Pasqua a Norcia

Pasqua e Pasquetta a Norcia: folklore, tradizioni ed eventi

La Pasqua a Norcia è un periodo dell’anno carico di eventi, appuntamenti folkloristici e, ovviamente, tradizioni protagoniste anche a tavola. La processione del Venerdì Santo ne rappresenta il culmine, il momento più intenso e partecipato. Poi ci sono le tante prelibatezze che allietano la colazione e il pranzo di Pasqua: la pizza dolce, la pizza al formaggio, il salame corallina. Infine Pasquetta, giorno dedicato alla scampagnata fuori porta. Scopriamole insieme, insieme al programma degli eventi previsti per il 2018!

Norcia e le tradizioni pasquali: la processione del Venerdì SantoPasqua a Norcia

Durante la Settimana Santa, Norcia si accende di tanti appuntamenti legati alle tradizioni religiose del mondo contadino e al folklore. I nursini rispettano con devozione tutte le tappe che la chiesa cattolica prevede per la sua festa più importante. I “sepolcri” del Giovedì Santo, ad esempio, che animano tutte le chiese del nostro borgo, piccole o grandi che siano; la veglia del sabato sera, che riempie (anzi, purtroppo dobbiamo dire: riempiva) la concattedrale di Santa Maria Argentea; la messa della Domenica di Pasqua, con il suo carico di gioia.

La processione del Venerdì Santo

Il momento più intenso e più caratteristico, però, rimane la processione del Venerdì Santo, detta anche Processione del Cristo Morto. Un evento conosciuto in tutta Italia, un allestimento emozionante e carico di pathos, reso ancora più suggestivo dalla presenza di quadri viventi, allestiti lungo le mura di Norcia, per illustrare le stazioni della via crucis. Talmente è importante questo appuntamento per noi nursini, che lo abbiamo tenuto in vita anche in un anno difficilissimo come quello che è seguito al terremoto dell’ottobre 2016. E’ uno dei simboli della nostra voglia di non mollare!

Se non l’avete mai vista, dovete venire almeno una volta. Potrete ammirare la sincronia perfetta con cui si muovo gli oltre 400 figuranti volontari, vestiti con abiti d’epoca curati in ogni dettaglio. Centurioni a cavallo, i penitenti con le catene ai piedi, le donne in lutto, la folla dei palestinesi. E poi tutti i principali protagonisti di quel momento tragico: Gesù, le Pie Donne, Ponzio Pilato, Giuseppe d’Arimatea. Il corteo prende il via da “capo la terra”, la parte più alta di Norcia, e si muove costeggiando tutte le mura di cinta. Lungo il tragitto, le stazioni della via crucis sono rappresentate con “quadri viventi”, illuminati con sapienza da fiaccole e piccoli falò. Il tutto contribuisce a creare un atmosfera di grande pathos e partecipazione. Un esperienza consigliatissima!

Vieni a Norcia per Pasqua? Leggi la nostra guida, pensata apposta per te!

Pasqua a tavola, le tradizioni di NorciaPizza pasquale di Norcia

Le tradizioni culinarie, a Norcia, sono sempre protagoniste. Pasqua non fa eccezione, con i suoi mille sapori. Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, però, per noi nursini, il pasto più importante non è il pranzo ma la colazione di Pasqua, che deve essere davvero molto ricca.

La colazione di Pasqua: pizza dolce, pizza al formaggio e salumi

Vediamo meglio cosa si mangia durante la colazione di Pasqua, secondo le usanze di Norcia, molto simili a quelle del resto dell’Umbria. La protagonista assoluta è la pizza pasquale, conosciuta anche come pizza cresciuta e servita in una doppia versione: dolce (con o senza uvetta) e salata (a base di formaggio). Date retta: imperdibile! Soffice, gustosa, non stanca mai, una fetta tira l’altra! La pizza dolce è ottima da mangiare in abbinamento sia con la cioccolata che con i salumi. Allo stesso tempo, gli affettati sono perfetti anche accanto alla pizza al formaggio.

Rimanendo in tema di salumi, che ovviamene a Norcia non mancano mai, il più gettonato per Pasqua è il salame corallina, conosciuto anche semplicemente come corallina. E’ il salame nursino per eccellenza. Un vero simbolo, insieme al prosciutto e alle salsicce.

Terzo elemento che non può mancare nel menù della colazione pasquale è l’uovo sodo, possibilmente con la buccia decorata dai bambini di casa. Anche in questo caso, l’accoppiata con la pizza al formaggio e con la corallina è perfetta.

Scopri tutti i prodotti tipici di Norcia

Il pranzo di Pasqua: stracciatella e agnello

Dopo l’abbondante colazione, qualcuno potrebbe aspettarsi un pranzo pasquale leggero. E in qualche modo lo è, ma non troppo. Stavolta sono due gli elementi che, secondo la tradizione di Norcia e dintorni, non possono mancare sulla tavola: la stracciatella e l’agnello. La stracciatella è un primo molto semplice, gustoso e nutriente, fatto con brodo di pollo, uova e parmigiano. L’agnello, invece, solitamente viene servito cotto al forno, magari accompagnato dalle patate, oppure alla brace.

 

Pasquetta a Norcia, la scampagnata a base di carne alla brace

Il giorno di Pasquetta (o lunedì dell’Angelo) è dedicato alle scampagnate fuori dalle mura. Famiglie e gruppi di amici si arrampicano sulle colline che circondano Norcia, o si spingono fin sul Pian Grande, alle pendici del Monte Vettore e ai piedi di Castelluccio. Lì, nelle apposite aree attrezzate, consumano i loro pic nic, a base di carne alla brace (rigorosamente carne di maiale). Una tradizione che si ripete da decenni. Anche se prima, in assenza di automobili, ci si accontentava di scendere a piedi fino al Torbidone, il fiume che proprio a seguito al terremoto del 2016 è tornato a scorrere alle porte d Norcia, dopo essere scomparso per 30 anni.

A Pasquetta, però, Norcia è anche meta di gite. I turisti più numerosi sono i romani, che a Norcia sono particolarmente legati, ma non mancano anche gli umbri, i marchigiani, i toscani e più in generale coloro che vivono nelle regioni limitrofe. La nostra cittadina li accoglie a braccia aperte, anche in questi difficili mesi post-sisma. Gli amici sono sempre i benvenuti. Una visita di una giornata può essere perfetta per visitare il centro storico, passeggiare un po’ nel verde delle Marcite, pranzare comodamente in un ristorante o agriturismo, fare shopping nelle tante norcinerie.

 

Pasqua 2019: il programma completo degli eventi

Come ogni anno, Norcia, in occasione della Pasqua, ospita una serie di eventi culturali e ricreativi adatti a grandi e bambini, alcuni organizzati direttamente dalla Pro Loco. Vi aspettiamo numerosi!

+++ Programma in aggiornamento +++

Venerdi 19 aprile – Ore 21 – Processione del Cristo morto: processione storica con figuranti in costume e quadri viventi, che mettono in scena le ultime ore della vita di Gesù. Dopo due anni, la processione riprenderà il suo percorso abituale, chiudendosi nella zona di Capo la terra.

 

La settimana di Pasqua presso il Monastero di San Benedetto in Monte

Il Monastero di San Benedetto in Monte è la nuova casa della comunità dei monaci benedettini di Norcia, in attesa di poter tornare nella Basilica ricostruita. Li si svolgeranno anche le funzioni pasquali benedettine, aperte a tutti. Ecco il programma completo:

+++ Programma in aggiornamento +++

 

 

Nero Norcia 2019, la sagra del tartufo nero pregiato

Tutto è pronto per l’edizione 2019 di Nero Norcia – Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Nero pregiato di Norcia e dei prodotti tipici di Norcia, meglio conosciuta come sagra del tartufo nero (o fiera). Un appuntamento imperdibile per chi ama la buona cucina. Tra fine febbraio (22-24 febbraio) e inizio marzo (2-3 e 9-10 marzo), Norcia si popolerà di oltre 100 produttori che esporranno le loro prelibatezze, rigorosamente artigianali. Non solo tartufo ma anche salumi, formaggi, vini, ecc. Ad accompagnarli un calendario ricco di eventi, musica, conferenze, degustazioni e molto altro ancora. Consulta il programma completo, costantemente aggiornato, predisposto dal Comune di Norcia.

Il programma completo di Nero Norcia 2019

Il tartufo nero è uno dei simboli di Norcia e della sua straordinaria tradizione enogastronomica. Le morbide colline che proteggono la città, custodiscono sottoterra un vero e proprio tesoro, fatto di pepite scure e profumatissime. Una prelibatezza a cui, ogni anno, viene dedicato l’evento più importante, di risonanza internazionale.

Nero Norcia 2019, la 56° Mostra Mercato del Tartufo Nero Pregiato, si terrà, come al solito, tra fine febbraio e inizio marzo. Più nello specifico alla Sagra saranno dedicati 3 weekend: 22-24 febbraio, 2-3 marzo e 9-10 marzo. Il sottotitolo scelto dal Comune di Norcia per quest’anno è Esplorazioni sull’Eccellenza. E c’è anche una grande e attesa novità, dopo due anni di “lontananza”, la Sagra torna dentro le mura storiche della città, per le vie del borgo, il luogo dove è nata e dove è sempre stata. Un’importante ed emozionante segno di rinascita.

Vuoi conoscere meglio il Tartufo Nero Pregiato di Norcia? Leggi qui!

 

1° weekend | 22 – 24 febbraio | Nero Norcia 2019

Venerdì 22 febbraio

Ore 10,00 – Palazzo Graziani – Tavola rotonda “Norcia e le nuove tecnologie: la città che guarda al futuro”

Ore 16,30 – Porta Romana – Taglio del nastro e inaugurazione ufficiale della 56° edizione di NeroNorcia

Ore 17,00 – Piazza San Benedetto – Taglio del nastro mostra fotografica “Perugia Calcio & Norcia”

Sabato 23 febbraio

Ore 9,00 – 19,00: Apertura stand

Ore 9,00 – Emisfero (Perugia) – Degustazione norcinerie a cura del distretto biologico di Norcia

Ore 15,00 – Piazza San Benedetto – Accensione fiaccola Pro Pace ET Europa Una

Domenica 24 febbraio

Ore 9,00 – 19,00 – Apertura stand

Ore 10,30 – Palazzo Graziani – Tavola rotonda “La fiscalità legata al Tartufo. Il piano della filiera del Tartufo” a cura di Fita, Incredible, Associazione Tartufai e Tartuficoltori Pietro Fontana

Ore 16,00 – Show-cooking – Show-cooking e degustazione Pinza al tartufo a cura del Ristorante da Nemo

2° weekend | 2 – 3 marzo | Nero Norcia 2019

Sabato 2 marzo

Ore 9,00 – 19,00 – Apertura stand

Tutto il giorno – Raduno camperisti in collaborazione con Associazione Nazionale Città del Tartufo e rivista PlainAir

Ore 11,00 – Palazzo Graziani – Tavola rotonda a cura del Parco 3A sulla tutela del marchio Norcia

Domenica 3 marzo

Ore 9,00 – 19,00 – Apertura stand

Tutto il giorno – Raduno camperisti in collaborazione con Associazione Nazionale Città del Tartufo e rivista PlainAir

Ore 11,00 – 12,30 – Relais & Chateaux Palazzo Seneca – Show cooking a cura dello Chef Valentino Palmisano del Ristorante Vespasia

Ore 17,00 – Piazza San Benedetto – Fabrizio Gaetani cabaret show-cooking con i Gemelli di Guidonia

 

3° weekend | 9 – 10 marzo | Nero Norcia 2019

Sabato 9 marzo

Ore 9,00 – 19,00 – Apertura stand

Ore 10,00 – Palazzo Graziani – Convegno “Biodiversità e apicoltura nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini” a cura del GAL

Ore 11,00 – Piazza San Benedetto – Convegno “Identità ed Innovazione: la tradizione del Prosciutto IGP di Norcia per il futuro” a cura del Consorzio IGP Norcia

Ore 16,00 – Piazza San Benedetto – Spettacolo di intrattenimento con Nduccio

Domenica 10 marzo

Ore 9,00 – 19,00 – Apertura stand

Ore 9,00 – Gara di cani da tartufo

Ore 11,00 – Piazza San Benedetto – Tavola rotonda “L’innovazione tecnologica: infrastrutture informatiche, strumenti di analisi e risorse umane” a cura di Leadup

Ore 11,00 – 12,30 – Piazza San Benedetto – Degustazioni formaggi a cura di Grifo Latte e Gastronomo Gourmet Mario Corradi

 

Informazioni utili: dove dormire, dove mangiare e come muoversi a Norcia

Per tutti coloro che vengono a visitare Norcia e hanno bisogno di qualche informazione pratica la Pro Loco ha ideato le pagine di servizio:

 

Se ti fermi qualche giorno, poi, ti diamo anche delle dritte sulle cose da vedere o da fare, tra natura, storia e tradizione.

E se hai bisogno di un aiuto ancora più specifico non esitare a contattarci: proloconorcia@gmail.com.

Leggi la storia di Norcia

 

La sagra del tartufo di Norcia, le informazioni per gli espositori

La Mostra Mercato del Tartufo Nero pregiato è organizzata dal Comune di Norcia, che stabilisce, con regolamento scritto, le condizioni che le aziende devono rispettare per poter essere presenti con i loro prodotti.

Di seguito i documenti principali riservati agli espositori:

Ulteriori informazioni possono essere richieste direttamente alla Segreteria Organizzativa del Comune di Norcia, al numero 0743/828711 o alla mail info@nero-norcia.it.

 

Un filmato storico, dell’Istituto Luce, dedicato ad una delle prime edizioni della Sagra del Tartufo Nero di Norcia

Carnevale a Norcia: le tradizioni, i dolci tipici e il programma completo degli eventi

Venerdi maccaronaio e sabato scocciarjèju erano gli appuntamenti tradizionali del Carnevale di Norcia. Eventi da vivere in piazza, tutti insieme, mangiando quintali di surici melati, i dolci tipici preparati per l’occasione dalle mamme e dalle nonne. Oggi la Pro Loco di Norcia cerca di far rivivere quello spirito, con tanti eventi per tutte le età.

Le tradizioni del Carnevale nursino

Originariamente, i due appuntamenti tradizionali del Carnevale a Norcia, concentrati nella settimana grassa, erano il venerdi maccaronaio e il sabato scocciarjèju. Due feste di piazza che radunavano tutta la cittadinanza, in un turbinio di colori, grida, risate e musica. Due appuntamenti che purtroppo oggi si sono persi e rimangono vivi solo nei ricordi dei nonni. Vediamo meglio di cosa si trattava.

Carnevale a Norcia - sfilata

Venerdi maccaronaio. Una vera e propria sfida “virile”, che chiamava in causa tutti gli uomini di Norcia. Ragazzi e adulti, radunati in piazza, si davano battaglia a suon di spaghetti (o maccaroni). Una gara a chi ne mangiava di più e più velocemente. Intorno la folla li incitava e li derideva, creando una bolgia festosa.

Sabato scocciarjèju. Il vero spirito del Carnevale, fatto di scherzi e di goliardia, era incarnato perfettamente da questa giornata di giochi all’aria aperta. Protagonista della festa era il gioco della pignatta. Dentro recipienti di coccio, appesi ad un filo come panni stesi, venivano nascosti dolci e caramelle ma anche farina, uova, terra, addirittura dei topolini. Gli ignari giocatori, bendati e armati di bastone, dovevano rompere questi recipienti e sperare di trovare un premio e non una penitenza.

A partire dagli anni ’80, a questi due appuntamenti della tradizione,si è aggiunta una meravigliosa sfilata di carri, organizzata per la domenica grassa. Un’iniziativa che, agli inizi degli anni ’90, ha raggiunto il suo massimo splendore, con opere d’arte enormi e spettacolari che sfilavano lungo il corso e la piazza.

Scopri la storia di Norcia

I dolci tipici del Carnevale di Norcia: i surici melati

In occasione del Carnevale, la tavola delle famiglie nursine si riempie, come in tutta Italia, di tantissime bontà. Da queste parti, il dolce tipico di questa festa sono i surici melati, che tradotto dal nursino all’italiano suona più o meno come “topolini al miele”. Niente di disgustoso, però. Anzi, una volta iniziato a mangiarli è quasi impossibile smettere.

I surici sono delle palline di pasta dolce, fritte e cosparse di miele a caldo. Si servono all’interno di recipienti profondi, da cui deono essere pescate con un bastoncino. Il miele che le ricopre, scivolando, crea dei filamenti che sembrano codine di topo. Da qui il nome di surici melati. Una variante più colorata può essere fatta utilizzando l’alchermes, che li rende rossastri.

Accanto ai surici melati, le donne nursine preparano anche grandi quantità di frappe, castagnole e ravioli dolci ripieni di ricotta. Tutti dolci caratteristici dell’Umbria. Per chi ama il salato, invece, molto buone e tipiche della zona sono le ciambelle di patate.

Vuoi conoscere i prodotti tipici di Norcia? Leggi qui!

 

Carnevale 2019 a Norcia, il programma completo degli eventi

Il programma di seguito indicato è a cura di Maria Anna Stella e Angela Testa. Con la collaborazione della Proloco Norcia, della Scuola di Ballo Marco&Tamara, l’Associazione Kora e i Corpi Europei di Solidarietà.

Martedì 5 marzo 2019

Ore 15,30 – Porta Romana

Raduno delle maschere per la Grande Sfilata, che attraverserà la città, accompagnata dal Complesso Bandistico Città di Norcia, deliziando il pubblico con scenette divertenti.

Ore 18,00 – Centro di Valorizzazione

Giochi, musica, animazione e tanto divertimento a cura della scuola di ballo Marco&Tamara. Ingresso libero e buffet condiviso: ognuno porta qualcosa!

Ore 20,30 – Centro di Valorizzazione

Grande veglione di Carnevale con giochi, divertimento, musica e cibo. Ingresso libero e buffet a cura di…tutti!

 

*Per l’occasione la Proloco curerà un servizio navetta tra le aree SAE e il Centro di Valorizzazione. All’andata sono previsti due passaggi, tra le 14,30 e le 15,15. Il ritorno, invece, è in programma per le 19,30.

“Nemici come prima”, il nuovo spettacolo dialettale de Li Niputi de Vespasia

Dopo il grande successo fatto registrare quest’estate, torna il teatro dialettale nursino con uno spettacolo della compagnia “Li Niputi de Vespasia”. Ad ospitarlo, la nuova location della stagione teatrale di Norcia per il 2019: il Centro di Valorizzazione. Una spazio di creatività a pochi passi da piazza San Benedetto, per riprendere sempre di più contatto con la normalità 

Il teatro dialettale di Norcia torna in scena

L’appuntamento è per domenica 20 gennaio, con il primo spettacolo previsto per le ore 17 e la replica in programma alle ore 20. Entrambe nella location del Centro di Valorizzazione. Ad andare in scena sarà la compagnia nursina “Li niputi d Vespasia”, formata solo ed esclusivamente da nursini doc. Gli attori dilettanti propongono gustosissimi e divertentissimi sketch in dialetto nursino, capaci di strappare un sorriso ma anche di far riflettere. Lo spettacolo proposto in questo inizio di 2019 è “Nemici come prima”, di Gianni Clementi, per la regia di Graziano Sirci.

Per le prenotazioni è possibile contattare Elvira Terenzi al 3425237180

Teatro Civico Norcia

Torna il Teatro di Norcia, il programma completo degli spettacoli

In attesa che venga reso nuovamente agibile lo storico edificio di Piazza del Teatro, nel centro storico, la stagione teatrale quest’anno si svolgerà all’interno del Centro di Valorizzazione Norcia. Nel cartellone nomi importanti come Giobbe Covatta, Ugo Dighero, Flavio Bucci, Edoardo Leo, Tullio Solenghi. Un modo per mantenere viva la tradizione teatrale della nostra cittadina con spettacoli di qualità.

Nuova sede, stessa passione: torna a vivere il Teatro di Norcia

L’attività del teatro di Norcia si è interrotta quasi due anni fa, all’inizio dell’estate 2016. La promessa, come tutti gli anni, era quella di tornare a ottobre. Ma non fu così. Ad impedirlo fu il terremoto, con tutto quello che ne conseguì e che tutti conoscono bene. Dalla scossa del 30 ottobre 2016, il Teatro Civico di Norcia è inagibile. Le compagnie locali, inq in questi mesi, si sono esibite su palchi improvvisati, mantenendo comunque intatto il loro entusiasmo. Nessun grande nome, però, è tornato a calcare le scene nella nostra bella cittadina.

Dallo scorso anno, invece, la stagione teatrale è ripresa a pieno ritmo presso la tensostruttura del Teatro Comunale Europa. 6 nomi di richiamo hanno animato il palco nursino: Luca Barbareschi, Edoardo Sylos Labini, Michele Placido, Giorgio Pasotti, Syria e Giusy Versace. Anche per il 2019 l’offerta teatrale non sarà da meno, con 7 spettacoli che prenderanno vita nella nuova location del Centro di Valorizzazione Norcia, adiacente a Piazza San Benedetto, dietro la Castellina.

Scopri tutto ciò che c’è da fare e da vedere a Norcia!

La stagione teatrale 2019: 7 appuntamenti da non perdere

Un calendario di 7 spettacoli da gennaio a giugno. La stagione di prosa di Norcia propone diversi volti noti della scena nazionale, appuntamenti da non perdere per la nostra cittadina.

Ecco il programma completo:

16 gennaio – Giobbe Covatta in “La Divina Commediola” – Reading dell’Inferno tratto dalla Divina Commedia di Ciro Alighieri

8 febbraio – Flavio Bucci in “E pensare che ero partito così bene…” di Flavio Bucci e Marco Mattolini, con la partecipazione di Gloria Pomardi.

Marzo/aprile/maggio – “I faccia a faccia” – interviste a Povia, Giusy Versace, Alessandro Meluzzi, Vittorio Sgarbi

6 marzo – “Syria, perché non canti più…” – concerto spettacolo per Gabriella Ferri ideato da Pino Strabioli e Cecilia Syria Cipressi con la supervisione di Seva, figlio di Gabriella.

13 aprile – Edoardo Leo in “Ti racconto una storia” – Letture semiserie e tragicomiche

25 maggio – Ugo Dighero in “Platero y yo” – di Juan Ramon Jimenez, con Christian Lavernier

4 luglio – Tullio Solenghi in “Una serata pazzesca” – Tullio Solenghi legge Paolo Villaggio. Un progetto di Sergio Maifredi.

 

I prezzi del biglietto saranno uguali per tutti gli spettacoli: 15 euro intero, 10 euro ridotto.

Il botteghino del teatro è aperto due giorni prima dello spettacolo con oario 11-13 e 17-19. Tutte le informazioni possono essere richieste telefonicamente al numero 339 8938425 o via mail scrivendo a teatronorcia@gmail.com.

 

Luca BarbareschiLa stagione teatrale 2018: i magnifici 6

Un calendario breve ma carico di belle occasioni. Sei spettacoli con altrettanti “big” italiani, attori, cantanti, sportivi. Una stagione che avrà come filo rosso “parole, musica e poesia”. Ad illuminarla, sei artisti che, in omaggio a Norcia, hanno accettato di esibirsi riducendo al minimo il loro cachet. Un regalo che i nursini non dimenticheranno mai.

Ecco il programma completo:

7 marzo – Luca Barbareschi in “Fata Morgana: miraggio politico” – L’arte della retorica protagonista a teatro, con un excursus di grandi discorsi del XX secolo.

22 marzo – Edoardo Sylos Labini in “Un D’Annunzio segreto” – Dialogo malinconico e crepuscolare tra il poeta vate e la sua musa, Eleonora Duse.

7 aprile – Michele Placido in “Serata d’onore”

14 aprile – Giorgio Pasotti in “Forza, il meglio è passato…” – Un viaggio attraverso alcuni grandi nomi della letteratura e del teatro.

27 aprile – Syria in “Bellissime” – Teatro canzone dedicato ad alcune grandi interpeti dellla musica leggera italiana, come Mina, Vanoni, Bertè. Dalida.

Maggio (data da definire) – Giusy Versace in “Con la testa e con il cuore si va ovunque”

 

Natale e Capodanno a Norcia, tutte le tradizioni e gli eventi in programma

L’Umbria ha un’antica ed importante tradizione storica, folkloristica, religiosa ed artistica legata al Natale. Tra dicembre e gennaio sono tantissime le iniziative e gli eventi in tutta la regione. Non fa eccezione Norcia, dove a Natale, a Capodanno e alla Befana, la città si accende del suo spirito più vero e intenso.

Norcia tra Natale, Capodanno e lEpifania: tradizioni sotto l’albero

Dai “Faoni” alle Pasquarelle passando per il gustoso torciglione. Il Natale, il Capodanno e lEpifania, a Norcia, sono sinonimo di feste, canti e dolci tipici. Un’occasione unica per ritrovarsi in piazza o a casa di amici e parenti e vivere insieme tradizioni antiche ed eventi contemporanei. Qui di seguito vogliamo proporvi un piccolo viaggio alla scoperta dei riti natalizi più antichi della nostra terra. Appuntamenti che attraversano i secoli e si tramandano di padre in figlio. Accanto a questi, un ricco programma di iniziative promosse dai volotari della Pro Loco.

Scopri tutte le tradizioni di Norcia

In attesa del Natale: “Li Fauni” o “Festa delle Campane”

Le iniziative natalizie di Norcia sono inaugurate dalla tradizione de “Li Fauni” o “Festa delle Campane”. La sera tra il 9 e il 10 dicembre tutta la città e le frazioni sono illuminate da pire di ginepro infuocate. Grandi falò, alti anche 10 metri, che illuminano la notte, circondati da un banchetto semplice ma genuino, a base di salsicce e vino caldo. Simboli e riti, forze della natura e buona volontà si esaltano in questa notte tipica della terra nursina.

Nel borgo nursino, nonostante il trascorrere degli anni, il senso della tradizione è ancora forte e lo si percepisce nelle strade e negli abitanti già da molti giorni prima. Ognuna delle sette guaite (praticamente i rioni), uno per ogni porta muraria, si dà dei rappresentanti che possano, per entusiasmo e capacità, dar vita ai Faoni. La gara è tra chi carica di più il camion, tra chi fa il Faone più grande, tra chi riesce a creare il fuoco più bello o il banchetto più ricco.

Nelle piazze tipiche del centro storico di Norcia, gruppi di appassionati si riuniscono per ammucchiare tutta la ginestra intorno ad un altissimo palo di legno, che sostiene il Faone durante il suo bruciare. Questi grandi e suggestivi falò sono animati dagli stornelli degli organetti e dall’allegria spensierata persone degli avventori, intorno a qualche inebriante bicchiere di vin brulé, dolci e carne alla brace.

La tradizione cristiana dei Faoni

Intorno ai Faoni, si attende così tutti insieme la mezzanotte, ora in cui tutte le campane della città annunciano il passaggio della Santa Casa della Madonna di Loreto. Il senso della tradizione, infatti, sta proprio qui. I fuochi vengono accesi per ricordare ed illuminare il cammino degli angeli che, nel lontano 9 dicembre 1291, essendo la Palestina occupata dagli infedeli, portarono in salvo la casa della Vergine, spostandola miracolosamente fino ad un bosco di lauri, oggi Loreto. Gli elementi spirituali sono marcati. Le pire infuocate, ad esempio, simboleggiano l’amore che scende su Maria e sugli Apostoli nel cenacolo, trasformando i discepoli in predicatori coraggiosi e capaci di farsi capire da persone provenienti da vari paesi.

Le origini contadine

Questa è la versione “cristiana” della tradizione dei Faoni, ma le sue origini, in realtà, sono molto più antiche e affondano le radici nel mondo agricolo e rurale. All’inizio di dicembre, infatti, si va verso i giorni più corti dell’anno e i contadini dovevano scongiurare che il buio avesse il sopravvento sulla luce, la notte sul giorno, il gelo sul caldo. Per questo combattevano le notti più lunghe dell’anno con grandi fuochi.  C’è poi l’elemento dell’arcano: il fuoco non ha solo effetti distruttivi, ma anche purificativi.

Tra Natale e lEpifania: la tradizione delle Pasquarelle

 All’inizio dell’anno nuovo, una delle manifestazioni più vivaci e colorate è senza dubbio quella delle “Pasquarelle”, i canti in dialetto nursino, a suon di organetti, tamburelli e triangoli. I “Pasquarellari”, andando di casa in casa, annunciano la nascita del Messia. Il loro gradevole suono invade le strade del centro storico nel periodo tra Natale e la Befana. La tradizione della Pasquarella, che a Norcia si rinnova ogni anno con la composizione di nuovi testi legati all’attualità, rimanda alla tradizione religiosa dell’Epifania, ossia all’annunciazione di Cristo alle genti grazie ai Magi d’Oriente che recano doni al Bambino Gesù. Nelle Pasquarelle sono presenti temi religiosi natalizi ed epifanici, cantati e raccontati con ingenuità e grande fede.

 

Il Torciglione,  il dolce del Natale

Non può mancare un prodotto tipico della tradizione culinaria. Per il periodo natalizio, a Norcia come in tutta la regione umbra, è rinomato il Torciglione, dolce secco, a base di mandorle, con una forma di spirale che ricorda un serpente attorcigliato. Le sue radici affondano nel mondo pagano: il serpentone umbro identifica la capacità di rigenerarsi della natura, la ciclicità dell’anno che muore e rinasce. Secondo la tradizione, le antiche popolazioni umbre della zona del Trasimeno, in occasione del solstizio d’inverno, avevano l’abitudine di preparare un dolce votivo simile fatto di mandorle e miele. In epoca medievale, le monache cappuccine di Perugia avevano interpretato questa ricetta identificandovi il serpente dell’Apocalisse schiacciato dal tallone della donna vestita di luce. Tagliare e mangiare una fetta di torciglione significava, quindi, sconfiggere il male.

 

Natale 2018 a Norcia, il programma completo degli eventi

Come ogni anno, la Pro Loco, durante il periodo natalizio, organizza numerosi eventi, per garantire il proseguo delle tradizioni e dilettare i turisti che decidono di trascorrere qualche giorno a Norcia.

+++ In aggiornamento +++

Sabato 8 dicembre – ore 20 – Inizio del Natale: inaugurazione ufficiale dell’Albero di Natale (abbellito da decorazioni realizzate dai bambini di Norcia grazie alla collaborazione di Thun), delle luminarie e del Presepe di Legogne (con statue a grandezza naturale, esposto in piazza San Benedetto per la prima volta).

Domenica 9 dicembre – ore 21,00 –  I Faoni: manifestazione popolare per le vie della città, con l’accensione di grandi falò nelle piazze principali, attorno ai quali vengono serviti salsicce e vino caldo.

Giovedì 20 dicembre – ore 10,00 – Auguri della Scuola: spettacoli di Natale delle scuole di Norcia, dalla primaria fino alle superiori, presso i plessi scolastici e presso il Centro di Valorizzazione

Giovedì 20 dicembre – ore 18,00 – Concerto di Natale

Venerdì 21 dicembre – ore 10,00 – Auguri ai nuovi nati: presso Il Centro di Valorizzazione il Sindaco saluta i nuovi nati del 2018 e consegna le borse di studio.

Giovedì 27 dicembre – ore 17,00 – Note di Natale:

Concerto dei giovani musicisti della Scuola di Musica del Complesso Bandistico “Città di Norcia”, presso il Centro di Valorizzazione.

Domenica 30 dicembre – ore 18 – In…canto di Natale: Concerto di Natale del Coro “San Benedetto – Città di Norcia”, presso il Centro di Valorizzazione.

Venerdì 4 gennaio 2019 – ore 21,00 – Terra Emotus Animae: spettacolo teatrale a cura di Maria Anna Stella, presso il Centro di Valorizzazione.

Domenica 6 gennaio – ore 15,30 – Arriva la Befana: in Piazza San Benedetto dolci e giochi per tutti.

Sabato 12 gennaio ore 21 e domenica 14 gennaio ore 17 – Nemici come prima: Spettacolo teatrale a cura de Li Niputi de Vespasia.

 

Capodanno a Norcia: benvenuto 2019

Il Capodanno di Norcia, che l’anno scorso ha radunato tantissime persone, avrà inizio nei ristoranti e nei locali della nostra città, che offriranno cenoni adatti a tutti i gusti, perfetti per assaggiare le bontà del nostro territorio, a partire dal tartufo nero pregiato e dalla lenticchia di Castelluccio (che a fine anno non può mancare), passando per il fantastico prosciutto crudo.

Poi ci si sposterà in piazza San Benedetto, per aspettare tutti insieme la mezzanotte, brindando, degustando dolci e ballando sulle note dell’Orchestra Spettacolo Susanna. Saluteremo il 2019 con un incredibile spettacolo di fuochi di artificio, poi tutti al Centro di Valorizzazione per la grande tombolata di Capodanno.

Se l’orto rende l’uomo vivo

La ricostruzione post sismica può passare anche dalla cura degli orti? Sembra strano ma in realtà è così. L’orto è una terapia, come spiega in questo articolo la Dottoressa Alessia Brignardello (che abbiamo già intervistato qui), esperta in Progettazione paesistica e ambientale e Vicepresidente AIAPP LAMS.

L’orto rende l’uomo vivo

Il proverbio dice “l’orto vuole l’uomo morto” per intendere che la cura di un orto richiede molto lavoro e molta fatica. Ed è vero, ma è vero anche che dà molta soddisfazione perché ci permette di avere verdura e frutta fresca, magari anche biologica perché non usiamo agrofarmaci e la consapevolezza di aver inquinato di meno perché è a kilometro zero non essendo stata trasportata da altre parti del Paese e a volte del Mondo (vedi limoni, susine, pere che arrivano nei nostri supermercati dal Sudamerica o dalla California….).

Ma ciò che offre la cura di un orto è molto di più, perché scopriamo che siamo in grado di far crescere la vita, di curarla e di ricavare dal nostro lavoro cose belle e buone: è una terapia che ci permette di uscire dalle stanze buie in cui, nel corso della nostra vita, ci troviamo a passare e dalle quali non sempre siamo in grado di uscire da soli.

Le cose che ci accadono non sempre dipendono da noi o dagli altri, a volte sì, ma a volte sono legate ad eventi molto più grandi di noi e devastanti e imprevedibili.

Il terremoto dell’Agosto-Ottobre 2016 che ha colpito l’Appennino Centrale ha devastato un territorio molto grande e imposto ai suoi abitanti un esodo forzato verso altri luoghi: stanze d’albergo o appartamenti nei quali vivere il proprio disagio, metabolizzare il dolore per la perdita della propria casa e a volte dei propri cari. E poi il ritorno: nelle SAE, casette di legno organizzate in villaggi temporanei, ciascuna con il suo giardinetto e degli spazi comuni da condividere e nei quali cercare di ripristinare il tessuto sociale, le relazioni umane, condividere una comune speranza di ripresa economica. Tempi lunghi, burocrazia, incertezza. E’ una stanza ancora buia, bisogna cercare di fare luce.

Come? Si sta organizzando una biblioteca diffusa perché i libri ed il loro scambio sono un modo per incontrarsi, parlarsi e riallacciare amicizie o crearne di nuove. Esattamente quello che avverrebbe con i semi e le piante: lo scambio e la condivisione di suggerimenti colturali ed esperienze consentirebbe di trasformare la cura dell’orto in una cura dell’anima. Gli anziani ed i bambini delle scuole, in un unico grande progetto, potrebbero insieme creare e curare sia orti che piccoli giardini. Così si potrebbero coltivare il futuro, valorizzare e tramandare le tradizioni del passato e trasformare, almeno in parte, un evento catastrofico come il terremoto, in una occasione di ricostruzione di un tessuto sociale ormai sfilacciato dallo spopolamento di questa area bellissima, ma marginale dell’Appennino.

 

La solitudine dei bambini digitali, che non sanno più usare le mani ma solo le dita sugli schermi e quella degli anziani, che non hanno altro da fare che sedersi anche loro davanti ad uno schermo potrebbero unirsi e trasformarsi in una grande opportunità: coltivare un orto ed un giardino, fare pace con la terra, quella terra che ha tremato forte, ma senza volerlo, e riaffondarvi le proprie radici per coltivare la speranza e la voglia di vivere.

Gli amici di Forlì: una preziosa solidarietà

Dal sisma del 30 ottobre 2016 ad oggi, le istituzioni, le associazioni ed i cittadini di Forlì hanno organizzato numerosi contributi di solidarietà per la città di Norcia e la sua popolazione. Obiettivo di questi eventi è far sentire ai nursini la vicinanza della città romagnola e aiutarli, con piccoli gesti, a ricominciare il loro percorso di vita. seguito Abbiamo scelto di raccogliere in questo articolo le principali iniziative di questi anni, che hanno reso, al di là delle distanze geografiche, Forlì un po’ più vicina a Norcia!

I quartieri di Villafranca e Cava – Romiti uniti per Norcia

A seguito del sisma, due quartieri del forlivese, Villafranca e Cava-Romiti, si sono uniti per la solidarietà ed il primo soccorso alle popolazioni colpite dal sisma.

Raccolta fondi e beni di prima necessità

Fin da subito è stata attivata una raccolta di fondi, beni, prodotti igienici e di  prima necessità, consegnati alla popolazione nursina dagli stessi forlivesi. Nell’ambito della stessa iniziativa sono stati effettuati due viaggi di solidarietà insieme all’Azienda Agricola F.lli Villa, che ha donato mangime per animali, fieno e reti metalliche ai contadini in difficoltà a causa dell’inagibilità dei capannoni e delle stalle. Un grande aiuto per il nostro bestiame!

La Befana viene con i Vigili del Fuoco

La solidarietà non si è fermata qui. In occasione dell’Epifania 2018, i quartieri della Zona Nord di Forlì, l’Assessore Raoul Mosconi e il Sindaco Davide Drei hanno organizzato in Piazza Saffi, una bellissima Festa della Befana con raccolta fondi destinata alla realizzazione di un’area per attività scolastiche e sportive a Norcia.  Durante l’iniziativa è stata letta anche una lettera di ringraziamento del Sindaco della nostra cittadina,Nicola Alemanno, che ha voluto esprimere grande gratitudine ed affetto per l’iniziativa. L’evento ha raccolto 3.980,00€, consegnati al Comune di Norcia.

Sempre nel periodo natalizio, a Villafranca, in occasione dell’evento “La Befana viene con l’aereo, è stata effettuata un’altra piccola raccolta fondi di 300,00€, donati anche questi al Comune di Norcia.

 

Associazioni e cittadini.. più attivi che mai!

Non solo comitati di quartiere ed istituzioni, anche le associazioni e i privati cittadini hanno voluto dare il proprio contributo alla gara di solidarietà forlivese per Norcia.

1000 piantine aromatiche per le gustose carni nursine

La prima, profumata iniziativa ha visto la distribuzione di 1000 piantine di erbe aromatiche pronte per insaporire le nostre gustose carni.  La donazione è frutto di un gesto spontaneo della signora Mariangela Barbetta, cittadina di Forlì, e della collaborazione dei ragazzi della Pro Loco di Norcia e del Servizio Civile. Un grande successo, dato che le piantine sono andate letteralmente a ruba! La signora Barbetta, a settembre 2018, ha anche donato 40 pacchettini regalo contenente quaderni,colori, pennarelli ai bambini di prima elementare della scuola primaria “De Gasperi Battaglia” di Norcia.

Pesche nettarine dalla Romagna, un gesto davvero dolce!

La signora Barbetta ha ispirato anche altre realtà del forlivese. Grazie all’impegno dell’Associazione “Il Palazzone” di Villafranca due aziende agricole del posto, Azienda Agricola F.lli Villa e Azienda Agricola Franco Valgimigli, hanno donato 500 kg di pesche nettarine della Romagna ai residenti del Comune di Norcia. La distribuzione delle pesche  si è svolta il 24 Agosto 2018, con la collaborazione dei volontari della Pro Loco di Norcia. Valerio e Mariangela, organizzatori della donazione, hanno dichiarato: “con questa iniziativa vogliamo far sentire più vicino il territorio di Forlì a questa comunità così fortemente colpita dal terremoto. La speranza è che questo frutto colorato e carnoso possa essere considerato come un abbraccio affettuoso nei confronti della Comunità Norcina e dare speranza di tornare, nel breve periodo, ad una regolare quotidianità”.

1000 piadine romagnole per Norcia

L’Associazione “Il Palazzone” si è poi ripetuta a ottobre 2018, con la distribuzione di 1000 piadine romagnole.. In occasione dell’arrivo del “Pane della Romagna”, preparato dalla stessa associazione, è stato organizzato un viaggio di solidarietà con oltre 50 persone che hanno simbolicamente consegnato le piadine alla cittadinanza. La popolazione nursina è stata ben contenta di accogliere questa vivace e “gustosa” comitiva nel nostro territorio, gli amici forlivesi hanno potuto ammirare le bellezze della città e gli sforzi che si stanno facendo per tornare alla vita di sempre.

Giardini e ricostruzione, la nuova vita parte anche dalle aree verdi. Intervista con la Dottoressa Brignardello

La Dottoressa Alessia Brignardello, Botanica Paesaggista

Giardini e ricostruzione. Un binomio insolito, che può sembrare sciocco, ma che in realtà nasconde un grande potenziale. Le piante raccontano di una vita che non si arrende, neanche davanti al terremoto, che riparte tenace e ostinata. Ne abbiamo parlato con la Dottoressa Alessia Brignardello, botanico paesaggista, immaginando anche per Norcia un futuro che dia nuovo valore alle piante autoctone. L’intervista è realizzata dal Dottor Giordano Rossi, botanico naturalista.

Dottoressa Brignardello, lei è specializzata nella progettazione di giardini con basse esigenze idriche, e Vicepresidente AIAPP-LAMS: potrebbe spiegarci quale tipo di studi ha fatto per diventare botanico-paesaggista e qual’è il significato di questa sua scelta professionale?

Dopo la Laurea in Scienze Naturali, il Perfezionamento in “Progettazione paesistica e ambientale” (La Sapienza, Roma) ed il corso di “Impiantista e manutentore di parchi e giardini” (Scuola Agraria del Parco di Monza), ho iniziato ad occuparmi di verde pubblico e privato, cercando di realizzare giardini che potessero resistere al clima mediterraneo e alla manutenzione scarsa di solito garantita alle piante: le lunghe e calde estati mediterranee richiedevano accorgimenti ad hoc e così ho scoperto e praticato  il dry gardening.

Nel frattempo sono divenuta Socia AIAPP (Associazione Italiana Architettura del Paesaggio) e dallo scorso anno Vicepresidente della Sezione AIAPP- LAMS (Lazio Abruzzo Molise Sardegna).

Ho iniziato a tenere conferenze e seminari su questo argomento, allargando poi il discorso anche ad altri aspetti della progettazione sostenibile come la promozione della biodiversità, il riuso dei materiali, la possibilità di includere anziani, disabili e bambini nelle attività di giardinaggio e scoperta della natura.

Dottoressa, lei è anche presidente dell’associazione Giardinidisole, come è nata e quali obiettivi ha l’associazione?

L’associazione Giardinidisole nasce nel 2012 e ha come obiettivo quello di avvicinare i bambini alla natura attraverso il gioco, il divertimento, l’esperienza sensoriale. Abbiamo realizzato attività di “assaggio” della frutta, parkour con materiali di recupero, riconoscimento erbe commestibili, quasi sempre all’aria aperta, ma a volte anche a scuola, portando la Natura in classe, come ad esempio con il Laboratorio “3F: foglie fiori frutti”, la realizzazione del compost, la scoperta del mondo delle api, e della collaborazione piante-animali nell’impollinazione.

Vorremmo allontanare il più possibile i bambini da tablet, pc, telefoni e schermi di vario genere per farli tornare a vivere la vita reale piuttosto che quella virtuale, una vita 3D!

Giardinidisole vuole anche promuovere la cultura del verde sostenibile. Siamo partiti dalla gestione della risorsa acqua, perché come dice Gilles Clément “ L’acqua non appartiene all’uomo, ma al Pianeta” e quindi abbiamo pensato che fare dei giardini a basso consumo idrico sia una cosa estremamente importante.

Vari studi scientifici ci dicono che le falde acquifere, in alcune zone del Pianeta tra cui l’Italia, si stanno esaurendo a causa del riscaldamento globale e quindi è arrivato il momento di progettare giardini a basso consumo idrico. Non sprecare acqua significa usarne di meno (aspetto quantitativo) e non inquinarla (aspetto qualitativo: se inquinata, l’acqua non è utilizzabile e dunque persa in ogni caso).

In altri Paesi del mondo a clima mediterraneo come il nostro, i dry gardens, ovvero i giardini asciutti, sono una realtà già da molti anni ed esiste una vasta letteratura sull’argomento con esempi di giardini e parchi molto belli, criteri progettuali, elenchi di piante e tecniche di manutenzione ad hoc.

Giardinidisole oltre ad essere un’associazione con scopi sociali, è anche un luogo concreto?

Certo!  “Giardinidisole” sta realizzando un giardino asciutto, in cui si coltivano piante mediterranee autoctone ed esotiche a basso fabbisogno idrico che “educhiamo” a ricevere acqua ad intervalli di tempo più lunghi, esattamente come accade in ambiente mediterraneo. Stiamo osservando come crescono e a breve inviteremo anche paesaggisti, tecnici comunali e cittadini interessati a visitare il giardino per conoscere da vicino piante e tecniche salva-acqua.

La maggior parte di noi innaffia più del necessario, ma in realtà la pianta può essere educata ad allungare le radici e quindi a cercare e trovare l’acqua in profondità. Piante allevate in questo modo diventano più resistenti alla siccità: allungando  i tempi tra una irrigazione e la successiva, la pianta produce radici più lunghe e diventa così più resistente allo stress idrico e capace di fronteggiare il cambiamento climatico.

Quindi è importante unire non solo l’aspetto economico e di rispetto dell’ambiente, ma anche quello sociale di educazione ambientale?

Lavorare insieme per un comune obiettivo è un’esperienza molto importante perchè ci si muove all’aria aperta, si beneficia del contatto con la natura, si socializza in modo costruttivo, si vedono e si toccano i risultati del proprio lavoro: la progettazione partecipata e il coinvolgimento nella realizzazione e manutenzione di uno spazio verde, sono attività che in futuro dovranno diffondersi sempre più.

Considerando poi che i fondi delle amministrazioni sono sempre più scarsi, il volontariato diventa importante anche sotto l’aspetto economico, oltre che sociale.

Progettare, impiantare e curare un parco o un giardino secondo lei è solamente un modo di agire o anche un modo di pensare il parco o il giardino?

Quando ho iniziato a svolgere questa professione, progettavo, realizzavo e davo indicazioni sulla manutenzione, limitandomi agli aspetti tecnici. Ora invece ho capito che, specialmente lavorando nel pubblico, la progettazione di un giardino o di un parco ha importanti implicazioni sociali e per questo richiede un continuo confronto tra diverse figure professionali (architetti, agronomi, paesaggisti, botanici ). Bisogna anche coinvolgere la comunità, e ascoltarne i desiderata. La progettazione e manutenzione partecipata hanno un risvolto sociale importantissimo, le persone anziane, ma anche i bambini, spesso vivono una grande solitudine, che solo lavorando assieme può essere “debellata”.

Oggi ci troviamo a Visso che è una zona terremotata, io personalmente vengo da Norcia sempre in zona terremotata, uno dei tanti suoi progetti ha interessato il restyling di un terrazzo a l’Aquila, proprio nel periodo post-terremoto. Che tipo di esperienza è stata quella e cosa consiglierebbe ai privati e alle amministrazioni che attualmente si trovano ad affrontare questa situazione?

Restaurare quel giardino è stata una grandissima

Il terrazzo de L’Aquila prima dell’intervento di restyling

emozione! Era un giardino pensile di un palazzo che ha resistito al sisma: abbandonato da almeno 3 anni, quando ho iniziato a fare i rilievi,  intorno c’erano solo palazzi fatiscenti. L’emozione era legata al fatto che stavamo riportando la natura in città ovvero la vita!

Piantare fiori significa tornare a vivere, indica che le persone riconquistano il loro territorio, si rappacificano con la terra che li ha “traditi”: quando davanti alle SAE vedo giardinetti che traboccano di fiori, o ai davanzali delle case che hanno resistito si affacciano gerani e petunie, ho la certezza che c’è di nuovo vita e quindi speranza!

Ma oltre ai fiori che il cittadino pianta spontaneamente, questi nuovi villaggi hanno bisogno di spazi verdi realizzati come si deve, in cui la progettazione/realizzazione sia partecipata e al contempo affidata a chi le piante le conosce davvero e soprattutto a chi conosce la flora spontanea dell’Appennino. Sia Visso che Norcia hanno la fortuna di trovarsi in una zona bellissima e protetta, in un paesaggio montuoso unico al mondo e per questo meta di turismo internazionale.

Se in mezzo alle SAE continueremo a piantare siepi di lauroceraso e alberi di prunus a foglia rossa o di ippocastano, invece delle specie della nostra bellissima flora, danneggeremo il paesaggio perchè non permetteremo a queste nuovi insediamenti di armonizzarsi con il contesto.

La terrazza de L’Aquila dopo l’intervento di restyling

Lei in concreto quindi cosa vorrebbe proporre?

Per poter piantare le specie autoctone, cioè spontanee, propongo di creare una filiera virtuosa del verde che inizi con la raccolta dei semi di alberi, arbusti ed erbacee che crescono spontanei nel Parco dei Monti Sibillini; le plantule ottenute vengono poi donate ai bambini delle scuole primarie che, dopo aver progettato insieme ad un esperto e magari anche a genitori e nonni, i “loro” spazi verdi, il 21 Novembre (giornata nazionale dell’albero) le mettono a dimora negli spazi sia comuni che privati dei villaggi SAE; la manutenzione viene poi affidata a chi abita lì e ha la possibilità di curare le piante e di godere della loro fogliatura, fioritura, profumo e ombra estiva.

Nel meraviglioso Giardino della Flora Appenninica di Capracotta (Orto botanico di Capracotta con cui la dottoressa collabora, ndr) crescono già molte delle piante che potrebbero trovare un posto al sole qui nel cratere sismico: mi auguro che l’Ente Parco si attivi al più presto per avviare una collaborazione in modo che a Settembre, con la riapertura delle scuole, questa filiera possa concretizzarsi. Servirà l’aiuto dei Carabinieri Forestali e dei vivai forestali regionali, ma si potrebbe pensare anche a cooperative di giovani che abbiano voglia di mettersi in gioco e di lavorare per e nel territorio.

Norcia sappiamo tutti che è conosciuta per il tartufo nero pregiato e il prosciutto crudo I.G.P, e se fosse conosciuta anche per un evento riguardante il verde naturale?

Mi sembra un’idea bellissima, però non dovrebbe essere il solito flower show, perché ce ne sono già tanti, potrebbe avere un obiettivo diverso, ad esempio radunare i vivaisti che producono piante autoctone e far capire a visitatori, progettisti e amministrazioni che una nuova filiera di produzione e utilizzo di piante autoctone è auspicabile e possibile! In Lombardia già esiste da tempo un vivaio che produce piante a partire dai semi raccolti nella zona.

L’evento potrebbe poi far conoscere e promuovere tante altre attività compatibili con le finalità del Parco, per invitare i giovani a venire a vivere e lavorare qui: il turismo sostenibile con tutto il suo indotto e molti altri nuovi lavori permetterebbero di rallentare lo spopolamento dell’Appennino, garantirebbero la tutela dell’ambiente e quindi del paesaggio e promuoverebbero la ricostruzione, non solo delle case e dei paesi, ma anche del tessuto sociale ed economico.

E’ necessario che le istituzioni lavorino in sinergia per trasformare un problema (la ricostruzione nel cratere sismico) in una opportunità, ovvero fare di più e di meglio rispetto al passato per riportare l’Appennino ad essere il cuore verde e pulsante di vita del nostro Paese.

Marco Masini a Norcia

Marco Masini in concerto a Norcia: informazioni e biglietti

Dieci giorni dopo il concerto evento del Maestro Riccardo Muti, Norcia torna ad ospitare un appuntamento musicale di primo piano. A prendersi la scena, questa volta, è il cantautorato pop di Marco Masini, uno dei grandi nomi del panorama italiano. Quando ci sarà il concerto? Quanto costano i biglietti? Come è possibile averli? Tutte le risposte le trovate qui sotto.

Marco Masini in concerto a Norcia: dove e quando

Norcia sarà una delle tappe speciali del tour estivo 2018 di Marco Masini. Il celebre cantautore farà tappa nella nostra cittadina mercoledì 15 agosto, alle ore 21,30. L’evento sarà ospitato nella cornice speciale e suggestiva di piazza San Benedetto, luogo simbolo del terremoto del 2016 ma soprattutto della ricostruzione. Il concerto sarà gratuito ma a numero chiuso, per motivi di pubblica sicurezza.

Biglietti e informazioni sull’accesso alla piazza

Per decisione del comune di Norcia, non sono previsti biglietti e non è possibile prenotare il posto. A partire dalle ore 19 del 15 agosto verrà consentito l’accesso alla piazza, fino ad esaurimento della capienza (2000 posti). L’accesso sarà gestito dalle autorità di pubblica sicurezza

Scopri tutto il programma dell’Estate Nursina