Ex ferrovia Spoleto-Norcia, dove la storia abbraccia la natura

La vecchia ferrovia Spoleto – Norcia è oggi un sentiero pedonale e ciclabile lungo 30 km..  Un magnifico itinerario nel cuore naturalistico dell’Umbria, inserito nella lista dei Beni Culturali italiani per il suo valore storico, paesaggistico e ambientale.  Un sentiero dove storia e natura si uniscono in un abbraccio senza eguali.

In treno da Spoleto a Norcia, la ferrovia alpina sugli Appennini

La ferrovia Spoleto-Norcia rappresentava un piccolo esempio di ferrovia alpina, poiché attraversava parte degli Appennini ed era caratterizzata dalla numerosa serie di gallerie e viadotti, resi necessari proprio dalla morfologia del territorio. Oggi è stata convertita e valorizzata in un meraviglioso percorso ciclabile, grazie alla bellezza del suo percorso e dei suoi paesaggi.

Il “Gottardo Umbro”, una storia lunga più di 40 anni

Il primo progetto di costruzione di una ferrovia che collegasse Spoleto con Norcia risale al 1909. Dopo varie modifiche, il progetto definitivo fu redatto dall’ingegnere svizzero Erwin Thomann, progettista della Ferrovia del Lötschberg. I lavori di costruzione iniziarono nel 1913, ma furono rallentati dagli effetti della Prima guerra mondiale:. L’inaugurazione della ferrovia Spoleto Norcia avvenne solo il 1º novembre del 1926.

I caratteri plano-altimetrici ne facevano un piccolo gioiello di ingegneria ferroviaria. Lungo i suoi 51 km totali vennero costruite 19 gallerie e 24 viadotti, considerati all’avanguardia da un punto di vista ingegneristico e architettonico. La pendenza è sempre molto ridotta e vari tratti sono elicoidali, simili a quelli che si trovano nelle ferrovie svizzere. All’epoca della sua costruzione, per le sue particolari caratteristiche, questa ferrovia era comunemente detta “il Gottardo Umbro”. Dopo una breve interruzione nel corso della Seconda Guerra Mondiale, la ferrovia restò attiva fino alla dismissione del 1968.

Norcia & Natura

In mountain bike lungo l’ex ferrovia, la riqualificazione

L’idea di convertire il dismesso tratto ferroviario in un percorso destinato al turismo risale ai primi anni 2000. Furono proposti studi circa la possibilità di trasformare il tracciato in un percorso dedicato al cicloturismo, come avvenuto in casi simili. Nel 2006 il comune di Spoleto iniziò l’opera di messa in sicurezza del tratto da Spoleto a Piedipaterno con trasformazione in percorso ciclopedonale, i cui primi 34 chilometri vennero inaugurati nel 2014.

A fine 2010 venne elaborato un progetto di recupero di tutti i fabbricati di servizio, come i magazzini e le stazioni, per recuperarli come quali ostelli, bar e case vacanze. Attualmente della vecchia linea restano poche ma significative tracce. Sono state asportate tutte le traversine ed i binari, ma molti caselli sono divenuti comodi parcheggi o info point per i turisti.

L’antica ferrovia Spoleto Norcia oggi, un itinerario mozzafiato per appassionati di Mtb

Un lungo tratto del tracciato originale della ferrovia è oggi percorribile grazie al  restauro che lo ha riportato a nuova vita e messo completamente in sicurezza. Un’emozione lunga più di 30 km tra natura e storia.

Il percorso, da fare a piedi o in Mountain Bike (Mtb)

Una volta i convogli impiegavano circa 2 ore per collegare Spoleto a Norcia, la città di San Benedetto, dell’arte gastronomica e del tartufo nero.

Scopri le meraviglie di Norcia

Oggi, un escursionista allenato può affrontare il percorso tranquillamente in 15 ore, dividendo l’itinerario in 2 tappe che non prevedono grosse difficoltà, tanto che l’accesso è consentito a tutti, comprese le famiglie con bambini. Le pendenze non superano il 4%, i viadotti aprono la vista a panorami spettacolari e i quasi 5 chilometri di gallerie fanno la gioia dei mountain bikers.

Si parte da Spoleto e si sale fino alla Caprareccia dove, dopo una galleria di 2 chilometri, si inizia a scendere: 7 chilometri di passeggiata portano a Sant’Anatolia di Narco, lasciandosi alle spalle la parte più impegnativa del percorso. A Sant’Anatolia di Narco è ancora visibile la stazione, e nel borgo successivo, Castel San Felice, sorge l’ abbazia dei santi Felice e Mauro, con la sua elegante facciata in stile romanico spoletino.

Passata la lunga galleria di Triponzo si scopre la suggestiva gola di Balza Tagliata, dove due massicci calcarei alti quasi 700 m si fronteggiano divisi dal fiume Corno. Sulla parete opposta a quella della via ferrata, c’è ancora l’antico sentiero di epoca preromana, scavato nella roccia viva, che fino al 1857 era l’unica via diretta verso Norcia. L’ultimo grande scenario è lo Stretto Biselli, che si palesa all’improvviso dopo aver attraversato il Corno su 6 ponti di ferro.

Tra storia e natura, un brivido da provare

Tra le pieghe rocciose degli Appennini, i verdi intensi dei boschi e l’azzurro limpido del fiume Nera, che costeggia il percorso fino a Cerreto di Spoleto, i panorami dell’ex ferrovia tolgono davvero il fiato. Ci sono itinerari per tutti i gusti: gli appassionati di rafting possono scivolare sulle acque del Nera, mentre chi fa trekking o pedala può esplorare una vecchia galleria abbandonata.

E i paesaggi non sono l’unica attrazione naturalistica del percorso. E’ frequente, infatti, imbattersi in diverse specie di animali che hanno ripopolato l’area dopo la dismissione della ferrovia. Tra questi, numerosi rapaci diurni che volano tra le rocce, come il Gheppio, piccolo falchetto, e la Poiana. Oppure, se siete particolarmente fortunati, potrete ammirare una coppia di Aquila Reale che ha il suo nido in una delle gole attraversate dalla strada ferrata. Anche il Lupo e il Gatto Selvatico europeo sono abitanti e predatori di questi luoghi incantati. Ma i veri protagonisti sono i pipistrelli, di cui sono presenti diverse specie tra cui il Miniottero, tutelata dalle direttive europee di biodiversità, che nel tunnel di Caprareccia conta circa 3.000 esemplari.

Norcia, cultura e tradizione

Ferrovia Spoleto Norcia, percorso agibile dopo il terremoto +++ In aggiornamento +++

Il sisma del 2016 ha gravemente compromesso anche parte del tracciato della ciclabile nata sulla tratta del ex ferrovia. Ad oggi, i tecnici di Umbria Mobilità, società che gestisce il percorso, comunicano che i tratti agibili e aperti sono:

  • dalla stazione Museo di Spoleto all’ingresso galleria di Caprareccia;
  • dalla stazione di Santa Anatolia di Narco (aperta con punto informazioni e ristoro) al Casello della Romita;
  • un breve tratto in comune di Norcia dal Km 48,600 al km 51,200, poco oltre la riaperta Stazione di Serravalle di Norcia a supporto delle attività outdoor.

I primi due tratti sono collegati, uscendo all’altezza della stazione di Caprareccia,  dalla strada panoramica asfaltata a scarsissimo traffico veicolare che conduce a Forca di Cerro e poi a Santa Anatolia.

Sono inoltre aperti il Museo ed il Plastico della ferrovia, anche per visite guidate, siti in via fratelli Cervi 10,  a Spoleto.

Brochure ufficiale ex ferrovia Spoleto Norcia

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