Tutte le novità e gli eventi di Norcia, per chi ci vive e per i turisti. Alcuni appuntamenti tradizionali sono imperdibili: i Faoni del 9 dicembre, la Sagra del Tartufo, Pasqua e Pasquetta e poi il ricco calendario dell’Estate Nursina.

Carnevale 2019 a Norcia

Carnevale a Norcia: le tradizioni, i dolci tipici e il programma completo degli eventi

Venerdi maccaronaio e sabato scocciarjèju erano gli appuntamenti tradizionali del Carnevale di Norcia. Eventi da vivere in piazza, tutti insieme, mangiando quintali di surici melati, i dolci tipici preparati per l’occasione dalle mamme e dalle nonne. Oggi la Pro Loco di Norcia cerca di far rivivere quello spirito, con tanti eventi per tutte le età.

Le tradizioni del Carnevale nursino

Originariamente, i due appuntamenti tradizionali del Carnevale a Norcia, concentrati nella settimana grassa, erano il venerdi maccaronaio e il sabato scocciarjèju. Due feste di piazza che radunavano tutta la cittadinanza, in un turbinio di colori, grida, risate e musica. Due appuntamenti che purtroppo oggi si sono persi e rimangono vivi solo nei ricordi dei nonni. Vediamo meglio di cosa si trattava.

Carnevale a Norcia - sfilata

Venerdi maccaronaio. Una vera e propria sfida “virile”, che chiamava in causa tutti gli uomini di Norcia. Ragazzi e adulti, radunati in piazza, si davano battaglia a suon di spaghetti (o maccaroni). Una gara a chi ne mangiava di più e più velocemente. Intorno la folla li incitava e li derideva, creando una bolgia festosa.

Sabato scocciarjèju. Il vero spirito del Carnevale, fatto di scherzi e di goliardia, era incarnato perfettamente da questa giornata di giochi all’aria aperta. Protagonista della festa era il gioco della pignatta. Dentro recipienti di coccio, appesi ad un filo come panni stesi, venivano nascosti dolci e caramelle ma anche farina, uova, terra, addirittura dei topolini. Gli ignari giocatori, bendati e armati di bastone, dovevano rompere questi recipienti e sperare di trovare un premio e non una penitenza.

A partire dagli anni ’80, a questi due appuntamenti della tradizione,si è aggiunta una meravigliosa sfilata di carri, organizzata per la domenica grassa. Un’iniziativa che, agli inizi degli anni ’90, ha raggiunto il suo massimo splendore, con opere d’arte enormi e spettacolari che sfilavano lungo il corso e la piazza.

Scopri la storia di Norcia

I dolci tipici del Carnevale di Norcia: i surici melati

In occasione del Carnevale, la tavola delle famiglie nursine si riempie, come in tutta Italia, di tantissime bontà. Da queste parti, il dolce tipico di questa festa sono i surici melati, che tradotto dal nursino all’italiano suona più o meno come “topolini al miele”. Niente di disgustoso, però. Anzi, una volta iniziato a mangiarli è quasi impossibile smettere.

I surici sono delle palline di pasta dolce, fritte e cosparse di miele a caldo. Si servono all’interno di recipienti profondi, da cui deono essere pescate con un bastoncino. Il miele che le ricopre, scivolando, crea dei filamenti che sembrano codine di topo. Da qui il nome di surici melati. Una variante più colorata può essere fatta utilizzando l’alchermes, che li rende rossastri.

Accanto ai surici melati, le donne nursine preparano anche grandi quantità di frappe, castagnole e ravioli dolci ripieni di ricotta. Tutti dolci caratteristici dell’Umbria. Per chi ama il salato, invece, molto buone e tipiche della zona sono le ciambelle di patate.

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Carnevale 2019 a Norcia, il programma completo degli eventi

Il programma di seguito indicato è a cura di Maria Anna Stella e Angela Testa. Con la collaborazione della Proloco Norcia, della Scuola di Ballo Marco&Tamara, l’Associazione Kora e i Corpi Europei di Solidarietà.

Martedì 5 marzo 2019

Ore 15,30 – Porta Romana

Raduno delle maschere per la Grande Sfilata, che attraverserà la città, accompagnata dal Complesso Bandistico Città di Norcia, deliziando il pubblico con scenette divertenti.

Ore 18,00 – Centro di Valorizzazione

Giochi, musica, animazione e tanto divertimento a cura della scuola di ballo Marco&Tamara. Ingresso libero e buffet condiviso: ognuno porta qualcosa!

Ore 20,30 – Centro di Valorizzazione

Grande veglione di Carnevale con giochi, divertimento, musica e cibo. Ingresso libero e buffet a cura di…tutti!

 

*Per l’occasione la Proloco curerà un servizio navetta tra le aree SAE e il Centro di Valorizzazione. All’andata sono previsti due passaggi, tra le 14,30 e le 15,15. Il ritorno, invece, è in programma per le 19,30.

“Nemici come prima”, il nuovo spettacolo dialettale de Li Niputi de Vespasia

Dopo il grande successo fatto registrare quest’estate, torna il teatro dialettale nursino con uno spettacolo della compagnia “Li Niputi de Vespasia”. Ad ospitarlo, la nuova location della stagione teatrale di Norcia per il 2019: il Centro di Valorizzazione. Una spazio di creatività a pochi passi da piazza San Benedetto, per riprendere sempre di più contatto con la normalità 

Il teatro dialettale di Norcia torna in scena

L’appuntamento è per domenica 20 gennaio, con il primo spettacolo previsto per le ore 17 e la replica in programma alle ore 20. Entrambe nella location del Centro di Valorizzazione. Ad andare in scena sarà la compagnia nursina “Li niputi d Vespasia”, formata solo ed esclusivamente da nursini doc. Gli attori dilettanti propongono gustosissimi e divertentissimi sketch in dialetto nursino, capaci di strappare un sorriso ma anche di far riflettere. Lo spettacolo proposto in questo inizio di 2019 è “Nemici come prima”, di Gianni Clementi, per la regia di Graziano Sirci.

Per le prenotazioni è possibile contattare Elvira Terenzi al 3425237180

Teatro Civico Norcia

Torna il Teatro di Norcia, il programma completo degli spettacoli

In attesa che venga reso nuovamente agibile lo storico edificio di Piazza del Teatro, nel centro storico, la stagione teatrale quest’anno si svolgerà all’interno del Centro di Valorizzazione Norcia. Nel cartellone nomi importanti come Giobbe Covatta, Ugo Dighero, Flavio Bucci, Edoardo Leo, Tullio Solenghi. Un modo per mantenere viva la tradizione teatrale della nostra cittadina con spettacoli di qualità.

Nuova sede, stessa passione: torna a vivere il Teatro di Norcia

L’attività del teatro di Norcia si è interrotta quasi due anni fa, all’inizio dell’estate 2016. La promessa, come tutti gli anni, era quella di tornare a ottobre. Ma non fu così. Ad impedirlo fu il terremoto, con tutto quello che ne conseguì e che tutti conoscono bene. Dalla scossa del 30 ottobre 2016, il Teatro Civico di Norcia è inagibile. Le compagnie locali, inq in questi mesi, si sono esibite su palchi improvvisati, mantenendo comunque intatto il loro entusiasmo. Nessun grande nome, però, è tornato a calcare le scene nella nostra bella cittadina.

Dallo scorso anno, invece, la stagione teatrale è ripresa a pieno ritmo presso la tensostruttura del Teatro Comunale Europa. 6 nomi di richiamo hanno animato il palco nursino: Luca Barbareschi, Edoardo Sylos Labini, Michele Placido, Giorgio Pasotti, Syria e Giusy Versace. Anche per il 2019 l’offerta teatrale non sarà da meno, con 7 spettacoli che prenderanno vita nella nuova location del Centro di Valorizzazione Norcia, adiacente a Piazza San Benedetto, dietro la Castellina.

Scopri tutto ciò che c’è da fare e da vedere a Norcia!

La stagione teatrale 2019: 7 appuntamenti da non perdere

Un calendario di 7 spettacoli da gennaio a giugno. La stagione di prosa di Norcia propone diversi volti noti della scena nazionale, appuntamenti da non perdere per la nostra cittadina.

Ecco il programma completo:

16 gennaio – Giobbe Covatta in “La Divina Commediola” – Reading dell’Inferno tratto dalla Divina Commedia di Ciro Alighieri

8 febbraio – Flavio Bucci in “E pensare che ero partito così bene…” di Flavio Bucci e Marco Mattolini, con la partecipazione di Gloria Pomardi.

Marzo/aprile/maggio – “I faccia a faccia” – interviste a Povia, Giusy Versace, Alessandro Meluzzi, Vittorio Sgarbi

6 marzo – “Syria, perché non canti più…” – concerto spettacolo per Gabriella Ferri ideato da Pino Strabioli e Cecilia Syria Cipressi con la supervisione di Seva, figlio di Gabriella.

13 aprile – Edoardo Leo in “Ti racconto una storia” – Letture semiserie e tragicomiche

25 maggio – Ugo Dighero in “Platero y yo” – di Juan Ramon Jimenez, con Christian Lavernier

4 luglio – Tullio Solenghi in “Una serata pazzesca” – Tullio Solenghi legge Paolo Villaggio. Un progetto di Sergio Maifredi.

 

I prezzi del biglietto saranno uguali per tutti gli spettacoli: 15 euro intero, 10 euro ridotto.

Il botteghino del teatro è aperto due giorni prima dello spettacolo con oario 11-13 e 17-19. Tutte le informazioni possono essere richieste telefonicamente al numero 339 8938425 o via mail scrivendo a teatronorcia@gmail.com.

 

Luca BarbareschiLa stagione teatrale 2018: i magnifici 6

Un calendario breve ma carico di belle occasioni. Sei spettacoli con altrettanti “big” italiani, attori, cantanti, sportivi. Una stagione che avrà come filo rosso “parole, musica e poesia”. Ad illuminarla, sei artisti che, in omaggio a Norcia, hanno accettato di esibirsi riducendo al minimo il loro cachet. Un regalo che i nursini non dimenticheranno mai.

Ecco il programma completo:

7 marzo – Luca Barbareschi in “Fata Morgana: miraggio politico” – L’arte della retorica protagonista a teatro, con un excursus di grandi discorsi del XX secolo.

22 marzo – Edoardo Sylos Labini in “Un D’Annunzio segreto” – Dialogo malinconico e crepuscolare tra il poeta vate e la sua musa, Eleonora Duse.

7 aprile – Michele Placido in “Serata d’onore”

14 aprile – Giorgio Pasotti in “Forza, il meglio è passato…” – Un viaggio attraverso alcuni grandi nomi della letteratura e del teatro.

27 aprile – Syria in “Bellissime” – Teatro canzone dedicato ad alcune grandi interpeti dellla musica leggera italiana, come Mina, Vanoni, Bertè. Dalida.

Maggio (data da definire) – Giusy Versace in “Con la testa e con il cuore si va ovunque”

 

Se l’orto rende l’uomo vivo

La ricostruzione post sismica può passare anche dalla cura degli orti? Sembra strano ma in realtà è così. L’orto è una terapia, come spiega in questo articolo la Dottoressa Alessia Brignardello (che abbiamo già intervistato qui), esperta in Progettazione paesistica e ambientale e Vicepresidente AIAPP LAMS.

L’orto rende l’uomo vivo

Il proverbio dice “l’orto vuole l’uomo morto” per intendere che la cura di un orto richiede molto lavoro e molta fatica. Ed è vero, ma è vero anche che dà molta soddisfazione perché ci permette di avere verdura e frutta fresca, magari anche biologica perché non usiamo agrofarmaci e la consapevolezza di aver inquinato di meno perché è a kilometro zero non essendo stata trasportata da altre parti del Paese e a volte del Mondo (vedi limoni, susine, pere che arrivano nei nostri supermercati dal Sudamerica o dalla California….).

Ma ciò che offre la cura di un orto è molto di più, perché scopriamo che siamo in grado di far crescere la vita, di curarla e di ricavare dal nostro lavoro cose belle e buone: è una terapia che ci permette di uscire dalle stanze buie in cui, nel corso della nostra vita, ci troviamo a passare e dalle quali non sempre siamo in grado di uscire da soli.

Le cose che ci accadono non sempre dipendono da noi o dagli altri, a volte sì, ma a volte sono legate ad eventi molto più grandi di noi e devastanti e imprevedibili.

Il terremoto dell’Agosto-Ottobre 2016 che ha colpito l’Appennino Centrale ha devastato un territorio molto grande e imposto ai suoi abitanti un esodo forzato verso altri luoghi: stanze d’albergo o appartamenti nei quali vivere il proprio disagio, metabolizzare il dolore per la perdita della propria casa e a volte dei propri cari. E poi il ritorno: nelle SAE, casette di legno organizzate in villaggi temporanei, ciascuna con il suo giardinetto e degli spazi comuni da condividere e nei quali cercare di ripristinare il tessuto sociale, le relazioni umane, condividere una comune speranza di ripresa economica. Tempi lunghi, burocrazia, incertezza. E’ una stanza ancora buia, bisogna cercare di fare luce.

Come? Si sta organizzando una biblioteca diffusa perché i libri ed il loro scambio sono un modo per incontrarsi, parlarsi e riallacciare amicizie o crearne di nuove. Esattamente quello che avverrebbe con i semi e le piante: lo scambio e la condivisione di suggerimenti colturali ed esperienze consentirebbe di trasformare la cura dell’orto in una cura dell’anima. Gli anziani ed i bambini delle scuole, in un unico grande progetto, potrebbero insieme creare e curare sia orti che piccoli giardini. Così si potrebbero coltivare il futuro, valorizzare e tramandare le tradizioni del passato e trasformare, almeno in parte, un evento catastrofico come il terremoto, in una occasione di ricostruzione di un tessuto sociale ormai sfilacciato dallo spopolamento di questa area bellissima, ma marginale dell’Appennino.

 

La solitudine dei bambini digitali, che non sanno più usare le mani ma solo le dita sugli schermi e quella degli anziani, che non hanno altro da fare che sedersi anche loro davanti ad uno schermo potrebbero unirsi e trasformarsi in una grande opportunità: coltivare un orto ed un giardino, fare pace con la terra, quella terra che ha tremato forte, ma senza volerlo, e riaffondarvi le proprie radici per coltivare la speranza e la voglia di vivere.

Gli amici di Forlì: una preziosa solidarietà

Dal sisma del 30 ottobre 2016 ad oggi, le istituzioni, le associazioni ed i cittadini di Forlì hanno organizzato numerosi contributi di solidarietà per la città di Norcia e la sua popolazione. Obiettivo di questi eventi è far sentire ai nursini la vicinanza della città romagnola e aiutarli, con piccoli gesti, a ricominciare il loro percorso di vita. seguito Abbiamo scelto di raccogliere in questo articolo le principali iniziative di questi anni, che hanno reso, al di là delle distanze geografiche, Forlì un po’ più vicina a Norcia!

I quartieri di Villafranca e Cava – Romiti uniti per Norcia

A seguito del sisma, due quartieri del forlivese, Villafranca e Cava-Romiti, si sono uniti per la solidarietà ed il primo soccorso alle popolazioni colpite dal sisma.

Raccolta fondi e beni di prima necessità

Fin da subito è stata attivata una raccolta di fondi, beni, prodotti igienici e di  prima necessità, consegnati alla popolazione nursina dagli stessi forlivesi. Nell’ambito della stessa iniziativa sono stati effettuati due viaggi di solidarietà insieme all’Azienda Agricola F.lli Villa, che ha donato mangime per animali, fieno e reti metalliche ai contadini in difficoltà a causa dell’inagibilità dei capannoni e delle stalle. Un grande aiuto per il nostro bestiame!

La Befana viene con i Vigili del Fuoco

La solidarietà non si è fermata qui. In occasione dell’Epifania 2018, i quartieri della Zona Nord di Forlì, l’Assessore Raoul Mosconi e il Sindaco Davide Drei hanno organizzato in Piazza Saffi, una bellissima Festa della Befana con raccolta fondi destinata alla realizzazione di un’area per attività scolastiche e sportive a Norcia.  Durante l’iniziativa è stata letta anche una lettera di ringraziamento del Sindaco della nostra cittadina,Nicola Alemanno, che ha voluto esprimere grande gratitudine ed affetto per l’iniziativa. L’evento ha raccolto 3.980,00€, consegnati al Comune di Norcia.

Sempre nel periodo natalizio, a Villafranca, in occasione dell’evento “La Befana viene con l’aereo, è stata effettuata un’altra piccola raccolta fondi di 300,00€, donati anche questi al Comune di Norcia.

 

Associazioni e cittadini.. più attivi che mai!

Non solo comitati di quartiere ed istituzioni, anche le associazioni e i privati cittadini hanno voluto dare il proprio contributo alla gara di solidarietà forlivese per Norcia.

1000 piantine aromatiche per le gustose carni nursine

La prima, profumata iniziativa ha visto la distribuzione di 1000 piantine di erbe aromatiche pronte per insaporire le nostre gustose carni.  La donazione è frutto di un gesto spontaneo della signora Mariangela Barbetta, cittadina di Forlì, e della collaborazione dei ragazzi della Pro Loco di Norcia e del Servizio Civile. Un grande successo, dato che le piantine sono andate letteralmente a ruba! La signora Barbetta, a settembre 2018, ha anche donato 40 pacchettini regalo contenente quaderni,colori, pennarelli ai bambini di prima elementare della scuola primaria “De Gasperi Battaglia” di Norcia.

Pesche nettarine dalla Romagna, un gesto davvero dolce!

La signora Barbetta ha ispirato anche altre realtà del forlivese. Grazie all’impegno dell’Associazione “Il Palazzone” di Villafranca due aziende agricole del posto, Azienda Agricola F.lli Villa e Azienda Agricola Franco Valgimigli, hanno donato 500 kg di pesche nettarine della Romagna ai residenti del Comune di Norcia. La distribuzione delle pesche  si è svolta il 24 Agosto 2018, con la collaborazione dei volontari della Pro Loco di Norcia. Valerio e Mariangela, organizzatori della donazione, hanno dichiarato: “con questa iniziativa vogliamo far sentire più vicino il territorio di Forlì a questa comunità così fortemente colpita dal terremoto. La speranza è che questo frutto colorato e carnoso possa essere considerato come un abbraccio affettuoso nei confronti della Comunità Norcina e dare speranza di tornare, nel breve periodo, ad una regolare quotidianità”.

1000 piadine romagnole per Norcia

L’Associazione “Il Palazzone” si è poi ripetuta a ottobre 2018, con la distribuzione di 1000 piadine romagnole.. In occasione dell’arrivo del “Pane della Romagna”, preparato dalla stessa associazione, è stato organizzato un viaggio di solidarietà con oltre 50 persone che hanno simbolicamente consegnato le piadine alla cittadinanza. La popolazione nursina è stata ben contenta di accogliere questa vivace e “gustosa” comitiva nel nostro territorio, gli amici forlivesi hanno potuto ammirare le bellezze della città e gli sforzi che si stanno facendo per tornare alla vita di sempre.

Giardini e ricostruzione, la nuova vita parte anche dalle aree verdi. Intervista con la Dottoressa Brignardello

La Dottoressa Alessia Brignardello, Botanica Paesaggista

Giardini e ricostruzione. Un binomio insolito, che può sembrare sciocco, ma che in realtà nasconde un grande potenziale. Le piante raccontano di una vita che non si arrende, neanche davanti al terremoto, che riparte tenace e ostinata. Ne abbiamo parlato con la Dottoressa Alessia Brignardello, botanico paesaggista, immaginando anche per Norcia un futuro che dia nuovo valore alle piante autoctone. L’intervista è realizzata dal Dottor Giordano Rossi, botanico naturalista.

Dottoressa Brignardello, lei è specializzata nella progettazione di giardini con basse esigenze idriche, e Vicepresidente AIAPP-LAMS: potrebbe spiegarci quale tipo di studi ha fatto per diventare botanico-paesaggista e qual’è il significato di questa sua scelta professionale?

Dopo la Laurea in Scienze Naturali, il Perfezionamento in “Progettazione paesistica e ambientale” (La Sapienza, Roma) ed il corso di “Impiantista e manutentore di parchi e giardini” (Scuola Agraria del Parco di Monza), ho iniziato ad occuparmi di verde pubblico e privato, cercando di realizzare giardini che potessero resistere al clima mediterraneo e alla manutenzione scarsa di solito garantita alle piante: le lunghe e calde estati mediterranee richiedevano accorgimenti ad hoc e così ho scoperto e praticato  il dry gardening.

Nel frattempo sono divenuta Socia AIAPP (Associazione Italiana Architettura del Paesaggio) e dallo scorso anno Vicepresidente della Sezione AIAPP- LAMS (Lazio Abruzzo Molise Sardegna).

Ho iniziato a tenere conferenze e seminari su questo argomento, allargando poi il discorso anche ad altri aspetti della progettazione sostenibile come la promozione della biodiversità, il riuso dei materiali, la possibilità di includere anziani, disabili e bambini nelle attività di giardinaggio e scoperta della natura.

Dottoressa, lei è anche presidente dell’associazione Giardinidisole, come è nata e quali obiettivi ha l’associazione?

L’associazione Giardinidisole nasce nel 2012 e ha come obiettivo quello di avvicinare i bambini alla natura attraverso il gioco, il divertimento, l’esperienza sensoriale. Abbiamo realizzato attività di “assaggio” della frutta, parkour con materiali di recupero, riconoscimento erbe commestibili, quasi sempre all’aria aperta, ma a volte anche a scuola, portando la Natura in classe, come ad esempio con il Laboratorio “3F: foglie fiori frutti”, la realizzazione del compost, la scoperta del mondo delle api, e della collaborazione piante-animali nell’impollinazione.

Vorremmo allontanare il più possibile i bambini da tablet, pc, telefoni e schermi di vario genere per farli tornare a vivere la vita reale piuttosto che quella virtuale, una vita 3D!

Giardinidisole vuole anche promuovere la cultura del verde sostenibile. Siamo partiti dalla gestione della risorsa acqua, perché come dice Gilles Clément “ L’acqua non appartiene all’uomo, ma al Pianeta” e quindi abbiamo pensato che fare dei giardini a basso consumo idrico sia una cosa estremamente importante.

Vari studi scientifici ci dicono che le falde acquifere, in alcune zone del Pianeta tra cui l’Italia, si stanno esaurendo a causa del riscaldamento globale e quindi è arrivato il momento di progettare giardini a basso consumo idrico. Non sprecare acqua significa usarne di meno (aspetto quantitativo) e non inquinarla (aspetto qualitativo: se inquinata, l’acqua non è utilizzabile e dunque persa in ogni caso).

In altri Paesi del mondo a clima mediterraneo come il nostro, i dry gardens, ovvero i giardini asciutti, sono una realtà già da molti anni ed esiste una vasta letteratura sull’argomento con esempi di giardini e parchi molto belli, criteri progettuali, elenchi di piante e tecniche di manutenzione ad hoc.

Giardinidisole oltre ad essere un’associazione con scopi sociali, è anche un luogo concreto?

Certo!  “Giardinidisole” sta realizzando un giardino asciutto, in cui si coltivano piante mediterranee autoctone ed esotiche a basso fabbisogno idrico che “educhiamo” a ricevere acqua ad intervalli di tempo più lunghi, esattamente come accade in ambiente mediterraneo. Stiamo osservando come crescono e a breve inviteremo anche paesaggisti, tecnici comunali e cittadini interessati a visitare il giardino per conoscere da vicino piante e tecniche salva-acqua.

La maggior parte di noi innaffia più del necessario, ma in realtà la pianta può essere educata ad allungare le radici e quindi a cercare e trovare l’acqua in profondità. Piante allevate in questo modo diventano più resistenti alla siccità: allungando  i tempi tra una irrigazione e la successiva, la pianta produce radici più lunghe e diventa così più resistente allo stress idrico e capace di fronteggiare il cambiamento climatico.

Quindi è importante unire non solo l’aspetto economico e di rispetto dell’ambiente, ma anche quello sociale di educazione ambientale?

Lavorare insieme per un comune obiettivo è un’esperienza molto importante perchè ci si muove all’aria aperta, si beneficia del contatto con la natura, si socializza in modo costruttivo, si vedono e si toccano i risultati del proprio lavoro: la progettazione partecipata e il coinvolgimento nella realizzazione e manutenzione di uno spazio verde, sono attività che in futuro dovranno diffondersi sempre più.

Considerando poi che i fondi delle amministrazioni sono sempre più scarsi, il volontariato diventa importante anche sotto l’aspetto economico, oltre che sociale.

Progettare, impiantare e curare un parco o un giardino secondo lei è solamente un modo di agire o anche un modo di pensare il parco o il giardino?

Quando ho iniziato a svolgere questa professione, progettavo, realizzavo e davo indicazioni sulla manutenzione, limitandomi agli aspetti tecnici. Ora invece ho capito che, specialmente lavorando nel pubblico, la progettazione di un giardino o di un parco ha importanti implicazioni sociali e per questo richiede un continuo confronto tra diverse figure professionali (architetti, agronomi, paesaggisti, botanici ). Bisogna anche coinvolgere la comunità, e ascoltarne i desiderata. La progettazione e manutenzione partecipata hanno un risvolto sociale importantissimo, le persone anziane, ma anche i bambini, spesso vivono una grande solitudine, che solo lavorando assieme può essere “debellata”.

Oggi ci troviamo a Visso che è una zona terremotata, io personalmente vengo da Norcia sempre in zona terremotata, uno dei tanti suoi progetti ha interessato il restyling di un terrazzo a l’Aquila, proprio nel periodo post-terremoto. Che tipo di esperienza è stata quella e cosa consiglierebbe ai privati e alle amministrazioni che attualmente si trovano ad affrontare questa situazione?

Restaurare quel giardino è stata una grandissima

Il terrazzo de L’Aquila prima dell’intervento di restyling

emozione! Era un giardino pensile di un palazzo che ha resistito al sisma: abbandonato da almeno 3 anni, quando ho iniziato a fare i rilievi,  intorno c’erano solo palazzi fatiscenti. L’emozione era legata al fatto che stavamo riportando la natura in città ovvero la vita!

Piantare fiori significa tornare a vivere, indica che le persone riconquistano il loro territorio, si rappacificano con la terra che li ha “traditi”: quando davanti alle SAE vedo giardinetti che traboccano di fiori, o ai davanzali delle case che hanno resistito si affacciano gerani e petunie, ho la certezza che c’è di nuovo vita e quindi speranza!

Ma oltre ai fiori che il cittadino pianta spontaneamente, questi nuovi villaggi hanno bisogno di spazi verdi realizzati come si deve, in cui la progettazione/realizzazione sia partecipata e al contempo affidata a chi le piante le conosce davvero e soprattutto a chi conosce la flora spontanea dell’Appennino. Sia Visso che Norcia hanno la fortuna di trovarsi in una zona bellissima e protetta, in un paesaggio montuoso unico al mondo e per questo meta di turismo internazionale.

Se in mezzo alle SAE continueremo a piantare siepi di lauroceraso e alberi di prunus a foglia rossa o di ippocastano, invece delle specie della nostra bellissima flora, danneggeremo il paesaggio perchè non permetteremo a queste nuovi insediamenti di armonizzarsi con il contesto.

La terrazza de L’Aquila dopo l’intervento di restyling

Lei in concreto quindi cosa vorrebbe proporre?

Per poter piantare le specie autoctone, cioè spontanee, propongo di creare una filiera virtuosa del verde che inizi con la raccolta dei semi di alberi, arbusti ed erbacee che crescono spontanei nel Parco dei Monti Sibillini; le plantule ottenute vengono poi donate ai bambini delle scuole primarie che, dopo aver progettato insieme ad un esperto e magari anche a genitori e nonni, i “loro” spazi verdi, il 21 Novembre (giornata nazionale dell’albero) le mettono a dimora negli spazi sia comuni che privati dei villaggi SAE; la manutenzione viene poi affidata a chi abita lì e ha la possibilità di curare le piante e di godere della loro fogliatura, fioritura, profumo e ombra estiva.

Nel meraviglioso Giardino della Flora Appenninica di Capracotta (Orto botanico di Capracotta con cui la dottoressa collabora, ndr) crescono già molte delle piante che potrebbero trovare un posto al sole qui nel cratere sismico: mi auguro che l’Ente Parco si attivi al più presto per avviare una collaborazione in modo che a Settembre, con la riapertura delle scuole, questa filiera possa concretizzarsi. Servirà l’aiuto dei Carabinieri Forestali e dei vivai forestali regionali, ma si potrebbe pensare anche a cooperative di giovani che abbiano voglia di mettersi in gioco e di lavorare per e nel territorio.

Norcia sappiamo tutti che è conosciuta per il tartufo nero pregiato e il prosciutto crudo I.G.P, e se fosse conosciuta anche per un evento riguardante il verde naturale?

Mi sembra un’idea bellissima, però non dovrebbe essere il solito flower show, perché ce ne sono già tanti, potrebbe avere un obiettivo diverso, ad esempio radunare i vivaisti che producono piante autoctone e far capire a visitatori, progettisti e amministrazioni che una nuova filiera di produzione e utilizzo di piante autoctone è auspicabile e possibile! In Lombardia già esiste da tempo un vivaio che produce piante a partire dai semi raccolti nella zona.

L’evento potrebbe poi far conoscere e promuovere tante altre attività compatibili con le finalità del Parco, per invitare i giovani a venire a vivere e lavorare qui: il turismo sostenibile con tutto il suo indotto e molti altri nuovi lavori permetterebbero di rallentare lo spopolamento dell’Appennino, garantirebbero la tutela dell’ambiente e quindi del paesaggio e promuoverebbero la ricostruzione, non solo delle case e dei paesi, ma anche del tessuto sociale ed economico.

E’ necessario che le istituzioni lavorino in sinergia per trasformare un problema (la ricostruzione nel cratere sismico) in una opportunità, ovvero fare di più e di meglio rispetto al passato per riportare l’Appennino ad essere il cuore verde e pulsante di vita del nostro Paese.

Marco Masini a Norcia

Marco Masini in concerto a Norcia: informazioni e biglietti

Dieci giorni dopo il concerto evento del Maestro Riccardo Muti, Norcia torna ad ospitare un appuntamento musicale di primo piano. A prendersi la scena, questa volta, è il cantautorato pop di Marco Masini, uno dei grandi nomi del panorama italiano. Quando ci sarà il concerto? Quanto costano i biglietti? Come è possibile averli? Tutte le risposte le trovate qui sotto.

Marco Masini in concerto a Norcia: dove e quando

Norcia sarà una delle tappe speciali del tour estivo 2018 di Marco Masini. Il celebre cantautore farà tappa nella nostra cittadina mercoledì 15 agosto, alle ore 21,30. L’evento sarà ospitato nella cornice speciale e suggestiva di piazza San Benedetto, luogo simbolo del terremoto del 2016 ma soprattutto della ricostruzione. Il concerto sarà gratuito ma a numero chiuso, per motivi di pubblica sicurezza.

Biglietti e informazioni sull’accesso alla piazza

Per decisione del comune di Norcia, non sono previsti biglietti e non è possibile prenotare il posto. A partire dalle ore 19 del 15 agosto verrà consentito l’accesso alla piazza, fino ad esaurimento della capienza (2000 posti). L’accesso sarà gestito dalle autorità di pubblica sicurezza

Scopri tutto il programma dell’Estate Nursina

 

Riccardo Muti in concerto a Norcia

Un evento unico, un omaggio emozionante, un appuntamento imperdibile. Il Maestro Riccardo Muti regala a Norcia un concerto di musica sinfonica dal valore unico, dirigendo l’Orchestra Giovanile ‘Luigi Cherubini’ e il Coro Costanzo Porta, il 4 agosto in Piazza San Benedetto.

Riccardo Muti omaggia Norcia

Il 4 agosto, alle ore 21, 30Riccardo Muti, Direttore d’Orchestra tra i più apprezzati al mondo, si esibirà nel cuore di Norcia, quella piazza San Benedetto divenuta il simbolo del terremoto dell’ottobre 2016.

Un concerto in cui il Maestro dirigerà l’Orchestra Giovanile ‘Luigi Cherubini’ e il Coro Costanzo Porta, che eseguiranno brani tratti dal Macbeth di Giuseppe Verdi. Uno spettacolo unico a cui potranno assistere circa 1500 persone, gratuitamente.
Il Sindaco di Norcia, Nicola Alemanno, lo ha definito “un momento che passerà alla storia, grazie alla sensibilità dimostrata dal maestro Riccardo Muti che sin da subito si è reso disponibile ad eseguire un concerto nella nostra piazza”.

Il concerto è promosso dall’Associazione “Omaggio all’Umbria” e patrocinato dalla Presidenza della Repubblica, dal Senato, dalla Camera dei Deputati, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Ministero dei Beni Culturali, oltre che dalla Regione Umbria, dal Comune di Norcia, dall’ Unicef e da Rai1.

Vuoi visitare Norcia? Leggi la nostra guida

Come fare per assistere al concerto di Riccardo Muti

Dal vivo

Per motivi di ordine pubblico, l’accesso alla piazza è stato limitato. Attualmente i biglietti non sono più disponibili. I circa 1500 tagliandi sono stati distribuiti gratuitamente ai cittadini di Norcia e, in piccola parte,messi a disposizione online, dove sono stati andati esauriti in 5 minuti.

In televisione

Il concerto verrà trasmesso in diretta su Rai5, a partire dalle ore 21 e replicato poi, in seconda serata, il 24 agosto.

Il programma completo degli eventi dell’Estate Nursina 2018

Piazza San Benedetto Norica

Giù le mani dalla Basilica! La rivogliamo come prima

A tutti i nursini,Piazza San Benedetto Norica

A tutti gli amici di Norcia,

A tutti coloro che hanno a cuore la vera ricostruzione della nostra città,

In questi giorni si è iniziato a discutere il futuro del nostro simbolo, la Basilica di San Benedetto, così fortemente danneggiato dal terremoto del 30 ottobre. Si è cominciato a parlare della sua ricostruzione. E  alcuni discorsi, alcune ipotesi che strisciano nell’ombra, non ci piacciono. Non ci piace sentir parlare di progetti strampalati, di acciaio, di modernità fine a se stessa, di “nuovismo” a  tutti i costi. Non ci piace chi non riconosce alla tradizione il suo posto nel cuore della popolazione.

Come Proloco, vogliamo dirlo fin da subito, forte e chiaro, ed unirci al grido dei cittadini di Norcia: la Basilica, deve essere ricostruita com’era e dove era. Deve tornare ciò che era, rispettando la volontà di tutti i nursini, passati, presenti e futuri.

Da secoli la Basilica è il nostro punto di riferimento, il nostro orgoglio, il fiore all’occhiello di una piazza ammirata da tutti. E’ davanti a lei che quel maledetto 30 ottobre ci siamo inginocchiati a pregare ed è li che vogliamo tornare a festeggiare il nostro santo patrono, e lì che vogliamo tornino a vivere i nuovamente monaci. E al grido per la salvaguardia della basilica uniamo quello per tutti gli altri siti storico-culturali che davano luce alla nostra città. Anche questi devono tornare come erano prima senza nessuna variazione di sorta. Noi non chiediamo niente di più di quello che a suo tempo è stato fatto per la basilica di S. Francesco di Assisi. Li non ci sembra siano state apportate variazioni di nessun tipo, si è ristrutturato e ricostruito così come era. Il valore inestimabile di un’opera  d’arte o di un sito storico culturale risiede nella storia che trasuda dalle sue forme o dalle sue mura che rappresentano secoli di vita quotidiana. Nessuno si può permettere, per quanto potente, di appropriarsi dello spirito di appartenenza di un popolo o di una comunità. La storia ci dice che quando qualcuno ci ha provato ne è stato profondamente scottato.

La Basilica è la  nostra storia, da sempre e dovrà esserlo per sempre. Abbiamo faticato, nei secoli, per mantenerla intatta, per proteggerla. Dopo ogni terremoto, dopo ogni danneggiamento, l’abbiamo restituita alla sua bellezza, senza mai intaccarne l’anima. E’ una questione di affetto, di rispetto, di fede. Una questione d’amore.

Oggi faremo tutto ciò che è in nostro potere per evitare qualsiasi tradimento di quello spirito, di quella dedizione. Controlleremo ogni movimento, peseremo ogni parola di chi ha responsabilità e potere. Scenderemo in piazza, se necessario. Norcia è di chi la vive, di chi la ama. Norcia non è terreno su cui esercitare le proprie ambizioni personali. Norcia non si tocca.

A tutti coloro che amano la nostra città chiediamo di unirsi a questa nostra lotta “preventiva”, di essere al nostro fianco, per poter continuare a venire a Norcia ed ammirarla nel suo splendore.

Qui trovate la nostra petizione per riavere le Basilica di San Benedetto così com’era. Firmate e fate firmare!

La Proloco di Norcia

 

Rassegna stampa dedicata alla petizione

Ansa: http://www.ansa.it/umbria/notizie/2018/04/24/pro-loco-basilica-norcia-come-prima_96eb8116-df84-466c-9ed4-a6c0a5791509.html

“Le tre Cucchine – Il segreto”. Il teatro in dialetto nursino arriva a Roma

Il 18 febbraio alle ore 18, la Compagnia Teatrale amatoriale “Li Niputi de Vespasia” vi aspetta  Roma, presso il Teatro Aurelio, per un divertentissimo spettacolo in dialetto nursino. Un’occasione unica per conoscere ancora meglio Norcia e la sua cultura e per sostenere le attività sociali della Pro Loco.

Li Niputi de Vespasia

Quando salgono sul palco sono una valanga di ilarità contagiosa ed ironia pungente che travolgono gli spettatori, dalla prima all’ultima fila. D’altronde, le attrici e gli attori della compagnia teatrale amatoriale “Li Niputi de Vespasia” sono nursini doc e quindi divertenti e taglienti al punto giusto. Il nome scelto dalla Compagnia è un omaggio ad una delle concittadine più illustri: Vespasia Polla, madre dell’imperatore romano Vespasiano, nata proprio a Norcia.

Il gruppo, nato nel marzo del 2016, è erede di una lunga tradizione di teatro dialettale che, nei decenni, ha prodotto commedie esilaranti ma soprattutto capaci di mantenere vivo e tramandare alle nuove generazioni un vernacolo altrimenti destinato all’oblio. Il dialetto è vita, è storia, è l’impronta di una comunità e di un territorio. Perderlo significa smarrire un pezzo fondamentale della propria identità. Un errore da non commettere. Ecco perchè l’operato di questi ragazzi, che ogni anno mettono in scena spettacoli in dialetto nursino, va sostenuto con forza.

Vuoi venire a visitare Norcia? Leggi la nostra guida completa!

I nursini a Roma

Tutti i romani, il prossimo 18 febbraio, avranno l’opportunità di assistere all’ultimo divertentissimo spettacolo de “Li Niputi de Vespasia”, che andranno in scena al Teatro Aurelio, in Largo San Pio V, 4. Una doppia commedia: “Le tre Cucchine” e “Il segreto”. Per chi non è di Norcia, una piccola spiegazione è d’oblbigo. Cucchina, in dialetto, è il diminutivo utilizzato per le donne che si chiamano Scolastica, nome molto diffuso dalle nostre parti in onore di Santa Scolastica, sorella di San Benedetto. Le tre Cucchine, quindi, sono tre “comari”, tre signore molto molto simpatiche e chiacchierone. Basta, non sveliamo oltre.

Vi aspettiamo numerosi il 18 febbraio. Gli spettacoli in programma sono due: ore 18 e ore 21. Il secondo, però, si terrà solo se verranno esauriti i posti del primo. L’ingresso è a offerta libera e tutto il ricavato, tolte le spese vive, sarà devoluto alla Pro Loco di Norcia e utilizzato perle attività sociali a favore della popolazione.

Non mancate!

Teatro in dialetto nursino