natura, storia e tradizione.

E se hai bisogno di un aiuto ancora più specifico non esitare a contattarci: proloconorcia@gmail.com.

Leggi la storia di Norcia

 

La sagra del tartufo di Norcia, le informazioni per gli espositori

La Mostra Mercato del Tartufo Nero pregiato è organizzata dal Comune di Norcia, che stabilisce, con regolamento scritto, le condizioni che le aziende devono rispettare per poter essere presenti con i loro prodotti.

Di seguito i documenti principali riservati agli espositori:

Ulteriori informazioni possono essere richieste direttamente alla Segreteria Organizzativa del Comune di Norcia, al numero 0743/828711 o alla mail info@nero-norcia.it.

 

Un filmato storico, dell’Istituto Luce, dedicato ad una delle prime edizioni della Sagra del Tartufo Nero di Norcia

Carnevale 2019 a Norcia

Carnevale a Norcia: le tradizioni, i dolci tipici e il programma completo degli eventi

Venerdi maccaronaio e sabato scocciarjèju erano gli appuntamenti tradizionali del Carnevale di Norcia. Eventi da vivere in piazza, tutti insieme, mangiando quintali di surici melati, i dolci tipici preparati per l’occasione dalle mamme e dalle nonne. Oggi la Pro Loco di Norcia cerca di far rivivere quello spirito, con tanti eventi per tutte le età.

Le tradizioni del Carnevale nursino

Originariamente, i due appuntamenti tradizionali del Carnevale a Norcia, concentrati nella settimana grassa, erano il venerdi maccaronaio e il sabato scocciarjèju. Due feste di piazza che radunavano tutta la cittadinanza, in un turbinio di colori, grida, risate e musica. Due appuntamenti che purtroppo oggi si sono persi e rimangono vivi solo nei ricordi dei nonni. Vediamo meglio di cosa si trattava.

Carnevale a Norcia - sfilata

Venerdi maccaronaio. Una vera e propria sfida “virile”, che chiamava in causa tutti gli uomini di Norcia. Ragazzi e adulti, radunati in piazza, si davano battaglia a suon di spaghetti (o maccaroni). Una gara a chi ne mangiava di più e più velocemente. Intorno la folla li incitava e li derideva, creando una bolgia festosa.

Sabato scocciarjèju. Il vero spirito del Carnevale, fatto di scherzi e di goliardia, era incarnato perfettamente da questa giornata di giochi all’aria aperta. Protagonista della festa era il gioco della pignatta. Dentro recipienti di coccio, appesi ad un filo come panni stesi, venivano nascosti dolci e caramelle ma anche farina, uova, terra, addirittura dei topolini. Gli ignari giocatori, bendati e armati di bastone, dovevano rompere questi recipienti e sperare di trovare un premio e non una penitenza.

A partire dagli anni ’80, a questi due appuntamenti della tradizione,si è aggiunta una meravigliosa sfilata di carri, organizzata per la domenica grassa. Un’iniziativa che, agli inizi degli anni ’90, ha raggiunto il suo massimo splendore, con opere d’arte enormi e spettacolari che sfilavano lungo il corso e la piazza.

Scopri la storia di Norcia

I dolci tipici del Carnevale di Norcia: i surici melati

In occasione del Carnevale, la tavola delle famiglie nursine si riempie, come in tutta Italia, di tantissime bontà. Da queste parti, il dolce tipico di questa festa sono i surici melati, che tradotto dal nursino all’italiano suona più o meno come “topolini al miele”. Niente di disgustoso, però. Anzi, una volta iniziato a mangiarli è quasi impossibile smettere.

I surici sono delle palline di pasta dolce, fritte e cosparse di miele a caldo. Si servono all’interno di recipienti profondi, da cui deono essere pescate con un bastoncino. Il miele che le ricopre, scivolando, crea dei filamenti che sembrano codine di topo. Da qui il nome di surici melati. Una variante più colorata può essere fatta utilizzando l’alchermes, che li rende rossastri.

Accanto ai surici melati, le donne nursine preparano anche grandi quantità di frappe, castagnole e ravioli dolci ripieni di ricotta. Tutti dolci caratteristici dell’Umbria. Per chi ama il salato, invece, molto buone e tipiche della zona sono le ciambelle di patate.

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Carnevale 2019 a Norcia, il programma completo degli eventi

Il programma di seguito indicato è a cura di Maria Anna Stella e Angela Testa. Con la collaborazione della Proloco Norcia, della Scuola di Ballo Marco&Tamara, l’Associazione Kora e i Corpi Europei di Solidarietà.

Martedì 5 marzo 2019

Ore 15,30 – Porta Romana

Raduno delle maschere per la Grande Sfilata, che attraverserà la città, accompagnata dal Complesso Bandistico Città di Norcia, deliziando il pubblico con scenette divertenti.

Ore 18,00 – Centro di Valorizzazione

Giochi, musica, animazione e tanto divertimento a cura della scuola di ballo Marco&Tamara. Ingresso libero e buffet condiviso: ognuno porta qualcosa!

Ore 20,30 – Centro di Valorizzazione

Grande veglione di Carnevale con giochi, divertimento, musica e cibo. Ingresso libero e buffet a cura di…tutti!

 

*Per l’occasione la Proloco curerà un servizio navetta tra le aree SAE e il Centro di Valorizzazione. All’andata sono previsti due passaggi, tra le 14,30 e le 15,15. Il ritorno, invece, è in programma per le 19,30.

“Nemici come prima”, il nuovo spettacolo dialettale de Li Niputi de Vespasia

Dopo il grande successo fatto registrare quest’estate, torna il teatro dialettale nursino con uno spettacolo della compagnia “Li Niputi de Vespasia”. Ad ospitarlo, la nuova location della stagione teatrale di Norcia per il 2019: il Centro di Valorizzazione. Una spazio di creatività a pochi passi da piazza San Benedetto, per riprendere sempre di più contatto con la normalità 

Il teatro dialettale di Norcia torna in scena

L’appuntamento è per domenica 20 gennaio, con il primo spettacolo previsto per le ore 17 e la replica in programma alle ore 20. Entrambe nella location del Centro di Valorizzazione. Ad andare in scena sarà la compagnia nursina “Li niputi d Vespasia”, formata solo ed esclusivamente da nursini doc. Gli attori dilettanti propongono gustosissimi e divertentissimi sketch in dialetto nursino, capaci di strappare un sorriso ma anche di far riflettere. Lo spettacolo proposto in questo inizio di 2019 è “Nemici come prima”, di Gianni Clementi, per la regia di Graziano Sirci.

Per le prenotazioni è possibile contattare Elvira Terenzi al 3425237180

Teatro Civico Norcia

Torna il Teatro di Norcia, il programma completo degli spettacoli

In attesa che venga reso nuovamente agibile lo storico edificio di Piazza del Teatro, nel centro storico, la stagione teatrale quest’anno si svolgerà all’interno del Centro di Valorizzazione Norcia. Nel cartellone nomi importanti come Giobbe Covatta, Ugo Dighero, Flavio Bucci, Edoardo Leo, Tullio Solenghi. Un modo per mantenere viva la tradizione teatrale della nostra cittadina con spettacoli di qualità.

Nuova sede, stessa passione: torna a vivere il Teatro di Norcia

L’attività del teatro di Norcia si è interrotta quasi due anni fa, all’inizio dell’estate 2016. La promessa, come tutti gli anni, era quella di tornare a ottobre. Ma non fu così. Ad impedirlo fu il terremoto, con tutto quello che ne conseguì e che tutti conoscono bene. Dalla scossa del 30 ottobre 2016, il Teatro Civico di Norcia è inagibile. Le compagnie locali, inq in questi mesi, si sono esibite su palchi improvvisati, mantenendo comunque intatto il loro entusiasmo. Nessun grande nome, però, è tornato a calcare le scene nella nostra bella cittadina.

Dallo scorso anno, invece, la stagione teatrale è ripresa a pieno ritmo presso la tensostruttura del Teatro Comunale Europa. 6 nomi di richiamo hanno animato il palco nursino: Luca Barbareschi, Edoardo Sylos Labini, Michele Placido, Giorgio Pasotti, Syria e Giusy Versace. Anche per il 2019 l’offerta teatrale non sarà da meno, con 7 spettacoli che prenderanno vita nella nuova location del Centro di Valorizzazione Norcia, adiacente a Piazza San Benedetto, dietro la Castellina.

Scopri tutto ciò che c’è da fare e da vedere a Norcia!

La stagione teatrale 2019: 7 appuntamenti da non perdere

Un calendario di 7 spettacoli da gennaio a giugno. La stagione di prosa di Norcia propone diversi volti noti della scena nazionale, appuntamenti da non perdere per la nostra cittadina.

Ecco il programma completo:

16 gennaio – Giobbe Covatta in “La Divina Commediola” – Reading dell’Inferno tratto dalla Divina Commedia di Ciro Alighieri

8 febbraio – Flavio Bucci in “E pensare che ero partito così bene…” di Flavio Bucci e Marco Mattolini, con la partecipazione di Gloria Pomardi.

Marzo/aprile/maggio – “I faccia a faccia” – interviste a Povia, Giusy Versace, Alessandro Meluzzi, Vittorio Sgarbi

6 marzo – “Syria, perché non canti più…” – concerto spettacolo per Gabriella Ferri ideato da Pino Strabioli e Cecilia Syria Cipressi con la supervisione di Seva, figlio di Gabriella.

13 aprile – Edoardo Leo in “Ti racconto una storia” – Letture semiserie e tragicomiche

25 maggio – Ugo Dighero in “Platero y yo” – di Juan Ramon Jimenez, con Christian Lavernier

4 luglio – Tullio Solenghi in “Una serata pazzesca” – Tullio Solenghi legge Paolo Villaggio. Un progetto di Sergio Maifredi.

 

I prezzi del biglietto saranno uguali per tutti gli spettacoli: 15 euro intero, 10 euro ridotto.

Il botteghino del teatro è aperto due giorni prima dello spettacolo con oario 11-13 e 17-19. Tutte le informazioni possono essere richieste telefonicamente al numero 339 8938425 o via mail scrivendo a teatronorcia@gmail.com.

 

Luca BarbareschiLa stagione teatrale 2018: i magnifici 6

Un calendario breve ma carico di belle occasioni. Sei spettacoli con altrettanti “big” italiani, attori, cantanti, sportivi. Una stagione che avrà come filo rosso “parole, musica e poesia”. Ad illuminarla, sei artisti che, in omaggio a Norcia, hanno accettato di esibirsi riducendo al minimo il loro cachet. Un regalo che i nursini non dimenticheranno mai.

Ecco il programma completo:

7 marzo – Luca Barbareschi in “Fata Morgana: miraggio politico” – L’arte della retorica protagonista a teatro, con un excursus di grandi discorsi del XX secolo.

22 marzo – Edoardo Sylos Labini in “Un D’Annunzio segreto” – Dialogo malinconico e crepuscolare tra il poeta vate e la sua musa, Eleonora Duse.

7 aprile – Michele Placido in “Serata d’onore”

14 aprile – Giorgio Pasotti in “Forza, il meglio è passato…” – Un viaggio attraverso alcuni grandi nomi della letteratura e del teatro.

27 aprile – Syria in “Bellissime” – Teatro canzone dedicato ad alcune grandi interpeti dellla musica leggera italiana, come Mina, Vanoni, Bertè. Dalida.

Maggio (data da definire) – Giusy Versace in “Con la testa e con il cuore si va ovunque”

 

Il teatro di Norcia

Natale e Capodanno a Norcia, tutte le tradizioni e gli eventi in programma

L’Umbria ha un’antica ed importante tradizione storica, folkloristica, religiosa ed artistica legata al Natale. Tra dicembre e gennaio sono tantissime le iniziative e gli eventi in tutta la regione. Non fa eccezione Norcia, dove a Natale, a Capodanno e alla Befana, la città si accende del suo spirito più vero e intenso.

Norcia tra Natale, Capodanno e lEpifania: tradizioni sotto l’albero

Dai “Faoni” alle Pasquarelle passando per il gustoso torciglione. Il Natale, il Capodanno e lEpifania, a Norcia, sono sinonimo di feste, canti e dolci tipici. Un’occasione unica per ritrovarsi in piazza o a casa di amici e parenti e vivere insieme tradizioni antiche ed eventi contemporanei. Qui di seguito vogliamo proporvi un piccolo viaggio alla scoperta dei riti natalizi più antichi della nostra terra. Appuntamenti che attraversano i secoli e si tramandano di padre in figlio. Accanto a questi, un ricco programma di iniziative promosse dai volotari della Pro Loco.

Scopri tutte le tradizioni di Norcia

In attesa del Natale: “Li Fauni” o “Festa delle Campane”

Le iniziative natalizie di Norcia sono inaugurate dalla tradizione de “Li Fauni” o “Festa delle Campane”. La sera tra il 9 e il 10 dicembre tutta la città e le frazioni sono illuminate da pire di ginepro infuocate. Grandi falò, alti anche 10 metri, che illuminano la notte, circondati da un banchetto semplice ma genuino, a base di salsicce e vino caldo. Simboli e riti, forze della natura e buona volontà si esaltano in questa notte tipica della terra nursina.

Nel borgo nursino, nonostante il trascorrere degli anni, il senso della tradizione è ancora forte e lo si percepisce nelle strade e negli abitanti già da molti giorni prima. Ognuna delle sette guaite (praticamente i rioni), uno per ogni porta muraria, si dà dei rappresentanti che possano, per entusiasmo e capacità, dar vita ai Faoni. La gara è tra chi carica di più il camion, tra chi fa il Faone più grande, tra chi riesce a creare il fuoco più bello o il banchetto più ricco.

Nelle piazze tipiche del centro storico di Norcia, gruppi di appassionati si riuniscono per ammucchiare tutta la ginestra intorno ad un altissimo palo di legno, che sostiene il Faone durante il suo bruciare. Questi grandi e suggestivi falò sono animati dagli stornelli degli organetti e dall’allegria spensierata persone degli avventori, intorno a qualche inebriante bicchiere di vin brulé, dolci e carne alla brace.

La tradizione cristiana dei Faoni

Intorno ai Faoni, si attende così tutti insieme la mezzanotte, ora in cui tutte le campane della città annunciano il passaggio della Santa Casa della Madonna di Loreto. Il senso della tradizione, infatti, sta proprio qui. I fuochi vengono accesi per ricordare ed illuminare il cammino degli angeli che, nel lontano 9 dicembre 1291, essendo la Palestina occupata dagli infedeli, portarono in salvo la casa della Vergine, spostandola miracolosamente fino ad un bosco di lauri, oggi Loreto. Gli elementi spirituali sono marcati. Le pire infuocate, ad esempio, simboleggiano l’amore che scende su Maria e sugli Apostoli nel cenacolo, trasformando i discepoli in predicatori coraggiosi e capaci di farsi capire da persone provenienti da vari paesi.

Le origini contadine

Questa è la versione “cristiana” della tradizione dei Faoni, ma le sue origini, in realtà, sono molto più antiche e affondano le radici nel mondo agricolo e rurale. All’inizio di dicembre, infatti, si va verso i giorni più corti dell’anno e i contadini dovevano scongiurare che il buio avesse il sopravvento sulla luce, la notte sul giorno, il gelo sul caldo. Per questo combattevano le notti più lunghe dell’anno con grandi fuochi.  C’è poi l’elemento dell’arcano: il fuoco non ha solo effetti distruttivi, ma anche purificativi.

Tra Natale e lEpifania: la tradizione delle Pasquarelle

 All’inizio dell’anno nuovo, una delle manifestazioni più vivaci e colorate è senza dubbio quella delle “Pasquarelle”, i canti in dialetto nursino, a suon di organetti, tamburelli e triangoli. I “Pasquarellari”, andando di casa in casa, annunciano la nascita del Messia. Il loro gradevole suono invade le strade del centro storico nel periodo tra Natale e la Befana. La tradizione della Pasquarella, che a Norcia si rinnova ogni anno con la composizione di nuovi testi legati all’attualità, rimanda alla tradizione religiosa dell’Epifania, ossia all’annunciazione di Cristo alle genti grazie ai Magi d’Oriente che recano doni al Bambino Gesù. Nelle Pasquarelle sono presenti temi religiosi natalizi ed epifanici, cantati e raccontati con ingenuità e grande fede.

 

Il Torciglione,  il dolce del Natale

Non può mancare un prodotto tipico della tradizione culinaria. Per il periodo natalizio, a Norcia come in tutta la regione umbra, è rinomato il Torciglione, dolce secco, a base di mandorle, con una forma di spirale che ricorda un serpente attorcigliato. Le sue radici affondano nel mondo pagano: il serpentone umbro identifica la capacità di rigenerarsi della natura, la ciclicità dell’anno che muore e rinasce. Secondo la tradizione, le antiche popolazioni umbre della zona del Trasimeno, in occasione del solstizio d’inverno, avevano l’abitudine di preparare un dolce votivo simile fatto di mandorle e miele. In epoca medievale, le monache cappuccine di Perugia avevano interpretato questa ricetta identificandovi il serpente dell’Apocalisse schiacciato dal tallone della donna vestita di luce. Tagliare e mangiare una fetta di torciglione significava, quindi, sconfiggere il male.

 

Natale 2018 a Norcia, il programma completo degli eventi

Come ogni anno, la Pro Loco, durante il periodo natalizio, organizza numerosi eventi, per garantire il proseguo delle tradizioni e dilettare i turisti che decidono di trascorrere qualche giorno a Norcia.

+++ In aggiornamento +++

Sabato 8 dicembre – ore 20 – Inizio del Natale: inaugurazione ufficiale dell’Albero di Natale (abbellito da decorazioni realizzate dai bambini di Norcia grazie alla collaborazione di Thun), delle luminarie e del Presepe di Legogne (con statue a grandezza naturale, esposto in piazza San Benedetto per la prima volta).

Domenica 9 dicembre – ore 21,00 –  I Faoni: manifestazione popolare per le vie della città, con l’accensione di grandi falò nelle piazze principali, attorno ai quali vengono serviti salsicce e vino caldo.

Giovedì 20 dicembre – ore 10,00 – Auguri della Scuola: spettacoli di Natale delle scuole di Norcia, dalla primaria fino alle superiori, presso i plessi scolastici e presso il Centro di Valorizzazione

Giovedì 20 dicembre – ore 18,00 – Concerto di Natale

Venerdì 21 dicembre – ore 10,00 – Auguri ai nuovi nati: presso Il Centro di Valorizzazione il Sindaco saluta i nuovi nati del 2018 e consegna le borse di studio.

Giovedì 27 dicembre – ore 17,00 – Note di Natale:

Concerto dei giovani musicisti della Scuola di Musica del Complesso Bandistico “Città di Norcia”, presso il Centro di Valorizzazione.

Domenica 30 dicembre – ore 18 – In…canto di Natale: Concerto di Natale del Coro “San Benedetto – Città di Norcia”, presso il Centro di Valorizzazione.

Venerdì 4 gennaio 2019 – ore 21,00 – Terra Emotus Animae: spettacolo teatrale a cura di Maria Anna Stella, presso il Centro di Valorizzazione.

Domenica 6 gennaio – ore 15,30 – Arriva la Befana: in Piazza San Benedetto dolci e giochi per tutti.

Sabato 12 gennaio ore 21 e domenica 14 gennaio ore 17 – Nemici come prima: Spettacolo teatrale a cura de Li Niputi de Vespasia.

 

Capodanno a Norcia: benvenuto 2019

Il Capodanno di Norcia, che l’anno scorso ha radunato tantissime persone, avrà inizio nei ristoranti e nei locali della nostra città, che offriranno cenoni adatti a tutti i gusti, perfetti per assaggiare le bontà del nostro territorio, a partire dal tartufo nero pregiato e dalla lenticchia di Castelluccio (che a fine anno non può mancare), passando per il fantastico prosciutto crudo.

Poi ci si sposterà in piazza San Benedetto, per aspettare tutti insieme la mezzanotte, brindando, degustando dolci e ballando sulle note dell’Orchestra Spettacolo Susanna. Saluteremo il 2019 con un incredibile spettacolo di fuochi di artificio, poi tutti al Centro di Valorizzazione per la grande tombolata di Capodanno.

Se l’orto rende l’uomo vivo

La ricostruzione post sismica può passare anche dalla cura degli orti? Sembra strano ma in realtà è così. L’orto è una terapia, come spiega in questo articolo la Dottoressa Alessia Brignardello (che abbiamo già intervistato qui), esperta in Progettazione paesistica e ambientale e Vicepresidente AIAPP LAMS.

L’orto rende l’uomo vivo

Il proverbio dice “l’orto vuole l’uomo morto” per intendere che la cura di un orto richiede molto lavoro e molta fatica. Ed è vero, ma è vero anche che dà molta soddisfazione perché ci permette di avere verdura e frutta fresca, magari anche biologica perché non usiamo agrofarmaci e la consapevolezza di aver inquinato di meno perché è a kilometro zero non essendo stata trasportata da altre parti del Paese e a volte del Mondo (vedi limoni, susine, pere che arrivano nei nostri supermercati dal Sudamerica o dalla California….).

Ma ciò che offre la cura di un orto è molto di più, perché scopriamo che siamo in grado di far crescere la vita, di curarla e di ricavare dal nostro lavoro cose belle e buone: è una terapia che ci permette di uscire dalle stanze buie in cui, nel corso della nostra vita, ci troviamo a passare e dalle quali non sempre siamo in grado di uscire da soli.

Le cose che ci accadono non sempre dipendono da noi o dagli altri, a volte sì, ma a volte sono legate ad eventi molto più grandi di noi e devastanti e imprevedibili.

Il terremoto dell’Agosto-Ottobre 2016 che ha colpito l’Appennino Centrale ha devastato un territorio molto grande e imposto ai suoi abitanti un esodo forzato verso altri luoghi: stanze d’albergo o appartamenti nei quali vivere il proprio disagio, metabolizzare il dolore per la perdita della propria casa e a volte dei propri cari. E poi il ritorno: nelle SAE, casette di legno organizzate in villaggi temporanei, ciascuna con il suo giardinetto e degli spazi comuni da condividere e nei quali cercare di ripristinare il tessuto sociale, le relazioni umane, condividere una comune speranza di ripresa economica. Tempi lunghi, burocrazia, incertezza. E’ una stanza ancora buia, bisogna cercare di fare luce.

Come? Si sta organizzando una biblioteca diffusa perché i libri ed il loro scambio sono un modo per incontrarsi, parlarsi e riallacciare amicizie o crearne di nuove. Esattamente quello che avverrebbe con i semi e le piante: lo scambio e la condivisione di suggerimenti colturali ed esperienze consentirebbe di trasformare la cura dell’orto in una cura dell’anima. Gli anziani ed i bambini delle scuole, in un unico grande progetto, potrebbero insieme creare e curare sia orti che piccoli giardini. Così si potrebbero coltivare il futuro, valorizzare e tramandare le tradizioni del passato e trasformare, almeno in parte, un evento catastrofico come il terremoto, in una occasione di ricostruzione di un tessuto sociale ormai sfilacciato dallo spopolamento di questa area bellissima, ma marginale dell’Appennino.

 

La solitudine dei bambini digitali, che non sanno più usare le mani ma solo le dita sugli schermi e quella degli anziani, che non hanno altro da fare che sedersi anche loro davanti ad uno schermo potrebbero unirsi e trasformarsi in una grande opportunità: coltivare un orto ed un giardino, fare pace con la terra, quella terra che ha tremato forte, ma senza volerlo, e riaffondarvi le proprie radici per coltivare la speranza e la voglia di vivere.