Sono tanti i nursini illustri, che hanno reso grande, nel mondo, il nome del nostro piccolo borgo. Ma ce ne sono due, su tutti, che si stagliano come giganti nella storia. Sono San Benedetto e Santa Scolastica, i santi gemelli. Il primo, in particolare, è una delle figure più importanti per la chiesa cattolica, patrono d’Europa e considerato fondatore del monachesimo occidentale.

La vita di San Benedetto e Santa Scolastica

Secondo la tradizione, San Benedetto e Santa Scolastica nacquero a Norcia nel 480 d. C. Sulla data, in realtà, ci sono molti dubbi e c’è chi preferisce collocarla genericamente alla fine del V secolo. Nessuna titubanza, invece, sulle origini familiari. I Santi gemelli nascono in una famiglia agiata e di alto lignaggio.

San Benedetto e Santa Scolastica

San Benedetto e Santa Scolastica, i santi gemelli di Norcia

Il padre Eutropio, romano, apparteneva alla gens Anicia, ed era Console e Capitano Generale dei Regione di Norcia. La madre, nursina, era invece Abbondanza Claudia de’ Reguardati. A crescere i due fratelli, però, fu la nutrice Cirilla perché, sempre secondo la tradizione, la donna morì poco dopo il parto.

Benedetto e Scolastica, quindi, crebbero senza la loro mamma. Il papà, però, non gli fece mancare nulla, né in termini materiali né di affetto. Rimasero a Norcia fino all’età di 12 anni, quando Eutropio decise di mandarli a studiare a Roma. Sempre insieme, sempre legatissimi. Il passaggio dal piccolo borgo tra i monti e la grande città post-imperiale fu traumatico per i due ragazzi, che non si inserirono mai del tutto nel tessuto sociale. Ciò che più li infastidiva erano i costumi dissoluti dei romani.


Fu per questo che, all’età di 17 anni, Benedetto decise di lasciare Roma e trasferirsi nell’attuale Affile (Lazio), dove decise di intraprendere la vita religiosa nella forma estrema dell’eremitaggio. Da li passò poi a Subiaco (Lazio). Anche Scolastica decise di abbandonare le ricchezze di famiglia e consacrarsi a Dio. Ma non seguì immediatamente il fratello, piuttosto preferì tornare verso Norcia e stabilirsi in un convento a pochi chilometri dalla sua città natale. Solo in un secondo tempo si trasferì a Subiaco, per riavvicinarsi al gemello.

L’uomo di Dio che brillò su questa terra con tanti miracoli non rifulse
meno per l’eloquenza con cui seppe esporre la sua dottrina”
(San Gregorio Magno)

Monastero Sacro Speco Subiaco

Il monastero benedettino del Sacro Speco, a Subiaco

Per San Benedetto e Santa Scolastica, Subiaco divenne una seconda casa, il luogo dove la loro profonda spiritualità trovò pieno compimento. In particolare, Benedetto vi restò oltre 30 anni, di cui i primi tre da eremita. Fu qui che vide la luce la sua concezione innovativa di vita monastica, incardinata sulla preghiera e sul lavoro. Ora et labora.

Dopo il 525 d.C., Benedetto decise di lasciare Subiaco per trasferirsi a Montecassino, dove fondò l’omonima abbazia, divenuta, secoli dopo, uno dei simboli della violenza cieca della seconda guerra mondiale. Scolastica lo segue. Montecassino è l’ultimo tassello di una vita spirituale meravigliosa. E’ li che nasce la regola benedettina, ovvero il documento che fondò un nuovo monachesimo e che cristallizzò la grandezza di San Benedetto, pietra angolare per la chiesa cattolica.

Il forte legame tra i due santi gemelli è ben testimoniato da un episodio raccontato nei Dialoghi di Gregorio Magno, biografo di San Benedetto.

Scolastica, sorella di san Benedetto, consacratasi a Dio fin dall’infanzia, era solita recarsi dal fratello una volta all’anno. L’uomo di Dio andava incontro a lei, non molto fuori della porta, in un possedimento del monastero. Un giorno vi si recò secondo il solito, e il venerabile suo fratello le scese incontro con alcuni suoi discepoli. Trascorsero tutto il giorno nelle lodi di Dio e in santa conversazione. Sull’imbrunire presero insieme il cibo. Si trattennero ancora a tavola e, col protrarsi dei santi colloqui, si era giunti a un’ora piuttosto avanzata. La pia sorella perciò lo supplicò, dicendo: «Ti prego, non mi lasciare per questa notte, ma parliamo fino al mattino delle gioie della vita celeste». Egli le rispose: «Che cosa dici mai, sorella? Non posso assolutamente pernottare fuori del monastero». Scolastica, udito il diniego del fratello, poggiò le mani con le dita intrecciate sulla tavola e piegò la testa sulle mani per pregare il Signore onnipotente. Quando levò il capo dalla mensa, scoppiò un tale uragano con lampi e tuoni e rovescio di pioggia, che né il venerabile Benedetto, né i monaci che l’accompagnavano, poterono metter piede fuori dalla soglia dell’abitazione, dove stavano seduti. Allora l’uomo di Dio molto rammarico cominciò a lamentarsi e a dire: «Dio onnipotente ti perdoni, sorella, che cosa hai fatto?». Ma ella gli rispose: «Ecco, ho pregato te, e tu non hai voluto ascoltarmi; ho pregato il mio Dio e mi ha esaudita. Ora esci pure, se puoi; lasciarmi e torna al monastero». Ed egli che non voleva restare li spontaneamente, fu costretto a rimanervi per forza. Così trascorsero tutta la notte vegliando e si saziarono di sacri colloqui raccontandosi l’un l’altro le esperienze della vita spirituale. Non fa meraviglia che Scolastica abbia avuto più potere del fratello. Siccome, secondo la parola di Giovanni, «Dio è amore», fu molto giusto che potesse di più colei che più amò.

 L’Abbazia benedettina di Montecassino

L’Abbazia benedettina di Montecassino

Uniti in vita, i santi gemelli furono uniti anche nella morte, che li raggiunse ad appena 40 giorni di distanza l’uno dall’altra. La prima fu Scolastica, seguita da Benedetto che spirò il 21 marzo del 547 d.C. Secondo al tradizione se ne andò in piedi, sorretto dai suo monaci, mentre impartiva loro l’ultima benedizione. I due fratelli, sempre secondo la tradizione, riposano nella stessa tomba, sotto l’altare maggiore della Basilica di Montecassino.

La chiesa cattolica festeggia San Benedetto da Norcia l’11 luglio, perché fu proprio in quel giorno che, nel 1964, Papa Paolo VI lo proclamò patrono d’Europa. Le comunità benedettine e i cittadini di Norcia, però, amano festeggiare il loro Santo anche il 21 marzo, data della sua morte. Per lo stesso motivo, la festa di Santa Scolastica è il 10 febbraio.

Hai bisogno di altre informazioni? Scrivici!